UMIDITA’, INERZIA TERMICA E TRIPLI VETRI

UMIDITA’, INERZIA TERMICA E TRIPLI VETRI

LE COSTRUZIONI IN LEGNO A BASSO CONSUMO ENERGETICO DEVONO ESSERE PROGETTATE CORRETTAMENTE IN FUNZIONE DELLE CARATTERISTICHE CLIMATICHE DEL LUOGO DI COSTRUZIONE.

Buonasera Gentile Architetto Crivellaro, la seguo con passione da un anno e mezzo sul blog e forse tra qualche mese riuscirò a realizzare il sogno di costruire una casa in legno e ho deciso di andare alla Fiera Klimahouse di Bolzano appena tenutasi. Fiera che mi ha creato due enormi dubbi che le vorrei esporre e al quale le chiedo una risposta o chiarimento se possibile.
1) Assistendo a diversi convegni e conoscendo personalmente anche tecnici molto conosciuti del settore (ingegneri, fisico edile, costruttori..) è emerso che la zona dove dovremmo costruire noi casa (entroterra di Riccione (RN)), essendo caratterizzata da molta umidità sia estiva sia invernale, ci è stato sconsigliato di costruire la casa in legno ma di preferire la classica struttura in muratura e calcestruzzo poiché il legno nel periodo estivo (con punte di 38 gradi e 80/90% di umidità) non ha capacità di accumulo termico, propria delle strutture massicce come quella in muratura, e semplicemente vivendo la casa (con l’energia propria che producono le persone, con il cucinare…) si aumenterebbe in modo esponenziale la temperatura interna della casa trovandosi costretti ad attivare una fonte forzata di refrigeramento.
Pertanto, in modo schietto e fulmineo, le chiedo se è vero che in zone molto umide e soprattutto con estati molto calde è meglio optare la classica costruzione in cemento armato.
2) Inoltre ci è stato anche sconsigliato l’utilizzo di finestre a triplo vetro poiché troppo eccessive a livello di coibentazione sempre per la nostra zona. Ma il triplo vetro non può aiutare sia in estate che in inverno? Grazie per l’attenzione e la disponibilità.


Progetto e realizzo case in legno (ovviamente non solo) da circa 10 anni. In questo periodo mi è capitato spesso di sentire versioni contrastanti da parti di colleghi e costruttori, anche con esperienza nel settore, convincendomi che si dovrebbe approcciare correttamente l’argomento, senza pregiudizi, ma anche con un occhio critico, vista l’estrema complessità della materia.
Le soluzioni costruttive in legno più diffuse possono sostituire efficacemente i tradizionali sistemi in muratura e cemento armato, non solo nel settore dell’edilizia abitativa, a patto di conoscerne le caratteristiche, pregi e limiti. Analogamente, anche il laterocemento presenta vantaggi e svantaggi generalmente ben noti, vista l’ampia diffusione nel nostro paese.
Come ripeto spesso ai miei clienti ed ai lettori del blog, il maggiore rischio delle case prefabbricate in legno è il perdurante contatto con acqua ed umidità che può mettere a rischio la durabilità della costruzione.

Il problema è ben noto ai costruttori del legno e la gestione di tali problematiche prevede varie efficaci e consolidate soluzioni esecutive, tanto per le infiltrazioni dall’alto, quanto per le risalite per capillarità dal basso. Per questo motivo una casa in legno ben progettata e realizzata non soffre l’umidità e dura nel tempo senza alcun problema (ancora una volta emerge il vantaggio di affidarsi a ditte serie provviste di certificazioni).
Il clima del nostro paese risulta particolarmente impegnativo, soprattutto nelle zone di pianura, a causa delle ampie escursioni termiche stagionali e dell’alto tasso di umidità, tanto d’inverno quanto d’estate. Una parete troppo leggera (idonea per le zone di montagna) non risulterà sufficiente ad isolare termicamente gli ambienti durante i mesi più caldi, mancando di massa, a causa dell’insufficiente inerzia termica. Per questo motivo la maggior parte dei costruttori di case in legno propone soluzioni di involucro ad elevata densità complessiva (tanto a telaio quanto massicce), che soddisfano di gran lunga le normative in materia di capacità termica e di sfasamento in ore dell’onda di calore estiva.

Al pari del calore, anche l’umidità tende a ricercare un punto di equilibrio. Durante l’inverno l’umidità interna agli ambienti tenderà ad uscire verso l’esterno (con il rischio di condensa nei punti freddi), mentre d’estate accade generalmente il contrario. Per questo motivo molte ditte di case prefabbricate inseriscono volentieri freni o barriere al vapore nei loro pacchetti. Il rischio di reali problemi è comunque davvero molto basso se la parete è concepita correttamente impiegando materiali (ad esempio per la realizzazione del cappotto esterno) in grado di limitare il naturale passaggio di umidità.
I tripli vetri risultano molto efficaci durante i mesi freddi in quanto incrementano notevolmente l’isolamento termico rispetto ai classici doppi vetri (si arriva a dimezzare la dispersione). Questo porta a penalizzare solo in parte la capacità di accumulo solare per effetto serra dell’edificio (utile per guadagnare calore in modo passivo durante l’inverno), per cui si tratta certamente di una scelta vantaggiosa per il cliente.
La presenza di tripli vetri non comporta particolari problemi durante l’estate, anzi. Premettendo che le vetrate vanno sempre schermate dall’esterno per impedire il surriscaldamento (sempre dovuto all’effetto serra), dei vetri maggiormente isolati garantiranno una migliore protezione termica anche nelle giornate calde.

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