X-LAM E ISOLAMENTO A CAPPOTTO IN UNA CASA IN LEGNO

X-LAM E ISOLAMENTO A CAPPOTTO IN UNA CASA IN LEGNO

LE PARETI IN LEGNO MASSICCE NON PREVEDONO (QUASI) MAI UN ISOLAMENTO ESTERNO A CAPPOTTO IN POLISTIRENE, FATTA ECCEZIONE PER I PRIMI 50-80 CM A DIRETTO CONTATTO CON IL TERRENO.

Buonasera Arch.Crivellaro, la seguo sul blog da qualche mese e ho finito di leggere il suo interessantissimo libro.
Le vorrei chiedere il suo consiglio sul cappotto esterno o meglio se su una parete x-lam nella provincia di Rimini sceglierebbe la fibra di legno o la lana di roccia.

Ciao e complimenti. Quale è secondo la tua esperienza il migliore cappotto per una casa di legno da costruire nel Torinese? Non mi piace il polistirolo, ma vedo che tanti lo usano. Preferirei il sughero, ma i costi sono alti, mentre non ho capito se la lana di roccia è pericolosa come l’amianto.


I sistemi costruttivi a pannelli massicci (x-lam, ma non solo) richiedono una buona permeabilità al vapore che si forma naturalmente all’interno degli ambienti dell’edificio.
I cappotti in EPS sono abbastanza frequenti in dotazione alle pareti “base” di molti costruttori di case prefabbricate, pur registrando una progressiva diminuzione sul mercato, in quanto scarsamente apprezzati dal cliente italiano che li percepisce come una soluzione economica, poco indicata in una casa in legno.
Del polistirene va comunque apprezzata la robustezza, l’elevata capacità isolante (soprattutto invernale), la stabilità, la leggerezza, l’inattaccabilità a muffe e parassiti, oltre al fatto di essere riciclabile, pur se di origine chimica. La letteratura in materia sostiene che l’EPS è parzialmente traspirante, in quanto permeabile al vapore acqueo (pertanto non dovrebbe produrre fenomeni di condensa sulle pareti interne), ma è impermeabile all’acqua. In ogni caso ne sconsiglio l’abbinamento con pannelli strutturali in x-lam, per i quali resta preferibibile l’impiego di pannelli in lana minerale o fibra di legno.

Talvolta la lana di roccia è ingiustamente penalizzata da qualche leggenda metropolitana in merito alla presunta pericolosità delle sue fibre che, se respirate, potrebbero svilupare cancro ai polmoni al pari dell’amianto. Ad oggi si tratta di timori del tutto infondati, per cui le lane minerali rappresentano una delle migliori soluzioni sul mercato per isolare a cappotto le costruzioni a basso consumo energetico, non solo in legno.
E’ peraltro possibile raggiungere prestazioni energetiche molto elevate in tutti i regimi climatici, agendo su spessore e densità dei pannelli, rimarcandone la leggerezza, l’elevato potere isolante, la notevole capacità di assorbimento del rumore, la resistenza al fuoco (sino a 1000° C), l’elevata durata (essendo un materiale stabile al variare di temperatura e del tasso di umidità), l’assenza di sostanze tossiche e la completa riciclabilità.

Spendendo qualcosa di più un’ottima soluzione per la coibentazione delle facciate è rappresentata dai pannelli in fibra di legno che si abbinano perfettamente ad una costruzione interamente realizzata con il medesimo materiale.
La fibra di legno, al pari della lana di roccia, consente un’elevata protezione da caldo e freddo e garantisce un eccellente comfort acustico grazie alla struttura porosa. E’ un isolante davvero ecosostenibile in quanto realizzato con gli scarti di lavorazione del legno di segheria (generalmente pino e abete) ed essendo ovviamente riciclabile al 100%, anche come combustibile. Se protetto correttamente ha una durata molto lunga ed è un materiale stabile.
Il grande vantaggio dei pannelli in fibra di legno è la capacità termica che (soprattutto per i prodotti ad alta densità) consente un efficace isolamento termico estivo, grazie all’elevato tempo di sfasamento rispetto ad altri materiali che ne rende molto indicato l’impiego per le zone climatiche caratterizzate da alte temperature (l’estate 2015 è sotto gli occhi di tutti), in particolare per isolare coperture e sottotetti abitabili.

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