RISTRUTTURARE O ABBATTERE UNA VECCHIA CASA PREFABBRICATA

RISTRUTTURARE O ABBATTERE UNA VECCHIA CASA PREFABBRICATA

GLI EDIFICI IN LEGNO REALIZZATI PRIMA DEL 2000 NEL NOSTRO PAESE SONO DAVVERO POCHI, MA NON MANCANO LE ECCEZIONI, QUASI TUTTE CONCENTRATE NEL NORD ITALIA.

Premetto che sono consapevole dell’incompletezza della mia domanda.
Io e mio marito stiamo seriamente valutando la possibilità di acquistare una casa prefabbricata degli anni 80: ci piace molto l’ubicazione e il giardino grande intorno ma la casa è completamente da rifare.
Al piano terra-lievemente seminterrato c’è il garage, lavanderia, locale tecnico, doccia. Con ampia scala si accede al piano primo con vetrate in sala, cucinano, due ampie camere ed un bagno.
Potrebbe esserci un margine di recupero dei materiali?
Quanto potrebbe gravare l’eventuale smaltimento dei materiali oltre alla progettazione e costruzione ammettendo invece di conservare solo le fondamenta?


Una valutazione approfondita in merito a modalità di intervento possibili, tempi e costi deve passare sempre da sopralluoghi e sondaggi sul posto. Non sarebbe serio da parte mia fornire consigli a distanza senza conoscere dettagliatamente le reali caratteristiche dell’edificio.
Per questo motivo non posso che limitarmi a formulare considerazioni di carattere generale, rimandando al professionista che si occuperà di un’eventuale pratica le valutazioni tecnico-esecutive del caso.
Limitandomi alle notizie fornite dal lettore, si tratta di una casa prefabbricata realizzata negli anni ’80, con circa trent’anni di vita sulle spalle, in stato di degrado apparente.

Per comprendere se sia possibile un intervento di ristrutturazione bisognerebbe valutare lo stato effettivo delle strutture portanti di pareti, tetto e solai. Purtroppo non sappiamo se si tratti di un edificio blockhaus o rivestito a cappotto (in questo caso, probabilmente a parete intelaiata).
Se le strutture risultassero sane si può prendere in considerazione il rifacimento del cappotto con la sostituzione degli isolamenti interni di pareti e copertura, degli infissi esterni di teli e guaine ed, in generale di tutte le parti non portanti ammalorate.
Va inoltre verificato il dimensionamento originario di tali strutture che potrebbero risultare inadeguate dal punto di vista antisismico, a fronte di un inasprimento normativo post Abruzzo ed Emilia.

L’abbattimento del fabbricato esistente è ovviamente una possibilità da prendere in concreta considerazione, che consentirebbe una maggiore flessibilità in sede di progettazione, ripartendo da zero. Per dare un senso economico all’operazione bisognerebbe conservare almeno le strutture di fondazione (anche in questo caso sopralluoghi e sondaggi sono d’obbligo, magari recuperando i progetti strutturali originali).
I costi per lo smaltimento del materiale di risulta sono generalmente cospicui, in quanto andrà fatta una cernita per vetro, inerti, cartongessi, tegole, impianti e, ovviamente, legno. La raccolta differenziata dipende dalla singola discarica e dagli specifici regolamenti comunali ed è condizionata dalla quantità di materiale da conferire, non indifferente acne per una casa unifamiliare in legno.
I costi di progettazione costituiscono una piccola parte delle spese tecniche da sostenere, che comprendono geologo, sicurezza, strutture, direzione lavori, accatastamento, valutazioni acustiche e termotecniche.

Commenta

La tua mail non verrà pubblicata. *