CASE PREFABBRICATE E MONOSSIDO DI CARBONIO

CASE PREFABBRICATE E MONOSSIDO DI CARBONIO

L’ELEVATA COIBENTAZIONE TERMICA DELLE CASE IN LEGNO A BASSO CONSUMO DI ENERGIA MINIMIZZA GLI SCAMBI DI CALORE E LE PERDITE D’ARIA VERSO L’AMBIENTE ESTERNO

Buongiorno Architetto, complimenti sempre per il lavoro e le conoscenze che mette a disposizione sul web. Ho un paio di quesiti da porle:
1. Case in legno e pericolo monossido di carbonio: ipotizzando una moderna casa prefabbricata in legno, con un importante isolamento verso l’esterno dato dalle pareti e serramenti (e quindi possiamo dire una casa “ermetica”), quanto diventa pericolosa una stufa a legna o pellet, installata a supporto di un impianto di riscaldamento con pompa di calore, per l’eventuale presenza di monossido di carbonio? L’installazione di una VMC mi garantisce la totale eliminazione di gas più o meno pericolosi prodotti all’interno di una abitazione?
2. Resistenza a condizioni meteo sempre più estreme: a prescindere dal tipo di pareti che costituiscono una casa prefabbricata in legno, telaio/x-lam/blockhaus/ecc, quanto sono resistenti queste tipologie di strutture alle ormai sempre più frequenti situazioni metereologiche importanti che si verificano nella nostra penisola? Sono più o meno sicure, rispetto ad una casa in muratura tradizionale, nel momento in cui dovessero esserci condizioni meteo estreme tipo “uragani”?


Le case prefabbricate si caratterizzano per la notevole tenuta all’aria, requisito che negli ultimi anni è stato oggetto di sempre maggiore attenzione, tanto da parte dei costruttori del legno quanto di tecnici e committenti.
Limitando le fughe d’aria, si minimizzano di conseguenza le dispersioni di calore dovute a punti deboli dell’involucro esterno dell’edificio, come canne fumarie, fori per l’aerazione, impianti elettrici, con notevoli benefici sotto il profilo energetico.
Pur non venendo garantita l’ermeticità, è evidente che sono necessari adeguati ricambi d’aria, manualmente o mediante ventilazione meccanica controllata. Questo non solo per il rischio di esposizione a monossido di carbonio o altre sostanze nocive, ma in generale per garantire una buona qualità dell’aria. La VMC, salvo alcuni casi, è pertanto sempre consigliabile in una casa in legno.
Ovviamente la ventilazione non è pensata per risolvere queste situazioni “limite”, per cui gli impianti a fiamma (e le relative condotte) vanno sempre controllati periodicamente per assicurarne il corretto funzionamento.

La resistenza delle strutture in legno a fronte di eventi atmosferici violenti (sempre meno eccezionali negli ultimi anni) è assicurata dal rispetto delle normative in materia.
Le sollecitazioni dovute al vento sono abbastanza simili a quelle prodotte durante un terremoto, in quanto vengono generate delle forze che sollecitano le strutture portanti in senso laterale e con un andamento dinamico e incostante. Le moderne costruzioni (non solo in legno) devono assicurare la resistenza al sisma su tutto il territorio nazionale, non solo nelle zone classificate a rischio alto.
Tale requisito garantisce che l’edificio resista perfettamente alle spinte del vento, anche nelle condizioni maggiormente critiche. Il consiglio è di curare particolarmente questo aspetto nelle zone potenzialmente critiche, come quelle litoranee o in cui si siano verificati storicamente trombe d’aria, come in Veneto ed in Friuli.
E’ chiaro che se un edificio (tanto in legno, quanto in laterocemento) viene investito in pieno da un tornado è improbabile che non vengano riportati danni; va però assicurata la sicurezza degli occupanti. Le moderne case prefabbricate poco hanno a che vedere con le fragili costruzioni in legno americane, spesso oggetto di devastazione quando vengono colpite in pieno dai violenti turbini che si sviluppano in particolare nelle regioni del Missouri e dell’Illinois.

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