PROGETTO TRADIZIONALE, COSTRUZIONE PREFABBRICATA

PROGETTO TRADIZIONALE, COSTRUZIONE PREFABBRICATA

UN MIO PROGETTO NASCE PER ESSERE REALIZZATO IN LEGNO. OGNI ASPETTO E’ PENSATO NEL RISPETTO DI UNA METODOLOGIA COSTRUTTIVA E PERMETTE DI MASSIMIZZARE IL RENDIMENTO ENERGETICO, TENENDO SOTTO CONTROLLO I COSTI. MEGLIO ANCORA SE LA DITTA COSTRUTTRICE DI CASE PREFABBRICATE E’ GIA’ STATA INDIVIDUATA.

Sto effettuando l’acquisto di uno stabile, quale futura abitazione.
Il tutto è in uno stato non vivibile e la mia intenzione è di demolire l’esistente per costruire una casa prefabbricata in legno.
Il luogo pone molti vincoli essendo in zona agricola e si devono rispettare molti picchetti, come il tetto a due falde, finestre e porte rettangolari entro determinate misure, l’assenza di poggioli, ecc.
Inoltre per l’estate è prevista l’attuazione di una nuova legge comunale che vieta qualsiasi ampliamento in detta zona e ciò risulta essere il problema maggiore, in quanto impedirebbe ogni mio intervento.
Ritrovandomi con i tempi strettissimi per presentare il progetto e cosi bloccare ed usufruire dell’ampliamento attualmente in vigore, e valutato che per ottenere una metratura “vivibile” per le mie esigenze devo ricorrere anche ad un piano seminterrato su cui poi poggerò un’abitazione a due livelli di circa 75 mq cadauno, le domando:

E’ conveniente abbozzare un progetto con il mio geometra per una costruzione “standard” in calcestruzzo, presentarlo e ottenuto l’ok dal comune andare a rivedere il progetto “trasformandolo” in una casa in legno prefabbricata, ottenendo cosi il blocco certo della cubatura attuabile entro l’estate, oppure ciò non è fattibile e una casa prefabbricata deve essere ideata da zero con l’architetto referente di un’azienda di case prefabbricate?
Questa mia affermazione si intende solo per ciò che concerne il volume dell’abitazione, inteso come perimetro e altezza, conscio che la casa in legno va studiata in ogni suo particolare e componente, comprese la disposizione e volume dei locali per ottenere le caratteristiche di casa ecologica in legno a basso consumo.


Il caso del lettore è un po’ particolare.
Sinteticamente, l’ho tranquillizzato, invitandolo a procedere serenamente alla presentazione.
L’adattamento al prefabbricato è quasi sempre possibile, senza stravolgere l’edificio.
In fondo le case in legno si pongono come semplice alternativa costruttiva alle costruzioni tradizionali.
Il progetto di una casa in legno non si discosta molto da quello di un edificio in muratura portante (un po’ di più, qualora venga previsto un telaio in cemento armato).
Un progettista tradizionale non dovrebbe quindi porsi troppi interrogativi.

Se però desideriamo ottimizzare al massimo il potenziale delle costruzioni in legno, un progetto ad hoc può portare a migliorare l’isolamento termico e ad utilizzare l’involucro edilizio come macchina termica. Il tutto con un controllo accurato dei costi, già in fase di progettazione.
Chi è già passato dalla fase della preventivazione con qualche costruttore di case prefabbricate, sa che, sino ad allora, è difficile immaginare il prezzo reale dell’opera.
Il nostro tecnico si limita al progetto vero e proprio e non è in grado di verificare l’incidenza delle diverse soluzioni adottate per la nostra casa.
Ci è giunta voce di qualche prezzo medio al metro quadro, che difficilmente coinciderà con quello della nostra abitazione.
Perché? Cosa abbiamo sbagliato?


Affermare che le case in legno costino mediamente 1.300-1.400 al mq può essere corretto … in modo fuorviante.
Il prezzo finale dipende da innumerevoli fattori e non solo dagli impianti o dalle finiture scelte.
Se vogliamo risparmiare, serve un progetto semplice.
Un volume puro (senza rientri e inutili rientranze) è più efficiente energeticamente e costa meno. L’architettura dell’edificio può essere impreziosita dai dettagli.
Un buon progetto bioclimatico dovrebbe partire da una pianta compatta, nel rispetto dell’orientamento solare.
I nostri lotti, angusti, irregolari e pieni di vincoli, penalizzano anche le migliori intenzioni, ma il committente riesce spesso a cacciarsi nei guai da solo, con l’inconsapevole complicità del progettista (che, immancabilmente, non perde l’occasione per essere originale).

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