ANTISISMICA E CASE PREFABBRICATE IN LEGNO

ANTISISMICA E CASE PREFABBRICATE IN LEGNO

ANCORA UNA VOLTA IL NOSTRO TERRITORIO E’ STATO COLPITO DA UN SISMA CHE HA COLPITO DURAMENTE ALCUNI CENTRI STORICI DEL CENTRO ITALIA CON EFFETTI CATASTROFICI SUGLI EDIFICI.

Vi contatto per avere informazioni alle case prefabbricate in legno. Purtroppo il terremoto che ha sconvolto il centro Italia ha toccato il mio paese di origine (Piedilama) rendendo inagibile la nostra casa.
Avendo diversi terreni edificabili in zona, a mio modo di vedere la soluzione più semplice è l’installazione di un prefabbricato in legno (purtroppo credo che per diversi anni non si fara’ nulla in queste zone e non vogliamo abbandonarle). Chiaramente siamo ancora nella fase iniziale ed ancora traumatizzati da quanto accaduto.
Per il momento mi vorrei semplicemente informare tramite voi che mi sembra siate decisamente esperti nel settore se ci sono eventuali agevolazioni del caso (per terremotati). Ho sentito che ci sono ma non mi è ben chiaro in cosa consistano.
E soprattutto la domanda piu’ importante. Quanto si aggira mediamente al m2 il prezzo di questi prefabbricati incluso ovviamente l’eventuale vostro servizio (l’idea è qualcosa attorno ai 120 m2).


Vado subito al dunque. Tra pochi mesi ci saremo tutti dimenticati (in particolare i mezzi di informazione – scommettiamo?) di questa ennesima tragedia annunciata, in attesa del prossimo sisma.
Personalmente abito e lavoro a Verona e mi è sembrato “interessante” conoscere il potenziale sismico della mia provincia, scoprendo che nel 1117 il territorio era stato sconvolto da un terremoto i cui effetti documentati hanno portato a calcolare una potenza calcolata intorno al VII grado della scala Richter. Tuttavia questa non è considerata ad oggi zona sismica ad alta pericolosità in quanto non si sono verificate scosse violente in tempi recenti (un po’ come per il modenese prima del terremoto).
La realtà è che quasi tutto il territorio italiano è a rischio sismico, con alcune zone ad elevata pericolosità in prossimità delle faglie più importanti (Friuli, Appennino centrale, Campania, Sicilia).

Bisogna consolidare una volta per tutte gli immobili esistenti, in particolare gli edifici storici. Gli strumenti ci sono e vanno dagli incentivi (qualcosa si è fatto timidamente con le ultime Leggi di Stabilità) agli obblighi ad intervenire. Io personalmente introdurrei una vera e propria classe sismica analogamente a quella energetica, da allegare alla documentazione dell’immobile, in caso di compravendita. Gli effetti sarebbero comunque importanti, dal maggior rischio percepito alla svalutazione del bene a rischio, che in entrambi i casi possono stimolare l’intervento di consolidamento (soprattutto se verranno mantenuti e soprattutto adeguatamente pubblicizzati gli “ecobonus” antisismici, attualmente pari al 65% della spesa, purtroppo di questa entità solo per le prime case).
Nel caso delle nuove costruzioni, le norme attualmente in vigore risultano molto efficaci e rendono estremamente sicuri gli edifici, indipendentemente dal sistema costruttivo adottato.
Le case prefabbricate hanno il vantaggio di impiegare il legno come materiale strutturale, in forma massiccia o lamellare, intelaiata o a pannelli. Poco cambia nella sostanza. Il legno è un materiale elastico e resistente (tanto a compressione, quanto a trazione) con una notevole capacità di adattamento rispetto alle sollecitazioni dinamiche anche violente che si sprigionano durante i terremoti. Ovviamente anche la progettazione deve risultare coerente, mirando a controventare l’involucro con setti e pareti, in entrambe le direzioni (trasversale e longitudinale). Una pianta “svuotata” è indice di un volume poco rigido, incapace di opporre un’adeguata resistenza alle forze laterali, tipiche del sisma.

Venendo alle domande del lettore, ribadisco che da 2 anni è previsto il cosiddetto “Bonus Terremoto” che prevede l’incentivazione dei lavori di messa in sicurezza delle strutture di edifici ubicati nelle zone sismiche 1 e 2 (le più pericolose), con una detrazione Irpef pari al 65% (per abitazione principale) della spesa sostenuta, fino ad un tetto massimo di 96 mila euro (in 10 anni).
Relativamente ai prezzi delle case in legno antisismiche vale quanto scritto a più riprese in vari articoli. Per una casa prefabbricata chiavi in mano con un impiantistica moderna ed un capitolato di finitura adeguato di 120 m2 lordi siamo intorno ai 160-180.000 €, a cui andranno aggiunti i costi per fondazioni, allacciamenti, professionisti, oneri comunali. Non sono chiaramente prezzi a buon mercato, ma si deve tenere conto della sicurezza in caso di terremoto, dell’elevato comfort abitativo in conseguenza al notevole isolamento termoacustico, dell’impiego prevalente di materiali naturali e sostenibili, dei tempi ridotti di costruzione e della certezza della spesa da sostenere.

Commenta

La tua mail non verrà pubblicata. *