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ESPERTO IN BIOEDILIZIA
FIBRA DI LEGNO VS LANA DI ROCCIA PER ISOLARE UNA CASA IN MONTAGNA

FIBRA DI LEGNO VS LANA DI ROCCIA PER ISOLARE UNA CASA IN MONTAGNA

NEGLI ULTIMI ANNI MOLTI COSTRUTTORI DI CASE IN LEGNO STANNO RIPROPONENDO LA LANA MINERALE IN ALTERNATIVA ALLA FIBRA DI LEGNO, CHE STA PERDENDO UN PO’ DI APPEAL RISPETTO AL PASSATO.

Mi farebbe piacere avere la sua opinione sulla scelta tra fibra di legno o lana di roccia come cappotto e controparete interna e se corrisponde al vero  quanto mi è stato detto dalla ditta costruttrice  sugli svantaggi nell’usare la fibra di legno  (molto probabile che assorba umidità, anche senza pioggia e quindi grosse complicazioni nella posa, possibilità che venga attaccata da parassiti) rispetto alla lana di roccia.
Mi potrebbe dire qual è lo sfasamento adeguato per un’abitazione  da realizzarsi a quasi 1000 mt slm e, nello specifico, la sua opinione sulle due stratigrafie che allego  ed eventualmente come migliorarle anche perché lo sfasamento con la lana di roccia a me sembra un po’ basso.


In generale vanno bene entrambe le soluzioni.
La lana di roccia è effettivamente meno “delicata” in presenza di umidità rilevante (condizione legata necessariamente a problemi di infiltrazioni gravi all’interno dei pacchetti e non del normale passaggio di umidità tra interno ed esterno e pertanto coperta da garanzia da parte del costruttore).
Il valore di isolamento termico invernale è di poco superiore con la lana di roccia. Essendo la costruzione in montagna, questo è un piccolo vantaggio, viste le rigide temperature percepibili durante i mesi più freddi.
La differenza nel comportamento estivo è dovuto alla superiore capacità termica della fibra di legno, unitamente alla maggiore densità del cappotto a lei offerto (140 kg/mc contro i 90 kg/mc della fibra di legno), che si traduce in un notevole incremento in ore dello sfasamento termico.

Anche in questo caso ritengo più che sufficienti le 12,4 ore dichiarate, dovute primariamente alle caratteristiche della parete che è in xlam e non a telaio. Si tratta comunque di un valore alto e di gran lunga superiore al minimo normativo previsto per le zone di pianura della nostra fascia climatica. Chiaramente la fibra di legno raggiunge una prestazione estiva numericamente superiore, che non si traduce necessariamente in un comfort avvertibile da parte degli occupanti.
A parità di costi la fibra di legno potrebbe essere un opzione da prendere in considerazione, ma se venisse richiesto dalla ditta un sovrapprezzo sceglierei la lana minerale.
Le mie ultime realizzazioni in xlam prevedono isolamenti solo in lana di roccia, che ho valutato sempre adeguata termicamente allo scopo ed in grado di offrire un comfort equilibrato in tutte le condizioni climatiche stagionali.
Va comunque constatato che sino a pochissimi anni fa la fibra di legno era posta sul mercato delle case prefabbricate come sinonimo di prodotto bioedile qualitativamente superiore alla lana minerale. Quest’ultima, al contrario, veniva ingiustamente penalizzata come materiale cancerogeno (quasi) al pari dell’amianto (sulla base di congetture e di ragionamenti del tutto opinabili e superficiali).

Inaspettatamente lo scenario sta radicalmente cambiando in quest’ultimo anno. La fibra di legno viene dipinta da molti costruttori (esperienze negative…????) come materiale delicato e soggetto a fenomeni di deperimento più o meno seri a fronte anche di piccole infiltrazioni di umidità dovute all’ordinaria traspirazione della parete esterna. La lana di roccia (magicamente) non è più cancerogena, ma, al contrario, è l’isolante ideale (traspirante, stabile, resistente e performante in tutte le stagioni).
La verità, come sempre sta nel mezzo, dato che si tratta in entrambi i casi di ottimi isolanti da impiegare in sicurezza per la coibentazione termica delle case prefabbricate.
Da parte mia non posso che rimarcare il rilevante peso delle mode e delle argomentazioni commerciali che possono spingere o affossare alternativamente un certo impianto (radiatori, riscaldamento a pavimento……) o una data soluzione costruttiva, anche nel settore delle case in legno.

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1 Commento

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    Stefano C. agosto 29, 2017

    I materiali isolanti sono molti simili in quanto a prestazioni coibenti (invernali ed estive), per compensare una minor prestazione coibente è sufficiente aumentare lo spessore.
    I materiali isolanti si differenziano maggiormente per altre prestazioni (traspirabilità, protezione dal rumore, protezione dal fuoco), per le quali non è possibile nessuna compensazione; se il prodotto non è adatto potrebbe portare ad un peggioramento (ciò che accade alla protezione dal fuoco se utilizzo isolanti con contenuto organico).
    I materiali isolanti si differenziano anche in base agli eventuali impatti sulla salute e sull’ambiente; attenzione che “biologico” non significa sicuro: ad esempio, la IARC (massimo esperto mondiale sulla cancerogenicità ed afferente all’Organizzazione Mondiale della Sanità – http://monographs.iarc.fr/ENG/Classification/latest_classif.php) attesta che:
    – lana di roccia (rock/stone wool) e lana di vetro (insulation glass wool) sono “non classificabili come cancerogeno” (ovvero nel gruppo 3);
    – la polvere di legno (wood dust) è “cancerogena per gli esseri umani” (ovvero nel gruppo 1).

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