IL FUTURO DELLE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO

IL FUTURO DELLE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO

LE QUESTIONI ENERGETICHE ED AMBIENTALI SARANNO I TEMI PRINCIPALI CHE CI ACCOMPAGNERANNO NEI PROSSIMI ANNI. L’ESAURIMENTO DEI COMBUSTIBILI FOSSILI E LA FORTE CRESCITA DELLA POPOLAZIONE, IN PARTICOLARE NEI PAESI IN VIA DI SVILUPPO IMPORRANNO POLITICHE SU LARGA SCALA SULLA SCIA DEL PROTOCOLLO DI KYOTO.

Gli stessi scenari futuri appaiono in rapido mutamento e difficilmente prevedibicase prefabbricate, case passive, case ecologiche, case in legnoli.
Si pensi al prezzo del petrolio.
Si è passati in pochi mesi da 40-50 $ a quasi 150, per poi ritornare a valori s
otto i 40$ in poco tempo.
Quando il greggio si trovava ai massimi sono stati dipinti foschi scenari ipotizzando un costo dell’energia insostenibile, smentito dai fatti.

Tuttavia non è da escludere che, sulle spinte della speculazione e dell’instabilità politica, si possa repentinamente tornare a valori di prezzo preoccupanti.
Il problema dell’inquinamento del pianeta e dell’immissione dei gas serra sembra un fatto consolidato, anche se non mancano tesi contrarie che tendono a sminuire l’importanza della questione ecologica per quanto concerne i cambiamenti climatici.

Restano in ogni caso i fatti, che ci consegnano una prospettiva chiara per i prossimi decenni.
La popolazione mondiale ha bisogno di sempre maggiori quantità di energia e le attuali fonti sono destinate ad esaurirsi con un ritmo superiore alle stesse previsioni di pochi anni fa.
Oltre alla Cina ed all’India, molti altri paesi peseranno sul computo energetico mondiale a causa della repentina industrializzazione, con conseguente miglioramento delle condizioni di benessere della popolazione.
Possiamo impegnarci a trovare nuove fonti di energia, ma soprattutto dobbiamo agire sugli sprechi, causa di inquinamento e di dissipazione di energia.

Il patrimonio immobiliare italiano è penosamente vecchio e realizzato con criteri di scarsa efficienza a causa delle temperature meno estreme del nostro territorio rispetto ai paesi del nord Europa (oltre che delle speculazioni edilizie).
Un drastico intervento sull’esistente sarà necessario a ritmi ben diversi da quelli attuali, mentre diverrà un obbligo morale, oltrechè un vincolo di legge, costruire nuovi edifici efficienti e coibentati.

Le case prefabbricate in legno possono costituire una risposta collaudata e sicura per la realizzazione di abitazioni isolate a bassissimo consumo, con criteri di efficienza ed ecologia, qualità e durata nel tempo.
Sono in grado di dare risposta a tutte le esigenze abitative moderne nel rispetto della natura, coniugando la domotica con l’ecologia, il risparmio con il benessere.

Una spinta propulsiva dovrà necessariamente venire dalle amministrazioni comunali oltre dalla normativa nazionale, con incentivazioni fiscali ed agevolazioni sugli iter burocratici.

Nel breve una crescita esponenziale delle “case prefabbricate in legno” non sembra possibile, a causa del profondo radicamento, politico, culturale ed economico del settore delle costruzioni tradizionali, da nord a sud in tutto il paese, in grado di frenare fortemente lo sviluppo di sistemi di costruzione alternativi, non basati sul laterocemento in opera.
Ritengo che ci sarà in ogni caso sempre più spazio per questi edifici, soprattutto se si apriranno nuovi canali di comunicazione in grado di informare il cliente finale sui pregi e i difetti delle case prefabbricate.

Resta fondamentale, nel bene e nel male, il ruolo degli architetti e dei tecnici del settore, attualmente tra i principali avversari delle case prefabbricate, ma che potrebbero in futuro divenire soggetti propulsivi , in grado di incentivare la costruzione di abitazioni ecologiche ad alta efficienza, confidando però in un ricambio generazionale e in una formazione dei futuri tecnici del settore improntata decisamente all’ambiente e al risparmio energetico.

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