VENTILAZIONE MECCANICA CONTROLLATA O CLIMATIZZAZIONE

VENTILAZIONE MECCANICA CONTROLLATA O CLIMATIZZAZIONE

LA VENTILAZIONE MECCANICA CONTROLLATA E’ UN IMPIANTO DI GRANDE UTILITA’ NEGLI EDIFICI A BASSO CONSUMO ENERGETICO A TENUTA D’ARIA, CHE CONSENTE IL MIGLIORAMENTO DEL COMFORT CLIMATICO ED EVITA LA NECESSITA’ DEI RICAMBI D’ARIA MANUALI.


Gentile Architetto, innanzitutto la ringrazio per il servizio che offre con questo suo blog, è molto preciso, esaustivo, completo, la seguo oramai da 2 anni, da quando iniziai la mia avventura che mi ha portato a realizzare il sogno di una vita, realizzare la mia casa in legno, con struttura a telaio.
Vengo al dunque. La casa è bene collocata rispetto al movimento del sole, gli ombreggi sono giusti, le finestre bene dimensionate e posizionate.
Il mio architetto, molto professionalmente, quando eravamo ancora in via progettuale, mi consigliò di predisporre anche un impianto di raffrescamento, io stupidamente non gli diedi ascolto.
Nulla di grave che sia ben inteso, la temperatura in casa con l’afa estiva (fuori c’erano 40 gradi), è sempre compresa tra i 25 ed i 28 gradi.


La temperatura sale maggiormente la sera (da affrontare meglio in altra domanda anche lo sfasamento di 11 ore della struttura a telaio della mia casa, secondo me sono troppe), quando si cucina e le mura rilasciano il caldo delle ore più calde del mattino.
Nulla è stato fatto quindi per ospitare un sistema di raffrescamento, mi chiedevo se ora fosse il caso e se fosse possibile, montare una ventilazione meccanica di tipo puntuale, in modo da garantire sempre aria fresca e pulita, di far scendere di un paio di gradi la temperatura dentro casa.

Oggi alla sera, apriamo porte e finestre, la temperatura scende dai 28 gradi sino ai 24 non senza fatica (grazie allo sfasamento e all’afa direi), per poi rimanere sino al giorno dopo sui 25/26, alla sera torna ai 28 o 28/28,5.

Ora quindi come accennato poco sopra, pensavo ad una ventilazione meccanica di tipo puntuale, o peggio, aria condizionata a split in 3 camere.
Il dubbio è quello di bucare, tagliare, compromettere la tenuta dell’aria, tagliare la barriera vapore, far decadere i 30 anni di garanzia, lavori eseguiti probabilmente da persone poco esperte con questo tipo di case.
Ammesso che ora sia possibile, resta il costo della manodopera della ditta che mi ha realizzato casa, che reputo eccessivo, solo per far venire a fare buchi o predisporre una ventilazione meccanica.
Riassumendo, è possibile ora una VMC puntuale? Oppure devo considerare gli split?
Altezza 150 metri, distanza dal mare 4 km, comune con 1.442 gradi giorno, zona climatica D.
Tetto k termico 0.14, pareti 0.15, finestre 3 strati, cappotto esterno EPS da 8cm (che nulla serve allo sfasamento).


La domanda è molto estesa, ma ho ritenuto opportuno pubblicarla integralmente.
Il montaggio di un impianto di ventilazione meccanica controllata a recupero di calore in una casa in legno esistente è (teoricamente) possibile, ma risulta sicuramente un intervento costoso ed invasivo, in quanto le tubazioni devono attraversare orizzontalmente almeno un solaio e verticalmente molte pareti, in un lungo percorso che parte dalla macchina per giungere alle bocchette di estrazione ed immissione dell’aria.
La rilevante sezione dei tubi obbliga a progettare l’impianto contestualmente alla statica, anche per gli edifici di nuova costruzione.

A maggiore ragione, intervenire a posteriori su di un edificio esistente risulta un lavoro particolarmente impegnativo, poiché si deve necessariamente fresare cartongessi e pannelli (meglio evitare le pareti esterne, soprattutto in presenza di barriere al vapore) e mettere mano agli isolamenti.
Si tratta purtroppo di una decisione che va presa in sede di campionatura ed un lavoro che va eseguito contestualmente al montaggio del fabbricato, accettando un aggravio dei costi non indifferente.
La sola predisposizione è ovviamente possibile e permette di rimandare l’acquisto del macchinario a tempi migliori (ma la spesa resta comunque alta).
Se la temperatura degli ambienti appare eccessiva durante i mesi estivi, non resta che ripiegare su i classici impianti di aria condizionata, scegliendo possibilmente le soluzioni ad alto rendimento energetico.
Il buon isolamento dell’involucro permette peraltro un utilizzo molto limitato della climatizzazione estiva, garantendo una buona tenuta dell’aria raffrescata anche ad impianti spenti.

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