PERCHE’ SERVE UN TERRENO EDIFICABILE PER UNA VILLA IN LEGNO?

PERCHE’ SERVE UN TERRENO EDIFICABILE PER UNA VILLA IN LEGNO?

LE CASE PREFABBRICATE A BASSO CONSUMO ENERGETICO NON SONO SEMPLICI CASETTE (MAGARI MOBILI) CHE POTREBBERO ANCHE ESSERE MONTATE VELOCEMENTE IN UN TERRENO INEDIFICABILE (A RISCHIO E PERICOLO DI INCAPPARE IN UN REATO DI ABUSIVISMO EDILIZIO).

Buondì, un argomento più volte trattato sul suo sito riguarda l’edificabilità delle case in legno su terreni non agricoli. Cioè le case in legno vanno costruite su terreni edificabili.
Leggendo invece su di un sito di un costruttore http://www.gardena-house.it/permesso-di-costruire.php trovo scritto che “per le case prefabbricate non è necessario un terreno edificabile in quanto sono considerate beni mobili”. Essendo interessato all’acquisto di uno dei loro chalet, che certamente non eguaglia la qualità dei vostri prodotti, volevo chiedere il suo parere.
E’ effettivamente così come scrivono? Cioè si può mettere uno chalet, come quelli in vendita sul loro sito, su un terreno agricolo? Grazie.


L’argomento case in legno – terreni edificabili è stato da me ripetutamente affrontato, ma resta (purtroppo) di estremo interesse di molti lettori del blog.
E’ evidente che in questo caso a poco interessano i vantaggi in tema di isolamento termoacustico, velocità di realizzazione, tempi e costi certi, comfort, durata…. Ci ci rivolge piuttosto all’alternativa “legno” per spendere poco (il che è legittimo) e costruire in zone non idonee all’edificabilità come ad esempio i terreni agricoli (approccio assai meno condivisibile).
Se davvero fossimo di fronte ad una simile eccezione, ritengo che in breve tempo il nostro territorio “verde” sarebbe invaso da costruzioni in legno di ogni dimensione e foggia, eventualità sicuramente da scartare anche in futuro, per ovvie ragioni (ovvie, almeno per il sottoscritto).

Lungi da me affrontare tale tematica partendo da preconcetti, ma certamente il tema dell’abusivismo edilizio è un po’ meno sentito nell’ambito territoriale all’interno del quale svolgo quotidianamente la mia attività professionale (a cavallo tra Veneto, Lombardia e Trentino), pur essendo consapevole che non è una logica esclusiva delle altre zone di Italia, ma una piaga generalizzata del nostro paese.
E’ interessante notare come l’equivoco nasca proprio dall’interpretazione di una casa in legno come bene provvisorio, spostabile, mobile, non equiparabile alle costruzioni in muratura, solide, permanenti e fisicamente ancorate al terreno. Anche in questo caso si deve fare (per l’ennesima volta) una netta distinzione tra casette su ruote o da campeggio ed edifici in legno a basso consumo energetico, oggetto di trattazione di questo sito dal 2008.
La “Guida alle case prefabbricate” affronta unicamente il tema delle costruzioni permanenti a struttura lignea (ancorati su fondazioni in c.a., a parete intelaiata o massiccia), alternative ai sistemi costruttivi tradizionali in laterizio, punto.

Peraltro, pur non occupandomi (fortunatamente) in alcun modo di chalet spostabili o smontabili, sconsiglio fortemente di acquistare con leggerezza una di queste strutture, in quanto è pur vero che l’interpretazione letterale delle norme e dei regolamenti edilizi può dare origine a zone grigie, accendendo la speranza di poter aggirare i vincoli a costruire, ma il rischio di denunce e sanzioni resta molto alto in tutti i casi, soprattutto nelle zone di Italia più attente a contrastare la piaga dell’abusivismo edilizio.
Mi sorprende piuttosto che qualche costruttore possa tranquillamente offrire queste strutture in legno con una simile leggerezza, dato che andrebbe sempre verificata tecnicamente la possibilità di montare queste costruzioni, previa verifica di fattibilità alla luce del sole con i competenti uffici tecnici comunali. In caso contrario, penso ci sia poco o nulla da aggiungere.

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