Architetto Paolo Crivellaro
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Paolo Crivellaro
ESPERTO IN BIOEDILIZIA
UNA VILLA IN LEGNO IN ADERENZA AD UN EDIFICIO IN LATERIZIO

UNA VILLA IN LEGNO IN ADERENZA AD UN EDIFICIO IN LATERIZIO

LA COSTRUZIONE DI UNA CASA IN LEGNO PREFABBRICATA IN ADERENZA AD UN EDIFICIO ESISTENTE IN MURATURA E’ QUASI SEMPRE POSSIBILE, CON LE DOVUTE ATTENZIONI

Buongiorno Architetto. Ho una casa in legno realizzata da XXXXXX XXXX.
Tutto bene, ho l’areazione forzata e riscaldamento a pavimento. L’unico problema è quello che essendo una casa addossata ad un’altra (hanno lasciato 5 cm fra il muro esistente e la casa, da un paio di mesi - la casa ha 5 anni) sento odore di muffa che entra da un foro che ho fatto su una canalina dove passa un filo per la corrente e in un angolo della casa. E’ corretto specificare che malgrado lo spazio fra i 2 muri, l’azienda ha coperto lo spazio con il cappotto. Da qui la domanda:
Possibile che si stia formando della condensa fra i 2 muri e che questa diventi muffa? Secondo lei se faccio 4 punti di areazione esterni fra i muri risolvo il problema?


In generale, non sussistono particolari difficoltà nel costruire una casa in legno in aderenza ad un edificio in muratura preesistente. Si tratta peraltro di una situazione non sporadica, soprattutto in presenza di un volume esistente da abbattere e ricostruire o nei centri urbani storici delle nostre città.
Nel caso del lettore, l’azienda costruttrice ha giustamente distaccato la casa prefabbricata dalla parete del fabbricato esistente, prevedendo un’intercapedine di circa 5 centimetri tra i due muri. Si tratta di una distanza a mio avviso corretta, che dovrebbe scongiurare la formazione di fenomeni di condensa interstiziale e muffe sulla parte interna della parete del nuovo edificio in legno.
Una nuova costruzione in legno non deve mai essere collegata all’immobile preesistente anche per evitare formazione di crepe e fessurazioni dovute ad eventuali movimenti differenziali, ricordando che si tratta di materiali (legno e laterocemento) assai diversi tra loro, con differenti dilatazioni termiche e caratteristiche strutturali proprie.

La realizzazione di un intercapedine “chiusa” tuttavia può causare alcuni problemi nel corso del tempo, in quanto è sempre possibile la formazione di umidità di risalita dal suolo o proveniente dall’edificio adiacente. Trattandosi di un vano “freddo” in quanto esterno ai due edifici, l’umidità può condensare sulle superfici interne dell’intercapedine, con inevitabile formazione di muffe. La muffa rappresenta un problema abbastanza serio per una casa prefabbricata, in quanto può interessare negli anni l’interno della parete in legno, con tutte le conseguenze del caso.
La presenza di odore di muffa è evidentemente un campanello di allarme da non sottovalutare. Prima di ispezionare l’interno della parete (operazione chiaramente invasiva che prevede la rimozione dei pannelli ed il taglio del legno, al fine della verifica delle strutture e degli isolamenti termici) confermo al lettore che la metodologia da lui individuata può essere preferibile in questa fase.
Sono sufficienti 2-3 fori per lato per assicurare una buona aerazione naturale e l’asportazione definitiva dell’umidità interstiziale, con l’accortezza di evitare che la pioggia battente possa infiltrarsi attraverso tali aperture (che andranno provviste di griglie o protezioni). Molto probabilmente l’odore di muffa scomparirà nel giro di qualche mese.

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