POMPA DI CALORE ACQUA-ACQUA PER UNA CASA PREFABBRICATA

POMPA DI CALORE ACQUA-ACQUA PER UNA CASA PREFABBRICATA

LE POMPE DI CALORE GEOTERMICHE (SOPRATTUTTO SE SFRUTTANO L’ACQUA DI FALDA) CONSENTONO RENDIMENTI TERMICI ELEVATI A FRONTE DI UNA MAGGIORE SPESA RISPETTO ALLE VERSIONI ARIA-ACQUA

Salve Architetto Crivellaro, vorrei chiederle un consiglio per la realizzazione della mia casa in legno.
Il mio dubbio è relativo al riscaldamento, premesso che utilizzeremo il riscaldamento a pavimento, ci hanno proposto la geotermia prelevando l’acqua di falda, con appunto una pompa di calore acqua-acqua. Per il funzionamento della pompa abbiamo pensato ai pannelli fotovoltaici, però facendo 2 conti fra pannelli, pompa e pozzo, la cifra è davvero importate.
Secondo lei la spesa iniziale giustifica tale investimento o si potrebbe optare per un’altra soluzione?
La nostra casa sarà di circa 180 mq disposti su 2 livelli, le pareti fatte in telaio anzichè X-lam e la platea con interposto vetro cellulare. Con queste caratteristiche lei cosa ci consiglierebbe di fare?
La ringraziamo anticipatamente per il tempo che ci ha dedicato.


Le pompe di calore geotermiche consentono, ove possibile, la possibilità di sfruttare la temperatura costante dell’acqua di falda (p.d.c. acqua/acqua); alla base della progettazione dell’impianto deve essere preceduta da un accurato studio geologico della stratigrafia del suolo, al fine di determinare la disponibilità, il livello, la portata e il flusso dell’acqua.
Il grande vantaggio della geotermia che sfrutta un corpo idrico superficiale è l’elevato rendimento energetico, con fattori di COP vicini a 7, superiori alle sonde verticali e alle più diffuse pompe di calore aria/acqua.
Un problema può essere legato alle autorizzazioni da richiedere alle autorità preposte (generalmente la provincia di appartenenza), in quanto, pur prelevando acqua superficiale non potabile, vi è un minimo rischio di contaminazione o di alterazione della temperatura delle falde profonde ad uso potabile.
Per questo motivo non sempre è possibile operare su circuiti aperti, che prevedono la captazione mediante pozzi d’acqua e la restituzione diretta in falda. Minori problemi si riscontrano nei sistemi a circuito chiuso, con un passaggio intermedio in un fluido scambiatore; quest’ultima soluzione presenta minori difficoltà nell’ottenimento dei permessi e costi generalmente inferiori.

I sistemi diretti presentano inoltre il problema di immettere nel circuito della pompa di calore l’acqua di falda prelevata dal sottosuolo, la cui qualità chimica potrebbe non risultare ottimale, causando fenomeni di incrostazione e corrosione (elevata presenza di sali e calcare). Al contrario i sistemi indiretti preservano la pompa in quanto il circuito e chiuso ed isolato, permettendone l’impiego anche in presenza di acqua con standard qualitativi scadenti.
In abbinamento ad edifici termicamente isolati come le case prefabbricate in legno, le pompe di calore acqua/acqua risultano economicamente costose, in quanto i tempi di ammortamento risultano estremamente lunghi rispetto alle versioni aria/acqua: Va poi ribadito che tali sistemi impiantistici richiedono precisi requisiti condizioni idrogeologici, con una progettazione complessa, costi di esercizio, manutenzione e monitoraggio non indifferenti.
Di contro si tratta di soluzioni impiantistiche energeticamente molto efficienti e, tutto sommato, sostenibili se non vi è rischio di contaminazione delle falde.
Nel caso di sistemi aperti vi è l’ulteriore vantaggio del reimpiego dell’acqua a fini idrici (per irrigazione o gli usi sanitari non potabili come il riempimento delle cassette wc o il funzionamento delle lavatrici).

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