LEGNO VS TRADIZIONALE

LEGNO VS TRADIZIONALE

GLI EDIFICI IN LATERIZIO RESTERANNO PER I PROSSIMI ANNI LA PRINCIPALE SOLUZIONE COSTRUTTIVA DEL NOSTRO PAESE, PUR NELLA NECESSITA’ DI ADEGUARE I VALORI TERMICI ALLE NORMATIVE ENERGETICHE SEMPRE PIU’ RESTRITTIVE.
LE CASE PREFABBRICATE TROVERANNO COMUNQUE NOTEVOLE SPAZIO, USCENDO DALL’ATTUALE NICCHIA DI MERCATO.


Noto quasi un complesso di inferiorità tra i costruttori/progettisti/promotori delle case in legno, sempre e continuamente in paragone con il laterocemento.
E’ come se andassi a chiedere alla Fiat “Quando devo fare il tagliando?” e mi rispondessero “Quando lo fa la Peugeot!”.


Non mi ero posto il problema.
Le case prefabbricate sono un fenomeno nuovo per il nostro paese e le cifre parlano chiaro.
I montaggi di case in legno sono in aumento, ma difficilmente si supera il migliaio di edifici l’anno in tutta Italia.
Al momento non mi sembra una concorrenza preoccupante per l’edilizia tradizionale del mattone.
E’ chiaro che le case prefabbricate si pongono come alternativa alle costruzioni in muratura e non costituiscono un settore a se stante, almeno nel nostro paese.

Chi acquista una casa prefabbricata potrebbe sempre e comunque edificare in laterizio, nel senso che non esistono tipologie edilizie specifiche per il legno, ma è sempre possibile scegliere il sistema costruttivo più idoneo, in base alle esigenze.
In Italia vi è poi un fattore culturale, che relega il legno a specifiche funzioni in edilizia e ne limita tradizionalmente i campi di applicazione.
Ma, soprattutto, le case prefabbricate sono una novità per il settore edile, praticamente sconosciuta sino a pochi anni fa e del tutto ignorata dalla grande massa (anche se la situazione sta lentamente cambiando).

In effetti i costruttori del legno, così come i vari operatori del settore, devono necessariamente fare informazione.
I paragoni ed i confronti con l’edilizia tradizionale sono difficilmente evitabili e servono per metterne in luce le caratteristiche rispetto a ciò che è più conosciuto.
Questo blog si pone l’obiettivo di diffondere la conoscenza delle case prefabbricate a basso consumo, utilizzando spesso il benchmark delle costruzioni in muratura.
Non penso che si tratti di complesso di inferiorità, ma di una semplice modalità per raccontare le case in legno, comprensibile ed intuitiva per chiunque.

14 Commenti

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    Anonymous maggio 02, 2011

    Vero, ma non se si elude la risposta.
    Mi spiego meglio:
    - se parliamo di trasmittanza di infissi, pareti e tetri ci sono i paragoni e anche i dati;
    - se parliamo di tempi di realizzazione, ci sono i paragoni e anche i dati;
    - se parliamo di classe energetica, ci sono i paragoni e anche i dati;
    Persino se parliamo di costi di realizzazione, ci sono i paragoni e anche i dati.
    Quando invece parliamo di manutenzioni o di durata, rimangono solo i paragoni. Ovvero, non ho trovato ancora nessun costruttore e nessun architetto (e ne ho contattati una decina) che mi dicesse in modo esplicito:
    - le case in legno, se ben manuntenute, durano circa xx anni;
    - le manutenzioni ordinarie per una casa unifamiliare tipo di 150 mq sono A, B, C e costano circa xxxx euro/anno.
    Se devo essere sincero la cosa un po’ mi insospettisce e mi allontana.

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    ARCH. PAOLO CRIVELLARO maggio 02, 2011

    Al momento non c’è statistica che vada oltre gli anni settanta, in quanto non ci sono esperienze antecedenti. Si possono fare delle valutazioni e delle ipotesi, ma nulla più.
    Come ho detto spesso le aspettative di vita delle case in legno sono le medesime delle abitazioni tradizionali.
    A lei questa affermazione può irritare, ma non mi sembra abbia un senso parlare di 50, 100 o più anni.
    Esistono edifici dei primi ‘900 ben conservati, ma gran parte del “patrimonio” edilizio degli anni ’60 e ’70 non risulta riqualificabile a costi sensati (ovvero, conviene demolire, piuttosto che ristrutturare).
    Allo stesso modo ci sono ditte di case in legno che mi possono garantire tempi lunghi di vita ed altre certamente meno.
    Questo breve articolo non è comunque una risposta compiuta al suo quesito, ma prende spunto da parte del contenuto, che mi era parso interessante da trattare.
    Con questo, spero di avere risposto, almeno in parte.

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    Anonymous maggio 04, 2011

    Non mi irrita, ci mancherebbe, ma già il suo ulteriore approfondimento aiuta. Ovvero, anni 70 = circa 40 anni di vita; la presenza di case di questa età in buono/ottimo stato di conservazione (ci sono?) sicuramente alimenterebbe l’ottimismo.
    Per le manutenzioni? E’ propio cosi’ impossibile sapere prima della consegna delle chiavi quali saranno gli oneri ordinari?

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    ARCH. PAOLO CRIVELLARO maggio 04, 2011

    Lo stato medio degli immobili in muratura che risalgono agli anni ’60 e ’70 dovrebbe far riflettere relativamente alla presunta immortalità delle nostre abitazioni.
    Le case in legno vengono garantite 30 anni, non è una certezza relativamente alla loro durata, ma si tratta di un aspetto interessante.
    Quanto alle manutenzioni, ribadisco che ogni costruttore prevede il proprio libretto di manutenzione e non esiste una regola generale.

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    Anonymous maggio 04, 2011

    Personalmente vivo circondato da case degli anni 60/70 perfettamente in salute e non è raro trovare case che, se ben manutenute, reggono strutturalmente dall’inzio del secolo, senza parlare di strutture in mattoni che durano da secoli se non da millenni.
    Come sempre dipende da come sono state costruite (se risparmi o addirittura speculi sui materiali è normale avere durate esigue) e da come sono state manutenute (chiusura crepe per proteggere l’armatura, risalite di umidità, tetti, ecc ecc). Per questo ritengo che sapere a cosa si vada incontro in termini di manutenzione sia fondamentale nella decisione di acquisto e la reticenza generale sull’argomento e’ quantomeno curiosa (anche i rappresentanti dei costruttori mi hanno risposto in modo evasivo). Se non ci sono linee generali si possono portare due o tre esempi dei principali costruttori, sarebbe anche un interessante metro di paragone.
    Non solo, se ogni costruttore ha le sue peculiarità, come si fa a sostenere che sono simili alle case tradizionali?
    Ho la netta impressione che sia un punto a sfavore che si tenta di oscurare o quantomento un argomento non tenuto nella giusta considerazione dai più.

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    ARCH. PAOLO CRIVELLARO maggio 04, 2011

    “Se non ci sono linee generali si possono portare due o tre esempi dei principali costruttori….”.
    Ho scritto quasi 250 articoli sulle case in legno (non mi risulta ci sia molto altro in giro, a parte tanta pubblicità, a volte camuffata da informazione).
    Non ho la pretesa di insegnare nulla a nessuno e sono conscio che il mio è solo “un” punto di vista.
    Il tema delle manutenzioni è interessante e non escludo un articolo specifico che tenga conto dei suoi suggerimenti, punzecchiando i costruttori troppo evasivi in merito e tentando di proporre delle linee guida.
    Ribadisco che non mi appassiona particolarmente la lettura dei libretti di manutenzione di Rubner, Wolf o Griffner, tanto per fare qualche nome.

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    Anonymous maggio 04, 2011

    Ho appena finito di leggere “le informazioni per il cliente” (un malloppino di circa 100 pagine) fornite dalla GriffnerHaus. All’interno è stato dedicato un intero capitolo alla mauntenzione. Non ci sono notizie sconvolgenti, quindi il lettore può tranquillizzarsi. Per fare degli esempi, per quanto riguarda la mutenzione ordinaria annuale: controllo e pulizia caldaia e canne fumarie, controllo boiler, controllo delle fughe in silicone(negli ambienti umidi), controllo e pulizie delle grondaie. Per le parti in legno esposte all’esterno l’azienda suggerisce un controllo annuale e di intervenire solo in caso di necessità. Da quello che ho potuto constatare non penso ci sia una grossa differenza con la manutenzione ordinaria delle case in muratura. Potrei suggerire di evitare al massimo le superfici in legno esterne (es: facciate ventilate, pavimenti esterni in legno, persiane in legno), in questo modo si abbatterebbero i costi di gestione.
    Spero che queste info siano sufficienti per farsi un’idea.

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    Anonymous maggio 06, 2011

    Informazione molto utile, grazie :)

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    Doriano agosto 07, 2011

    Egregio architetto, il tema della casa prefabbricata in legno (massiccio-xlam-telaio-ecc.) mi interessa e per tale motivo cerco di documentarmi il più possibile. Di certo, da quanto ho appreso, le case in legno possono permettere di raggiungere la certificazione “Casaclima” che garantisce un notevole risparmio energetico per riscaldamento e condizionamento (quest’ultimo forse non necessario), essere antisismiche, dare ampia libertà di progettazione e, non ultimo, tempi certi di consegna/montaggio e prezzo. Ci sono alcuni punti di cui ho letto poco o nulla e precisamente: sicurezza dell’edificio (nel senso che una parete di legno un malintenzionato la può forare con un trapano e in poco tempo creare una fessura ed entrare), comportamento della struttura in caso di alluvione (cosa che accade sempre più di sovente in Italia e anche in zone non considerate a rischio idraulico elevato) e il comportamento della struttura in caso di fenomeni temporaleschi violenti (sempre più frequenti e intensi). In attesa di chiarimenti, l’occasione mi è gradita per inviarle i migliori saluti.

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