Architetto Paolo Crivellaro
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ESPERTO IN BIOEDILIZIA
PARETI IN LEGNO A PANNELLI PIENI, QUALI SCEGLIERE?

PARETI IN LEGNO A PANNELLI PIENI, QUALI SCEGLIERE?

IL MERCATO ITALIANO DELLE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO E’ SUDDIVISO EQUAMENTE TRA SOLUZIONI A PARETI INTELAIATE E STRUTTURE A PANNELLI PIENI, QUASI SEMPRE XLAM

Buonasera Architetto Crivellaro, non è la prima volta che le scrivo per chiederle dei preziosissimi consigli. Complimenti per il blog e per il suo libro che ho regalato all’Architetto che ci segue da tempo.
Io e mia moglie stiamo cercando di realizzare una casa unifamiliare in legno, ma nonostante siamo già in possesso di un terreno edificabile abbiamo difficoltà a vendere il nostro appartamento dove risiediamo.
Saremmo orientati verso un sistema costruttivo massiccio quale l’MHM oppure l’X-Lam. Il sistema X-Lam, contrariamente all’MHM prevede l’utilizzo di colle tra le superfici di tavole incrociate. A proposito di questo le vorrei chiedere se le colle utilizzate potrebbero formare dei film tali da pregiudicare la traspirabilità della parete. Inoltre vorrei anche conoscere le differenze tra i due sistemi che però penso si fermino esclusivamente alle colle utilizzate nell’X-Lam e ai chiodi in alluminio nell’MHM per tenere uniti gli strati di tavole. Potrebbe chiarirmi questo dubbio?
Vorrei sapere anche se un sistema è, sempre per caratteri generali, più economico rispetto all’altro.
La ringrazio moltissimo per i consigli di cui farò tesoro.


Grazie per la fiducia e per i complimenti. Molti lettori affezionati del blog si saranno accorti che sto scrivendo meno che in passato e di questo mi scuso. Il materiale presente sul sito è sempre attuale ed abbondante, ma farò comunque il possibile per dare più continuità alla pubblicazione di nuovi articoli da adesso in poi.
Le soluzioni costruttive a struttura portante lignea sono fondamentalmente distinguibili tra pareti a telaio e pannelli pieni. Le strutture intelaiate più diffuse (“platform frame”) prevedono un’ossatura costituita da montanti verticali in legno controventata da travi orizzontali, disposti a distanza ravvicinata, racchiusa da pannelli di tamponamento leggeri, a base di legno o gesso, fissati su entrambi i lati dl telaio. Questi sistemi raramente vengono assemblati in cantiere e per essi vale più che mai la definizione di “case prefabbricate in legno”.
Al contrario, le costruzioni a pannelli pieni impiegano elementi multistrato di legno. La soluzione più diffusa è l’xlam, in cui tavole di legno di grandi dimensioni vengono incollate tra loro a strati incrociati di numero dispari (3,5,7….). Generalmente lo spessore minimo dell’elemento portante è pari a 10 cm per le comuni case di abitazione ed aumenta con il crescere dell’altezza dell’edificio.
L’xlam si può impiegare (con spessori adeguati) per la realizzazione di tetti e solai, travi, scale e balconi. L’assemblaggio degli elementi avviene in tempi rapidi direttamente in cantiere.
Le pareti MHM (Massive Holz Mauer) sono realizzate mediante sovrapposizione di lamelle lignee a strati incrociati, similmente all’xlam; a differenza di quest’ultimo, non vengono impiegate colle, ma robuste chiodature in alluminio. Lo spessore di una struttura piena MHM è superiore ai pannelli xlam, anche più del doppio, con una migliore inerzia termica complessiva della parete ed un notevole isolamento acustico rispetto ai rumori esterni. La traspirabilità della parete è superiore, in quanto le colle dell’xlam rallentano parzialmente il passaggio dell’aria verso l’esterno. Rappresenta dunque una soluzione preferibile?

Il mercato sinora non ha premiato il sistema MHM, ancora poco diffuso rispetto all’xlam. Le ragioni sono molteplici, a partire dal prezzo superiore che impatta sfavorevolmente sui costi finali della costruzione, a causa della maggiore quantità di legno presente. L’assenza di colle, vero punto di forza delle pareti MHM, è probabilmente un fattore ancora non determinante nella scelta. Va detto che le colle impiegate per la realizzazione dei pannelli xlam sono certificate come non dannose per la salute umana, pur essendo possibile il rilascio nell’ambiente di una percentuale minima di vapori e sostanze volatili in esse contenute.
Se l’isolamento acustico dell’MHM nei confronti dell’esterno è notevole, qualche problema è possibile per quanto concerne i rumori interni e da impatto e calpestio (il legno trasmette i suoni).
I pannelli in xlam di buona qualità costituiscono un insieme unico, mentre la stratificazione di tavole assemblate mediante chiodi può dare origine a qualche distacco tra i singoli elementi, non tale da pregiudicare la solidità della costruzione, ma non sempre piacevole a vedersi.
I valori di isolamento termico invernale sono quasi sempre migliori per gli edifici in xlam (ed ancor più per le pareti a telaio), in quanto è maggiore lo spessore degli isolamenti a cappotto abbinati alla struttura massiccia ed è sempre presente una controparete impiantistica a sua volta riempita di materiale isolante. Tale vano impiantistico (assente nelle pareti MHM, in quanto si preferisce ricavare le fresature direttamente nella struttura) agevola l’installazione degli impianti elettrici ed idrotermosanitari in cantiere.

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