COME PAGARE MENO IVA SUL TERRENO?

COME PAGARE MENO IVA SUL TERRENO?

ACQUISTANDO UN LOTTO EDIFICABILE DA IMPRESA SI DEVE APPLICARE UN IMPOSTA AL 22% DI IVA CHE VA A GRAVARE PARECCHIO SUI COSTI COMPLESSIVI DA SOSTENERE DA PARTE DELL’ACQUIRENTE.

Buongiorno. Ho letto il suo libro e la seguo online da molto tempo. Siccome è giunto il momento di passare all’azione ho un quesito da porle.
Da come mi sembra di aver capito se io privato acquisto un lotto edificabile da una ditta di costruzioni pago il 22% di iva. Giusto? Ma se io alla stessa ditta commissiono progetto e opere murarie (interrato, fondamenta, ecc) e solo dopo faccio l’atto di vendita x poi far continuare il lavoro alla ditta che mi costruisce materialmente la casa, riesco a far passare il tutto al 4% come prima casa? Grazie.

Salve e complimenti. Siamo in trattativa per l’acquisto di un lotto edificabile da 800 mq per costruirvi una villetta in legno. Il problema sono i costi, in quanto stiamo sforando il budget prefissato. Ad esempio, l’IVA sul terreno è il 22% (acquistiamo da un costruttore).
Se costruisse direttamente il proprietario del terreno e poi ci rivendesse l’immobile si potrebbe avere diritto all’IVA al 4% agevolata risparmiando parecchio.
Secondo lei converrebbe o ci sono dei rischi? Le aziende di case prefabbricate sarebbero disponibili? Grazie per l’aiuto che ci vorrà dare.


Acquistando il terreno da impresa, l’imposta al 22% incide pesantemente sui costi complessivi della costruzione. Ipotizzando che per l’acquisto del lotto vengano richiesti 150.000 €, a questi bisognerà aggiungere ben 33.000 € (22% di IVA), cifra davvero importante.
Al contrario, l’acquisizione da parte dell’acquirente dell’edificio già realizzato comprensivo del lotto, limiterebbe l’imposta al 4%, corrispondente a soli 6.000 €, con un risparmio di ben 27.000 €.
Troppo bello per essere vero? Per certi versi la situazione non è così semplice ed andrebbe valutata caso per caso.
L’acquisto del terreno garantisce all’acquirente un controvalore certo. Se dovessero subentrare problematiche economiche o burocratiche, si può sempre vendere il lotto per recuperare (in parte o completamente) la cifra spesa.

Diversamente, è evidente che la spesa da sostenere per l’acquisto dell’area resterà la medesima, ma non si entrerà in formale possesso prima di avere completato i lavori di costruzione dell’edificio (almeno al grezzo).
E qui dovrebbe scattare un primo campanello di allarme. Chi ci garantisce che tutto vada per il verso giusto? In tempi di crisi non è da escludere che l’impresa a cui stiamo affidando i nostri risparmi possa entrare in difficoltà economica, con tutte le conseguenze del caso. E’ certamente un’ipotesi remota, ma non del tutto da escludere.
Se il soggetto disposto a darci una mano è il costruttore di case prefabbricate dobbiamo considerare i maggiori costi per il doppio atto notarile, in quanto dapprima l’area verrò intestata alla ditta, che successivamente venderà la costruzione al cliente finale. Le cifre da corrispondere ovviamente sono a carico dell’acquirente.
Va poi evidenziato che non tutte le aziende di case in legno sono interessate ad operare secondo questa procedura (anzi, nella mia esperienza), limitando la scelta a pochi soggetti, quasi sempre piccole o piccolissime aziende locali, per cui possono valere le considerazioni di cui sopra, oltre a requisiti di esperienza e competenza meno verificabili rispetto alle ditte di case prefabbricate più conosciute e presenti da tempo sul mercato.
E’ comunque quasi certo che alla disponibilità del venditore del terreno o della ditta costruttrice debba corrispondere il riconoscimento di una minore scontistica o direttamente di una cifra in denaro a fronte del rischio da sostenere, limitando drasticamente i vantaggi.

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