SISTEMI INTEGRATI VMC – PDC PER LE CASE IN LEGNO

SISTEMI INTEGRATI VMC – PDC PER LE CASE IN LEGNO

NEGLI ULTIMI ANNI LA TENDENZA E’ DI SOPPIANTARE GLI IMPIANTI A GAS (ANCHE A CONDENSAZIONE) SOSTITUENDOLI CON SISTEMI INTEGRATI POMPA DI CALORE – VENTILAZIONE MECCANICA CONTROLLATA

Buongiorno Architetto, in merito al riscaldamento/raffrescamento per case a bassissimi consumi energetici molti produttori di case in legno consigliano la VMC termodinamica associata a piccole pompe di calore (UTA o aggregati compatti).
In questo caso la pompa di calore aria/aria lavora meglio quando la differenza di temperatura interno/esterno è minima in quanto servirà meno energia per svolgere il lavoro necessario.
E’ possibile migliorare il rendimento usando un pozzo canadese per pretemperare l’aria in ingresso? Nel caso invece di scaldacqua a pompa di calore aria/acqua l’obiettivo è appunto scaldare l’acqua quindi l’estate avremo COP maggiori.
Come è possibile migliorare il rendimento nella stagione invernale con temperature più basse? Grazie.


Gli involucri degli edifici a basso/bassissimo consumo energetico come le case prefabbricate in legno richiedono poca energia per riscaldare e raffrescare, generalmente concentrata nei periodi di picco invernale ed estivo, corrispondenti a poche settimane dell’anno.
Le tradizionali caldaie a gas rappresentano una sempre valida soluzione impiantistica (per il solo riscaldamento invernale, pertanto da abbinare a radiatori o sistemi radianti, generalmente a pavimento).
I limiti del gas sono rappresentati ovviamente dall’impossibilità di raffrescare (per cui serve un impianto ausiliario adibito allo scopo) e dalla sua natura di fonte di energia non rinnovabile (non viene soddisfatta anche in questo caso la normativa) i cui costi futuri restano incerti, pur comportando spese di fornitura ed installazione ad oggi relativamente modeste. La caldaia a gas andrebbe inoltre sempre integrata con un impianto a pannelli solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria.

Il passaggio alla pompa di calore nelle case prefabbricate è negli ultimi anni quasi una scelta obbligata, pur risultando tale impianto più o meno conveniente in base alle vigenti normative per l’incentivazione dell’installazione dei pannelli fotovoltaici. Sappiamo che attualmente (luglio 2015), a fronte di costi di fornitura a e montaggio sempre più favorevoli, il fotovoltaico va dimensionato in base all’effettivo autoconsumo, essendo scaduti i vari “conto energia” e “scambio sul posto”.
La ventilazione meccanica controllata è un altro impianto quasi necessario nelle case in legno a basso consumo energetico, tanto ai fini del comfort, quanto della riduzione delle perdite di energia termica per il ricambio d’aria degli ambienti (ancor più necessario in un edificio ad alta tenuta d’aria).
L’integrazione tra VMC e pompa di calore può essere ottenuta affiancando due impianti indipendenti o optando per un dispositivo che preveda al suo interno entrambe le macchine (generalmente una ventilazione che include una piccola pompa di calore).

Nel primo caso il dimensionamento degli impianti sarà sicuramente più accurato, in quanto andrà tarato sull’effettivo volume d’aria da trattare, in base a progetto, caratteristiche dell’involucro, esigenze abitative, ecc….
Le soluzioni VMC-PDC integrate in un’unica macchina hanno qualche vantaggio (prezzo, facilità di utilizzo), ma restano una soluzione ibrida dedicata a piccoli ambienti come gli appartamenti, a causa della limitata potenza.
Sul mercato è possibile reperire varie VMC termodinamiche a doppio flusso in grado di effettuare il ricambio d’aria, raffrescare e riscaldare ed è ipotizzabile che in futuro tali sistemi integrati saranno sempre più potenti ed efficienti, tuttavia è necessario un isolamento dell’involucro davvero efficace, come nel caso delle case in legno passive (o quasi) o andrà prevista almeno una piccola caldaia a gas di supporto.
Il rendimento di questi impianti (come per qualsiasi pompa di calore con unità esterna) dipende dall’indice COP, che è variabile in base alle temperature dell’aria esterna.
Il posizionamento di tale unità in un vano dedicato (pozzo canadese, bocca di lupo) può garantire maggiore efficienza e tuttavia è sempre necessario approfondirne le caratteristiche specifiche con la consulenza di un termotecnico al fine di ricercare la migliore resa in tutte le condizioni climatiche.

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