SE IL PROGETTISTA NON CONOSCE LE CASE PREFABBRICATE

SE IL PROGETTISTA NON CONOSCE LE CASE PREFABBRICATE

IN ITALIA LA SCELTA DI COSTRUIRE UNA CASA IN LEGNO E’ ANCORA UNA DECISIONE “DELL’ULTIMA ORA”. IL PROGETTO, PENSATO PER UNA COSTRUZIONE IN MURATURA, VA ADATTATO AL LEGNO E SPESSO IL NOSTRO TECNICO NON E’ DEL IN SINTONIA CON IL COMMITTENTE.

Dopo aver attentamente letto il suo utilissimo blog, ancora non mi sono fatto un’idea di massima su come poter procedere in merito alla realizzazione di una casa in legno.
Ho un progetto approvato, a cui stiamo apportando alcune varianti, però sempre legate al discorso di edilizia tradizionale; può essere secondo lei il momento adatto per rivedere il progetto in chiave bioedilizia (prefabbricato in legno a risparmio energetico)?
In pratica, posso richiedere le varianti relative alle modifiche che mi interessano a prescindere dal discorso bioedilizia e contestualmente anche quelle legate a quest’ultimo?
Sarebbe un bel risparmio di tempo e denaro.
Il problema però è che il geometra che ha seguito fin qui i lavori non credo sia all’altezza del compito, perché non specializzato.


Una vera e propria specializzazione per le case in legno è (forse) chiedere troppo.
Sono comunque molti i tecnici progettisti (architetti, ma anche geometri ed ingegneri) che hanno inserito in curriculum una o più realizzazioni di case in legno a basso consumo.
Il progetto di una casa prefabbricata richiede alcune conoscenze, ma non è certamente un’attività complicata (non è certamente un ponte); richiede tuttavia un approccio corretto da parte del nostro tecnico per ottimizzare il progetto, abbassare i costi, migliorare l’efficienza energetica dell’edificio.
Se la casa viene studiata per una realizzazione tradizionale, l’inevitabile adattamento della ditta di case prefabbricate in sede esecutiva può risultare piuttosto invasivo, soprattutto in presenza di un’intelaiatura in cemento armato.

Le case prefabbricate si comportano come un edificio in muratura portante, a prescindere dalla struttura verticale scelta (baloon frame o x-lam).
Un progetto semplice o comunque di concezione tradizionale non dovrebbe richiedere un adeguamento eccessivo della statica, mentre le soluzioni strutturali fuori standard metteranno a dura prova il costruttore, con un crescente aggravio dei costi, sino all’impossibilità esecutiva dell’edificio, con la conseguente rinuncia al contratto con il cliente.
In questo caso, la costruzione in legno appare sconsigliabile, anche qualora l’azienda di case prefabbricate si mostri interessata a realizzare la nostra abitazione, a qualsiasi costo.
Una variante finale al progetto, più o meno importante, sarà peraltro quasi inevitabile e non dovrebbe comportare particolari difficoltà od oneri.

Gran parte della progettazione viene infatti svolta direttamente dall’ufficio tecnico della ditta, contenendo il lavoro del nostro tecnico, che si limiterà alla semplice presentazione del progetto modificato.
In questo modo, la fase di controllo tecnico e verifica statica sarà completamente a carico del costruttore.
Non a caso, le aziende di case prefabbricate forniscono al cliente sia la statica della porzione di edificio in legno, che l’attestato di certificazione energetica, a differenza delle imprese di costruzioni tradizionali che si limitano ad attuare i lavori secondo quanto contenuto negli elaborati di progetto esecutivi, sempre a carico del progettista – direttore dei lavori e dello strutturista.
La prassi per la costruzione di una casa in legno è pertanto piuttosto diversa dalle costruzioni tradizionali in laterocemento e limita parecchio il ruolo del progettista in sede esecutiva.

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