XLAM, TELAIO O ALTRO?

XLAM, TELAIO O ALTRO?

I DUE PRINCIPALI SISTEMI COSTRUTTIVI IN LEGNO SONO IDENTIFICABILI CON LE PARETI PREFABBRICATE A TELAIO E I PANNELLI IN XLAM, PUR ESSENDO PRESENTI SUL MERCATO ALTRE SOLUZIONI COSTRUTTIVE MENO CONOSCIUTE.

Salve e complimenti. Mi piacciono molto le case con il legno lasciato“a vista” come le blockhaus, senza isolanti come il cappotto o altro, cosa ne pensa?
Sono davvero poco adatte per l’Italia? La casa sarebbe in campagna a Pavia.

Vorrei costruire con l’MHM. I costi sono alti, ma mi sembra una soluzione molto più solida, anche a sentire il mio ingegnere che costruirebbe la casa. Ha esperienza con qualche ditta in particolare da consigliare?

Una ditta di case in legno che ho contattato mi ha proposto una parete “ibrida” che combina il telaio con una parte massiccia? La conosce ed eventualmente la consiglia? Non saprei se fidarmi dato che non so a chi chiedere ed ho pensato a lei in qualità di “esperto” del settore, da quel che capisco.

Buongiorno. Abbiamo fornito il progetto a 3-4 aziende (come lei consiglia senza esagerare).

Una ditta ci ha proposto una soluzione che non conoscevamo con parete ventilata e doghe di legno all’esterno senza il classico cappotto che fanno gli altri. Dato che avevamo previsto di rivestire le facciate in futuro, stiamo pensando di scegliere questo costruttore. Facciamo bene?


Il mercato in Italia delle case prefabbricate in legno a basso consumo energetico (concepite per consumare poca energia termica) è abbastanza complesso, ma fondamentalmente suddiviso in prefabbricatori che offrono pareti intelaiate assemblate in fabbrica e aziende che costruiscono in x-lam direttamente sul cantiere.
Non poche aziende di case in legno sono in grado di lavorare indifferentemente con entrambe le soluzioni costruttive, ma non molte offrono reali alternative a questi collaudati sistemi.
Spulciando i siti internet dei costruttori è effettivamente possibile reperire qualche novità, certamente interessante, dato che l’innovazione tecnologica è sempre ben gradita, soprattutto in un settore “tradizionale” come il mondo dell’edilizia e tuttavia, fatta eccezione per le pareti massicce “blockhaus” (o blockhouse – comunque non mirate al risparmio energetico), si tratta di soluzioni estremamente di nicchia, che poco offrono in più rispetto ai due macrosistemi costruttivi più diffusi.

Anche il settore degli isolamenti termici tende ad escludere sempre più l’EPS (stranamente preferito alle lane, in abbinamento alla muratura), concentrando l’offerta sulle fibre minerali o naturali (legno, lana), ma non mancano le alternative come il sughero o la canapa.
Un discorso a parte andrebbe fatto per le cosiddette “facciate ventilate, purtroppo ancora poco diffuse nel nostro paese, ma certamente molto indicate per nostri climi. Al pari dei tetti ventilati, è prevista esternamente una camera di ventilazione in grado di asportare efficacemente il calore estivo dall’edificio, in modo del tutto naturale, sfruttando il principio dell’effetto “camino”.
Tale intercapedine prevede l’applicazione di pannelli separati dalla parete mediante listelli con aperture alla base ed in alto in grado di fare circolare l’aria e generare un moto convettivo.
Le pareti ventilate possono costituire una soluzione a costo (quasi) zero qualora sia già previsto il rivestimento dell’edificio con pannelli o doghe per motivi architettonici, ma è comunque possibile la realizzazione in edifici finiti esternamente ad intonaco.
Eventuali proposte alternative alle pareti intelaiate o massicce fornite dai costruttori potrebbero essere valutate positivamente se offerte nella medesima fascia di prezzo o dovrebbero giustificare gli eventuali extra costi a fronte di reali vantaggi in termini di benessere termoacustico percepito o nell’incremento delle prestazioni energetiche complessive.

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