CASE IN LEGNO: INVOLUCRO VS IMPIANTI

CASE IN LEGNO: INVOLUCRO VS IMPIANTI

FINO A POCHI ANNI FA ERA SUFFICIENTE UNA SEMPLICE CALDAIA, NEMMENO A CONDENSAZIONE.
DA QUALCHE TEMPO LE SOLUZIONI IMPIANTISTICHE SUL MERCATO SI SONO MOLTIPLICATE, ASSICURANDO ECCELLENTI RENDIMENTI ED INDIPENDENZA ECONOMICA.
COME PROGETTISTA NON RIESCO AD EMOZIONARMI E CONTINUO A PRIVILEGIARE L’ARCHITETTURA DELL’EDIFICIO E DEL SUO INVOLUCRO.

Buongiorno, vorrei costruire una villetta passiva in provincia di Genova.
Vista la scarsa disponibilità economica, avevo pensato ad una casa in legno della ********** nella versione coibentata.
Ad essa aggiungerei un impianto di ventilazione con scambiatore interrato.
Vorrei che fosse indipendente dalla rete luce e gas (sfruttando l’energia solare ed eolica) e che avesse un recupero dell’acqua piovana.
Sarebbe inoltre possibile rendere la villetta autonoma anche dalla rete fognaria?
In questo modo avrei agevolazioni sulla scelta del terreno (non necessitando degli allacciamenti), e forse incentivi statali per l’ecosostenibilità?
Altra domanda: cosa ne pensa dell’accumulo di energia in eccesso, sotto forma di idrogeno, nel sottotetto?


Ho dato una rapida occhiata al sito del produttore di case in legno in questione.
Si stratta di un sistema massiccio piuttosto economico, che consente valori termici non particolarmente entusiasmanti.
Molto probabilmente il lettore ha indirizzato il suo interesse verso questa azienda, attratto dal listino particolarmente allettante, se confrontato con i prezzi dei principali costruttori di case prefabbricate.
Nonostante i dichiarati limiti di budget, si è ipotizzata un’impiantistica di un certo rilievo costituita da:

- Ventilazione meccanica controllata a recupero di calore
- Pannelli solari (fotovoltaici e/o termici)
- Impianto eolico
- Recupero delle acque piovane
- Fossa biologica
- Accumulo con produzione di idrogeno.

Non prevedendo una caldaia a gas, ipotizzo sia necessaria una pompa di calore con riscaldamento a pavimento come principale impianto per il riscaldamento.
E’ evidente che si tratta di un sistema integrato, dispendioso ed eccessivo rispetto alle esigenze di un piccolo nucleo familiare.
L’indipendenza energetica è l’obiettivo da perseguire, ottimizzando la spesa da sostenere, a partire dall’involucro edilizio.
Una corretta progettazione bioclimatica, affiancata da scelte costruttive equilibrate, consente di rientrare all’interno di parametri di spesa ragionevoli, demandando all’impiantistica il compito della termoregolazione di picco (invernale ed estiva), ovvero in presenza di temperature particolarmente basse o elevate.
Questi impianti dovrebbero essere progettati in base alle esigenze abitative ed all’effettivo fabbisogno energetico, evitando costosi ed inefficaci sovradimensionamenti, difficilmente ripagabili nel corso degli anni.
Se il budget di spesa è limitato, è preferibile investire nell’involucro edilizio, installando un’impiantistica di base (caldaia a condensazione a radiatori e solare termico).

2 Commenti

  1. Avatar
    Anonymous marzo 19, 2012

    molto interessante quest’articolo.
    involucro e solare termico sono forse le due caratteristiche per ottenere tanto gia’ da subito.

    JP

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