CASE IN LEGNO E VINCOLI PAESISTICI

CASE IN LEGNO E VINCOLI PAESISTICI

I SISTEMI COSTRUTTIVI PIU’ DIFFUSI BASATI SU STRUTTURE PORTANTI IN LEGNO (TELAIO E XLAM) SONO SEMPLICI ALTERNATIVE AL TRADIZIONALE LATEROCEMENTO E PERTANTO DEVONO RISPETTARE LE MEDESIME NORMATIVE

Salve. Mi hanno detto in comune che le case prefabbricate non vanno bene se c’è sul terreno il vincolo dei beni ambientali.
Devo costruire una villetta in una zona di collina dove è obbligatorio fare la paesistica, ma vorrei costruire in legno, ci sono possibilità secondo lei?

Vorrei chiarimenti sul rilascio del Permesso per Costruire quando il terreno edificabile è soggetto a vincolo paesaggistico.
Nel caso in cui la pratica di vincolo paesaggistico abbia avuto esito positivi quanto tempo ha il comune per poter deliberare? Grazie.


I lettori più affezionati della “Guida alle case prefabbricate” mi scuseranno per l’ennesima reiterazione del concetto. Le case in legno non rappresentano un mondo a parte rispetto a calcestruzzo, laterizio ed acciaio, ma affiancano le tradizionali soluzioni costruttive con cui opera prevalentemente il settore edile in Italia, di cui rappresentano una semplice opzione, con vantaggi e limiti che vanno sempre analizzati tecnicamente ed economicamente.
Questo sito da molti anni si pone come uno dei principali canali di informazione, cercando di approfondire le tematiche più interessanti, rispondendo ai vostri quesiti e cercando di divulgare il più possibile la cultura delle costruzioni in legno nel nostro paese. Non sta al sottoscritto giudicare se il lavoro svolto dal 2008 ad oggi abbia raggiunto tale obiettivo. La crescente diffusione delle case prefabbricate a basso consumo energetico in Italia, certificata da dati estremamente ragguardevoli (seppure parziali, in quanto diffusi dalle associazioni dei costruttori del legno che rappresentano solo una parte delle ditte che operano sul territorio), confermano l’interesse concreto verso le tematiche della bioedilizia e del costruire sostenibile impiegando il legno strutturale.

Le norme tecniche delle costruzioni attualmente vigenti sono molteplici e principalmente orientate a garantire il rispetto dei parametri di sicurezza, salute, sostenibilità ambientale. Alla legislazione nazionale e regionale si affiancano i regolamenti comunali che dispongono i limiti edificatori per zone territoriali. Qualora infine il contesto urbano presenti caratteristiche di pregio naturalistico o fragilità ambientale, il rilascio del permesso a costruire è subordinato al rilascio di un’autorizzazione paesistica di competenza della Soprintendenza a Beni Ambientali, che ha il compito di verificare l’impatto dell’intervento nei confronti del tessuto urbano e paesaggistico circostante, sotto i profili visivo, percettivo, formale e cromatico.
Il parere può effettivamente considerare parametri edilizi che includano le metodologie costruttive utilizzate, ad esempio nelle zone in cui l’impiego di certi materiali sia ritenuto vincolante per salvaguardare le caratteristiche di omogeneità urbana (si pensi ai centri storici o alle zone di montagna). Tuttavia non è assolutamente vero che non si possa genericamente costruire in legno (o in vetro ed acciaio) nelle aree sottoposte a vincolo paesistico.
Va peraltro rimarcato che l’aspetto architettonico delle case prefabbricate è per propria natura “neutro”, in quanto il legno strutturale non viene lasciato mai a vista, ma protetto all’esterno da uno spesso strato di cappotto intonacato, rendendo indistinguibili queste costruzioni dagli edifici in muratura e calcestruzzo armato. Questo concetto è basilare in quanto elimina di fatto qualsiasi equivoco e permette di costruire in legno praticamente ovunque, anche nelle aree sottoposte a parere ambientale.
L’unico reale disguido è costituito dai tempi per il rilascio dei permessi che si dilatano parecchio rispetto agli iter autorizzativi ordinari (da 2 a 3 mesi).

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