UNA CASA IN LEGNO SU PALAFITTE

UNA CASA IN LEGNO SU PALAFITTE

E’ POSSIBILE REALIZZARE UN’EDIFICIO NEL RISPETTO DELLE ATTUALI NORMATIVE VIGENTI SOPRAELEVATO DAL SUOLO SU UNA STRUTTURA DI VERE E PROPRIE “PALAFITTE”?

Vorrei sapere se posso costruire una casa in legno su palafitte,il geometra dice che forse è l’unico sistema di fare qualcosa su un terreno agricolo e zona alluvionale.
Se possibile vorrei sapere anche a che cifre si cascherebbe e se si puo realizzare la mia richiesta.


Ho scritto un breve articolo sull’argomento in passato , anche se non mi si è ancora presentata l’occasione di affrontare il tema professionalmente sul campo.
Leggendo tra le righe della domanda, sembrerebbe che la necessità di costruire con questo sistema sia legato alla presenza di vincoli di inedificabilità (trattandosi terreno agricolo in zona alluvionale).
Escludo categoricamente che una costruzione su palafitte (che è un edificio permanente a tutti gli effetti) possa rientrare tra le tipologie ammesse in deroga, tanto in legno, quanto in acciaio o cemento armato.
Purtroppo è ancora estremamente diffuso il (pre)concetto che agli edifici in legno e alla bioedilizia sia consentita la costruzione in zone del territorio inedificabili (forse confidando in qualche forma di incentivazione di tutto ciò che è green ed ecosostenibile).

In realtà le case prefabbricate sono solo un sistema costruttivo alternativo a quelli tradizionali in laterocemento e devono rispondere ai medesimi vincoli legislativi, compreso il rispetto dei regolamenti edilzi locali e nazionali, senza possibilità di eccezioni.
La questione successiva appare a questo punto poco significativa e tuttavia si deve anche in questo caso fare riferimento alle norme sulla sicurezza degli edifici. Si dovrà pertanto verificare se il terreno risulta inedificabile a causa di eventuali rischi alluvionali, la presenza di vincoli idrogeologici e di prescrizioni strutturali, nonchè la composizione e le capacità di portanza del suolo (incaricando un geologo).
Ipotizzando che siano soddisfatti i requisiti minimi e che sia possibile realizzare un immobile, l’incombente rischio di esondazione di invasi fluviali è certamente un aspetto che deve far riflettere, non solo per gli edifici in legno. Una costruzione rialzata dal piano del terreno mediante palafitte (evidentemente non in legno) potrebbe effettivamente scongiurare eventuali danni al fabbricato, che in un edificio in legno possono risulutare di grave entità, per evidenti motivi.

Le palafitte non rappresentano la soluzione ideale in zona sismica ed allo strutturista è dunque richiesto il compito non del tuto agevole di soddisfare la normativa in sede di calcolo.
Va infine considerata la necessità di dimostrare il superamento delle barriere architettoniche (trattandosi di edificio di nuova costruzione). Anche in questo caso il salto di quota potrebbe comportare qualche grattacapo nel dimostrare che l’edificio è utilizzabile da una persona disabile.
Le soluzioni esistono (ascensori, montascale) e vanno correttamente previste in sede di progetto.
Gli extra costi per una simile soluzione costruttiva sono difficilmente determinabili a priori senza conoscere le caratteristiche geologiche e geotecniche del terreno e le peculiarità del progetto (da cui deriverà il calcolo strutturale relativo alla struttura di fondazione comprensiva di palafitte).

1 Commento

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    ROBERTO MANCINI ottobre 15, 2015

    Buon pomeriggio. MI presento, il mio nome è Roberto Mancini, sono un costruttore con esperienza pluridecennali
    nelle costruzioni in acciaio leggero.
    In riferimento al sopra citato articolo, fermo restando pienamente in accordo su tutto, io credo si possa risolvere il
    problema con il sistema a vite in acciaio, tale sistema ricevuta la relazione geologica ti permette di calcolare quale
    tipologia di vite usufruire, a secondo dell’immobile da realizzare.
    La mia attività si svolge prevalentemente in stati esteri, ed in questi anni o realizzato costruzioni in zone simili ed anche al centro di piccoli laghi.
    Purtroppo nostro malgrado la burocrazia italiana e gli studi di ingegneri predisposti per la ricerca di risolvere i problemi, cercano di evitare tali soluzioni, proprio per non creare problemi con i dipendenti degli uffici di competenza.
    Con questo commento, mi auguro di contribuire a far crescere il sistema fondazione a vite in acciaio, il quale ti
    permette di non inquinare,velocità nella costruzione, ed infine si lascia il terreno nello stato come lo abbiamo trovato. Per quanto riguarda i costi di realizzazione con questo sistema la cifra da conteggiare non si discosta di molto da altre tipologie di fondazioni. Nella speranza di aver fatto cosa gradita distinti saluti. ROBERTO MANCINI

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