CASA PREFABBRICATA – NON SI PUO’ FARE

CASA PREFABBRICATA – NON SI PUO’ FARE

LE CASE IN LEGNO SI PRESTANO A MOLTEPLICI APPLICAZIONI.
IL TARGET MEDIO RESTA LA CLASSICA ABITAZIONE MONO-BIFAMILIARE, CHE QUASI SEMPRE PUO’ ESSERE REALIZZATA CON UNA COSTRUZIONE PREFABBRICATA.
QUASI.


Non sono però da escludere i progetti che non si prestano ad essere realizzati in legno o, peggio ancora, che vengono letteralmente respinti dal costruttore.
Si tratta solitamente di architetture formalmente complesse, riccamente vetrate o staticamente problematiche.
In molti casi si devono inserire nella struttura travi o pilastri in acciaio per coprire luci eccessive o controventare l’edificio, qualora vengano a mancare pareti od elementi di irrigidimento.
I costi salgono proporzionatamente e quasi sempre il prezzo finale risulta eccessivo.
I piccoli costruttoridi case prefabbricate, spinti dalla necessità di chiudere contratti ad ogni costo per promuovere il proprio marchio, affrontano a malincuore costruzioni poco agevoli, limando i propri margini di guadagno.


Ben diversa è la posizione dei principali fabbricanti di case prefabbricate, che rinunciano senza esitazioni all’acquirente, quando le complicazioni superano il limite di guardia, forti di una lunga esperienza costruttiva e commerciale.
Peraltro, è sufficiente mostrare il prezzo finale al cliente per dissuaderlo dalla firma del contratto e farlo ripiegare sulla muratura tradizionale.
Bisogna comprendere che il concetto delle case prefabbricate è prettamente industriale.
Si tratta di un processo produttivo standardizzato, che permette di adattare senza compromessi i progetti più semplici, ma che mostra la corda di fronte ad architetture complesse, con un aggravarsi crescente dei costi, sino alla sentenza di infattibilità.


L’architettura delle abitazioni a catalogo esibisce chiaramente la vocazione costruttiva delle case prefabbricate in legno, ma non si tratta solo di un aspetto formale.
Ogni produttore di case in legno prevede alcune pareti standard e qualche “variazione sul tema” (per lo più possono cambiare i materiali che compongono i vari elementi costruttivi).
Solo a titolo di esempio, non ha alcun senso pretendere uno spessore di parete da 36 cm, se il costruttore offre solamente 28 o 33 cm.
Le macchine da taglio sono programmate per quelle misure e non ha senso impuntarsi.
E’ come voler acquistare un auto di cilindrata non prevista dal costruttore (una BMW con un 900 cc o una Prius con un V8…..).
Chissà perché ciò che è logico per le auto diventa incomprensibile per le case in legno.


Lo standard costruttivo ha un rapporto q/p sempre interessante, il fuori standard è più costoso, l’extra standard non è quasi mai tecnicamente fattibile.
Porte-finestre alte 3,00 metri, certamente realizzabili su misura (ad alto prezzo) non possono essere installate sulle case prefabbricate, in quanto incompatibili con il procedimento produttivo standardizzato (e chi lo fa, si fa pagare … adeguatamente).
Il mio consiglio, qualora non esista ancora un vero e proprio progetto dell’edificio, è quello di studiare un’abitazione che rispetti le caratteristiche intrinseche delle strutture in legno è che assuma come base di partenza proprio il sistema costruttivo (telaio o massiccio, poco importa).
I vantaggi saranno tantissimi, a partire dal prezzo più basso, dalla maggiore efficienza energetica dell’involucro edilizio e dal minimo adattamento in sede esecutiva da parte del costruttore.

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