CASE IN PAGLIA VS CASE IN LEGNO

CASE IN PAGLIA VS CASE IN LEGNO

DAL 2008 LA GUIDA ALLE CASE PREFABBRICATE TRATTA QUASI ESCLUSIVAMENTE TEMATICHE RELATIVE A PROGETTAZIONE E REALIZZAZIONE DI EDIFICI A STRUTTURA IN LEGNO A BASSO CONSUMO ENERGETICO.

Buonasera Architetto, la seguo sul portale da un paio di anni e non mi perdo mai un articolo.
Vorrei sapere cosa ne pensa delle case in paglia che si stanno diffondendo un po’ anche nel riminese (ne stanno costruendo due in questo momento).
E’ una filosofia costruttiva affidabile e permette di raggiungere un elevato comfort termico? Grazie per le risposte sempre esaustive.


I lettori più assidui del mio blog sanno che tratto raramente di sistemi costruttivi alternativi al legno, pur non escludendo in futuro di affiancare la “Guida alle case prefabbricate” ad altri siti divulgativi.
Ho scritto un articolo sulle costruzioni in paglia un paio di anni fa, a cui rimando la lettura.
Le realizzazioni di edifici in balle di paglia restano ancora confinate in sporadiche esperienza di autocostruzione, almeno nel nostro paese, ma sono sempre più diffusi nel nord Europa (soprattutto Olanda ed Inghilterra). L’interesse è però cresciuto di molto in questi anni in quanto si tratta di un materiale rinnovabile, isolante e traspirante naturale, economico e di facile reperibilità, che non richiede lavorazioni e trattamenti, realmente “a km zero”.
Generalmente viene utilizzata per le pareti una struttura portante lignea a telaio riempita di balle di paglia pressata. I muri esterni vengono poi completati con terra cruda e argilla e finiti ad intonaco di calce idraulica.
Le costruzioni autoportanti in paglia (metodo “Nebraska”) non sono consentite in Italia per normativa, pur trovando applicazione all’estero, in particolare negli USA, in quanto difficilmente calcolabili dal punto di vista antisismico e del comportamento al fuoco, pur risultando empiricamente valide staticamente (persino in zone a rischio terremoto).

Le costruzioni ibride in legno e paglia vanno calcolate e progettate correttamente, ricordando che questi edifici devono rispondere a tutte le norme in vigore nel nostro paese, al pari delle strutture in cemento e muratura.
Il comportamento al fuoco è piuttosto interessante, in quanto le balle di paglia vengono pressate e pertanto vi è scarsa presenza di ossigeno tra le fibre, rendendo poco infiammabili gli elementi di tamponamento (considerando che tali elementi sono protetti da uno spesso strato di intonaco, sino a 5 cm per lato).
A tale proposito, andrà posta particolare attenzione alla realizzazione dell’impianto elettrico che dovrà essere sigillato attentamente per evitare produzione di fiamma o scintille in presenza di corto-circuito (meglio ancora impiegare condotti certificati REI 90).
Un potenziale rischio è rappresentato dalla formazione di umidità interstiziale, che potrebbe dare origine a fenomeni di condensa, muffe e marciume. Anche in questo caso (come in presenza di isolanti in fibra di legno) un ausilio impiantistico come la ventilazione meccanica controllata può risultare utile allo scopo.

Gli edifici storici in balle di paglia più noti, risalenti ai primi decenni del 900, sono ben conservati, a dimostrazione che questo sistema costruttivo risulta idoneo per realizzare immobili duraturi. Il vero problema è la scarsa diffusione, in quanto risulta difficile l’approccio tecnico-normativo, tanto per i professionisti, quanto per le amministrazioni comunali che non conoscono queste costruzioni e faticano a classificarle, in particolare in merito agli aspetti statici ed antincendio.
La situazione sta lentamente cambiando, grazie alla presenza sul territorio italiano di qualche costruzione in paglia autorizzata, che ha dimostrato che una corretta pressatura delle balle (con densità deve compresa tra 80 e 210 kg/m3) abbassa moltissimo il rischio infiammabilità, soddisfacendo nel contempo i parametri di compressione e resistenza.
Va infine rimarcato l’elevato potere termoisolante della paglia abbinata all’argilla intonacata con calce, abbinato a doti di elevata traspirabilità. I costi complessivi della realizzazione possono essere contenuti a fronte dell’autocostruzione, operazione ovviamente non alla portata di tutti.
Resto dell’avviso che nei prossimi anni ci sarà sempre più spazio per questi sistemi costruttivi alternativi al tradizionale laterocemento, ma ritengo che le case in legno prefabbricate restino attualmente la migliore risposta all’esigenza di realizzare edifici in bioedilizia a basso consumo energetico, sicuri e certificati.

 

Commenta

La tua mail non verrà pubblicata. *