COIBENTARE UNA CASA IN LEGNO BLOCKHAUS

COIBENTARE UNA CASA IN LEGNO BLOCKHAUS

LE SOLUZIONI COSTRUTTIVE MASSICCE BLOCKHAUS, PUR NON ESSENDO MIRATE ALL’ISOLAMENTO TERMICO SPINTO, POSSONO ESSERE POTENZIATE ENERGETICAMENTE MIGLIORANDONE LA COIBENTAZIONE

Sto ristrutturando una casa in legno tipo blockhaus a Roma e vorrei migliorarne l’isolamento, dato che non possiede nessun tipo di coibentazione e si trova in una zona con molta umidità sia in inverno che in estate e con temperature estive elevate.
Leggo dell’esistenza di molti materiali ma non riesco a decidere soprattutto perchè dovrei effettuare una coibentazione interna rivestendo poi il tutto con perline o cartongesso. Ho visto anche che esistono dei preaccoppiati come Eps e lana di roccia oppure Eps e fibra di legno ma quale tra tutti i materiali è consigliabile per poter ottenere buoni risultati di protezione dal freddo ma soprattutto umidità e caldo?
Per il tetto invece una coibentazione con pannelli in Eps e guaina ultratraspirante può essere efficace oppure ci sono soluzioni migliori? La ringrazio per la cortese attenzione e attendo con piacere una sua risposta.


Il legno è notoriamente un pessimo conduttore di calore (il che è un bene per gli edifici che impiegano questo materiale). Anche le costruzioni non isolate a parete massiccia come le cosiddette blockhaus raggiungono prestazioni termiche abbastanza buone rispetto ad edifici in laterocemento di pari caratteristiche.
Intervenire a posteriori su un involucro di un edificio blockhaus è sempre possibile, previa analisi termica delle componenti opache e trasparenti (muri esterni, copertura, vetri ed infissi).
L’isolamento a cappotto delle facciate può rappresentare una buona opzione, in quanto non sarà necessario “rubare” spazio ai locali interni. Tale intervento risulta molto efficacie sotto il profilo prestazionale tanto d’estate quanto d’inverno, in quanto lo scambio termico tra l’esterno e gli ambienti indoor dovrebbe sempre partire dalla “pelle” dell’edificio. Un cappotto interno è sempre meno efficace, a parità di spessore e di materiale impiegato.

Trattandosi di una struttura massiccia dotata di massa e di buona inerzia termica, conviene privilegiare isolanti di tipo leggero, al fine di migliorare l’isolamento invernale. L’EPS è un materiale poco o nulla traspirante, per cui conviene impegare solamente pannelli in lana minerale o fibra di legno (anche nell’ipotesi di posizionarli sul lato interno), rinforzati all’esterno con un intonachino robusto dotato di armatura in rete plastica. I pannelli preacccoppiati (EPS + lana) possono avere alcuni problemi, in quanto il vapore prodotto all’interno degli ambienti può condensare e bagnare gli isolanti, con tutte le conseguenze del caso. Per evitare tale problematica è sempre necessario montare sul lato interno dei muri esteri una barriera al vapore.
Per quanto riguarda la copertura, vale lo stesso principio, per cui eviterei se possibile l’impiego di pannelli in EPS. Se il tetto non è isolato e non è presente una camera di ventilazione, potrebbe essere necessario migliorarne l’inerzia termica, montando superiormente una coibentazione in fibra di legno ad alta densità (almeno 150 kg/mc) di circa 15-20 cm di spessore. La copertura è la componente dell’edificio maggiormente esposta all’irraggiamento diretto del sole, richiedendo un maggiore isolamento estivo al fine di “sfasare” l’ingresso dell’onda di calore di almeno 12-14 ore.
Ricordo infine che tali interventi (al pari degli edifici in muratura) sono fiscalmente incentivati in quanto rientrano a pieno titolo nelle opere di riqualificazione energetica degli edifici. E’ possibile pertanto (al pari della sostituzione di infissi ed impianti) avvalersi delle agevolazioni Ecobonus che prevedono una detrazione Irpef del 65%, come previsto dall’ultima Legge di Stabilità.

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