CASE IN LEGNO E RISCALDAMENTO A GAS

CASE IN LEGNO E RISCALDAMENTO A GAS

NON SOLO NELLE CASE IN LEGNO, LE MODERNE CALDAIE A CONDENSAZIONE A GAS NATURALE – IN GENERE METANO – ASSICURANO ALTI RENDIMENTI, SFRUTTANDO IL POTERE CALORICO LIBERATO DURANTE LA COMBUSTIONE, INCLUSO QUELLO DI EVAPORAZIONE CONTENUTO NEL VAPORE ACQUEO PRESENTE NEL GAS STESSO.

L’incremento relativo è pari a circa il 10% rispetto al grado di efficienza di una caldaia tradizionale a gas ad alto rendimento, che invece perde l’energia dell’evaporazione nei fumi espulsi.
In genere le caldaie tradizionali hanno una resa termica nell’impianto non superiore all’85% del calore generato in fase di combustione, a causa delle alte temperature dei fumi di scarico, che causano perdite di calore da camino e involucro (pari al 15%).
La minore temperatura dei fumi di una caldaia a condensazione limita queste perdite a circa il 5%, consentendo un rendimento complessivo pari al 105% circa.
Negli ultimi anni hanno avuto larghissima diffusione gli impianti a pannelli radianti abbinati alla caldaia, in sostituzione dei tradizionali radiatori.

Il motivo del successo degli impianti a pavimento va ricercato nel superamento dei difetti che caratterizzavano in passato i vecchi impianti di questo tipo, come la difficoltà di regolazione della temperatura, con conseguenti problemi di circolazione dell’aria, sensazione di gonfiore e pesantezza agli arti inferiori.
Si trattava solitamente di sistemi centralizzati ad alta temperatura installati nei condomini, del tutto diversi dai moderni ed efficienti impianti a bassa temperatura attuali, che offrono elevati standard di comfort abitativo, abbinabili anche a impianti che utilizzano fonti di energia rinnovabile come le caldaie a pellet e legna o le pompe di calore.
Il concetto di riscaldare gli ambienti dal basso risale addirittura agli antichi romani, che utilizzavano una raffinata tecnica costruttiva costituita da un pavimento rialzato e da intercapedini murarie perimetrali nelle quali circolava l’aria calda prodotta da un focolare ubicato nei locali inferiori dell’edificio.

I vantaggi del ricorso a questo sistema, e non solo nelle case in legno, sono molteplici: cresce il benessere termico riducendo i consumi; l’ambiente si riscalda senza movimentare l’aria; aumenta la superficie utilizzabile degli ambienti senza il vincolo dei radiatori; non movimentando l’aria per conduzione, il pavimento non solleva polveri, in quanto opera per effetto radiante con ottimizzazione dei flussi e distribuzione ottimale del calore in tutta l’abitazione.
In questi nuovi impianti il calore è ceduto all’ambiente quasi interamente per irraggiamento, poiché l’intero pavimento diventa una superficie riscaldante, la cui ampiezza permette di abbassare la temperatura dell’acqua fino a 29° C (al massimo si arriva a 35° C).
Il risparmio ottenibile con la bassa temperatura di esercizio è tuttavia ridotto dai maggiori costi d’installazione e dalla difficoltà di intervento in caso di guasto alle serpentine o di modifiche all’impianto.

Vi sono anche altri aspetti da valutare rispetto a un efficace utilizzo dei pavimenti radianti nel caso delle abitazioni a basso consumo come le case in legno.
L’effetto radiante coinvolge tutto il pacchetto del solaio, che viene attivato per inerzia termica, trattenendo e rilasciando gradualmente il calore.
Questo significa che l’impianto funziona a bassa temperatura, ma praticamente sempre, mentre i tradizionali radiatori (se dotati di valvola termostatica) si disattiveranno una volta raggiunta la temperatura desiderata.
I locali maggiormente riscaldati dall’effetto del sole, come le stanze ubicate a sud, soprattutto in presenza di grandi vetrate, possono non richiedere calore e l’impianto potrebbe limitarsi a lavorare nei picchi invernali e nelle giornate di pioggia o nebbia, funzionando qualche ora per riscaldare i locali più freddi, come quelli rivolti a nord.
In ogni caso il radiatore, possedendo una minima inerzia termica, si attiva o si disattiva immediatamente, utilizzando l’energia quando strettamente necessario.

Il risparmio iniziale, dovuto al minor costo dell’impianto, potrebbe essere consolidato dalla minima richiesta di energia, dovuta all’ottimizzazione della risposta termica.
Le case prefabbricate richiedono poca energia e quel poco di calore necessario potrà quindi essere fornito efficacemente dai radiatori.
Al contrario, un riscaldamento a pannelli radianti, pur funzionando a bassa temperatura, comporterà un funzionamento pressoché continuo della caldaia, con minori possibilità di termoregolazione.
È fondamentale prevedere un termostato per ogni ambiente, suddividendo a settori l’impianto: in caso contrario, il rischio è l’eccessivo riscaldamento degli ambienti nelle giornate di sole o in presenza di camini o stufe funzionanti, dovuto alla difficoltà di diminuire la temperatura in poco tempo, pur restando validi tutti i vantaggi prima descritti.
Non ultimo, è necessario valutare lo stile di vita degli occupanti stessi e l’utilizzo che verrà fatto dell’edificio.

Se i proprietari vivono all’esterno la maggior parte del tempo, o se il fabbricato non è utilizzato in modo continuativo, è senz’altro consigliabile un impianto di tipo tradizionale, mentre un impianto a pavimento potrà essere la soluzione più efficace nei casi in cui l’abitazione viene abitata tutto la giornata.
Il pavimento incollato direttamente sul massetto dovrebbe sempre garantire un rendimento termico superiore alla posa flottante, per la presenza di aria (isolante) nell’intercapedine di quest’ultimo; in questo caso si dovrebbe pertanto inserire un materassino ad alta conducibilità termica, per migliorare la trasmittanza e compensare il maggior isolamento.
Nelle case in legno, il carico termico è assai più alto rispetto a un edificio poco isolato, e questo riduce le differenze tra i diversi tipi di pavimento, sempre che si abbia l’accortezza di tarare correttamente l’impianto e di isolare la parte sottostante alla serpentina per evitare inutili dispersioni.

3 Commenti

  1. Avatar
    dadinux novembre 03, 2011

    Rendimento complessivo del 105% ??? Com’è possibile???

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