LE CASE PREFABBRICATE IDEALI

LE CASE PREFABBRICATE IDEALI

LE CASE IN LEGNO REPERIBILI SUL MERCATO PRESENTANO SOLUZIONI TECNICHE CONSOLIDATE, PIUTTOSTO OMOGENEE TRA I VARI PRODUTTORI.
LE DIFFERENZE, POSSONO ESSERE RELATIVE ALLA DIVERSA COMPOSIZIONE DEI PACCHETTI DEI MATERIALI, AGLI SPESSORI, AL SISTEMA COSTRUTTIVO ADOTTATO (TELAIO, MASSICCIO).

L’oggetto della mia e-mail è chiederle informazioni riguardo all’aspetto tecnico di queste case prefabbricate.
Secondo lei, che tipo di struttura dovrebbero avere per essere funzionali (spessore delle pareti, composizione, ecc)?


Premesso che la maggior parte delle case prefabbricate risponde in pieno alle normative attualmente in vigore ed agli inevitabili adeguamenti futuri, soprattutto in materia di risparmio energetico degli edifici, è chiaro che la scelta dovrebbe essere compiuta sulla base delle esigenze abitative, della zona di costruzione e del budget a disposizione.
Nelle zone climatiche del centro e del sud Italia il tema dell’isolamento dal freddo sarà meno basilare rispetto alle case prefabbricate montate nel nord, in particolare nelle zone di montagna. In questo caso la composizione dei pacchetti di parete e copertura dovrà essere studiata per rispondere alle specifiche esigenze del luogo.
Come ripetuto spesso, una parete a telaio può risultare insufficiente se corredata di isolanti leggeri nelle zone mediterranee, mentre funziona egregiamente per proteggere dai climi rigidi delle zone fredde.
Una casa in legno da costruirsi in Sicilia dovrebbe prevedere una struttura massiccia (X-lam o MHM) e fibra di legno ad alta densità.

Vi è poi la questione del prezzo.
Le pareti “standard” vanno benissimo e forniscono prestazioni termiche mediamente superiori rispetto alle tecniche tradizionali in muratura.
Quasi tutti i costruttori di case prefabbricate prevedono a listino pareti e coperture più performanti, a costi superiori. In tal caso variano gli spessori dei cappotti e/o delle strutture, i materiali e la stratificazione stessa dei vari elementi.
Un cappotto in sughero possiede una buona massa ed un’alta traspirabilità, ma verrà offerto a prezzi superiori rispetto ad un cappotto in polistirene espanso di pari spessore.
Se il budget lo permette, si possono valutare soluzioni costruttive più costose e raffinate, ma ribadisco la validità delle soluzioni più economiche.

Vi è infine un aspetto poco considerato dagli acquirenti di case in legno, che è la veloce evoluzione della normativa energetica per gli edifici.
Gli scenari futuri prevedono che in tutta Europa le costruzioni vengano realizzate con criteri progettuali e requisiti termici passivi entro il 31 dicembre 2020.
Le direttive UE, già approvate nel maggio 2010, impongono nuovi standard di efficienza energetica e l’utilizzo di fonti rinnovabili, nel segno dell’autosufficienza, definita “zero-energy”.
Tale direttiva verrà anticipata al 2018 per gli edifici pubblici.
E’ evidente che stiamo parlando di pochissimi anni e che le attuali soluzioni tecniche verranno velocemente superate, richiedendo nuovi materiali e spessori, adeguati ai livelli di rendimento energetico richiesto.

I costruttori del legno appaiono in evidente vantaggio rispetto alle imprese tradizionali del mattone.
Queste ultime devono colmare un gap pesante per rispondere ai criteri passivi richiesti.
I produttori di case prefabbricate sono già in grado di costruire edifici energeticamente indipendenti.
Può dunque essere una scelta lungimirante la ricerca di prestazioni termiche estreme, a partire dalle scelte progettuali (rapporto di forma, posizionamento delle aperture, eliminazione delle canne fumarie), dall’impiantistica (fonti rinnovabili, in particolare solare termico e fotovoltaico), sino alla maggiorazione degli isolamenti di tutte le partizioni esterne e all’adozione dei tripli vetri.

4 Commenti

  1. Avatar
    Gianni gennaio 03, 2013

    Salve architetto,possono coesistere in un edificio a due-tre piani soluzioni in telaio e massicce?si può avere pareti perimetrali in massiccio e pareti divisorie in telaio?grazie saluti

    Gianni

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