COSTRUIRE IN BIOEDILIZIA SU TERRENI AGRICOLI

COSTRUIRE IN BIOEDILIZIA SU TERRENI AGRICOLI

Io mio marito abitiamo a Firenze, vorremmo acquistare un terreno per costruirci sopra una casa in legno.
Vorremmo sapere la tipologia di terreno: edificabile o va bene anche il terreno agricolo?
Come abbiamo letto su alcuni blog, queste case sono ritenute beni mobili non immobili e quindi va bene anche un terreno non edificabile, ma agricolo con concessione edilizia comunale?
Sui siti di alcune delle più grandi ditte specializzate in costruzione di case in legno c’è invece scritto che il terreno deve essere urbanizzato, cioè edificabile?

I prezzi in provincia di Firenze dei terreni variano molto: da 30.000 euro per quelli agricoli a un minimo di 100/160.000 euro per quelli edificabili.

C’è un modo per costruire una casa in legno come civile abitazione/prima casa su un terreno agricolo?
Forse qui in Toscana ci sono normative che o permettono riguardanti la possibilità di effettuare attività in proprio coltivatore diretto o similari, cioè se la casa è legata strettamente all’attività professionale svolta sul terreno agricolo…dovremmo forse approfondire in tal senso.


Le costruzioni in legno a basso consumo energetico, sono edifici permanenti che vanno ancorati ad una platea di fondazione in cemento armato e costituiscono semplicemente un’alternativa alle costruzioni in muratura e laterocemento.
La costruzione su terreni agricoli è possibile se legata al fondo agrario, secondo le normative ed i regolamenti locali.
In questo caso l’edificio può essere realizzato indifferentemente in legno o laterizio.
Anzi. Molte amministrazioni restringono fortemente le tipologie costruttive ammesse in zona agricola e non mancano situazioni in cui le case prefabbricate non sono ammissibili.

Le costruzioni in legno non permanenti, smontabili o mobili sono sistemi non finalizzati ad un utilizzo continuativo, ancor meno come prima casa di abitazione.
L’occupazione temporanea o un impiego non abitativo (bungalow da campeggio, annesso agricolo, ripostiglio, rimessa…) rappresentano la corretta destinazione di queste strutture, che presentano condizioni termiche scadenti nei mesi più caldi o freddi.
Come tecnico, non mi occupo di questi fabbricati, soprattutto se il loro utilizzo rappresenta una scorciatoia per edificare su terreni vincolati.

Mi rendo conto che gli alti costi dei pochi terreni edificabili disponibili rappresentano un deterrente all’acquisto, andando a gravare in maniera insostenibile sul prezzo finale di una nuova abitazione e, tuttavia, lo scempio urbanistico che ha flagellato il nostro territorio negli ultimi anni è un malcostume che deve terminare e che deve essere combattuto in tutti i modi.
Una progettazione intelligente, un’impiantistica adeguata, finiture sobrie e un dimensionamento corretto degli spazi, consentono di risparmiare parecchio.
Un’alternativa “furba” è infine rappresentata dalle case a catalogo dei costruttori di case in legno prefabbricate, dai prezzi interessanti e dalle soluzioni ottimizzate e funzionali.

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