VESPAIO OBBLIGATORIO IN LOMBARDIA

VESPAIO OBBLIGATORIO IN LOMBARDIA

LA REGIONE LOMBARDIA RICHIEDE CHE I LOCALI ABITABILI POSTI AL PIANO TERRENO NON SI TROVINO DIRETTAMENTE CONTROTERRA, MA STACCATI DAL SUOLO MEDIANTE UN’INTERCAPEDINE.

Salve la seguo nel suo portale e ho cercato di recuperare alcune informazioni in merito alla realizzazione della platea.
Devo procedere con la costruzione di una casa in legno e volevo usare per la platea un massetto di granulato di vetro cemento, per poi appoggiare una platea in cls.
Il mio tecnico mi dice, riferendosi ad una normativa della regione Lombardia, che è necessario fare il vespaio.
Visto che ottengo lo stesso risultato con il vetro cemento per eliminare la risalita dell’umidità, perchè devo fare il vespaio? Potrebbe aiutarmi? Grazie.


(Quasi) tutti i comuni lombardi dispongono l’obbligo di realizzare un vespaio controterra qualora gli ambienti posti al piano terra vengano considerati abitabili, in assenza di piani interrati o seminterrati. Tale prescrizione recepisce il Regolamento d’Igiene regionale attualmente in vigore del 25.07.1989, n.4/45266.
L’attacco al suolo del fabbricato non deve essere in diretto contatto con il terreno per evitare risalite di umidità o condensa superficiale, prevedendo un’intercapedine per lo scolo delle acque filtranti, di adeguate caratteristiche, in assenza di locali sotterranei.
Il vespaio per essere efficace deve garantire la libera circolazione dell’aria, richiedendo una profondità minima dell’intercapedine in genere di 30 cm.

I Regolamenti Edilizi dei Comuni lombardi inseriscono tale requisito necessario ai fini dell’agibilità del fabbricato, specificandone le caratteristiche in base alle caratteristiche del territorio, tanto per gli ambienti di lavoro (uffici, negozi…), quanto per i locali a destinazione residenziale.
Non viene generalmente fatto riferimento ad una particolare tipologia costruttiva di vespaio, in particolare agli igloo o granchi, ma raramente è possibile derogare a tale obbligo.
Nel campo degli edifici di civile abitazione, la verifica della presenza effettiva dell’intercapedine non spetta all’ASL competente, ma al comune stesso, che ne richiede l’inserimento tanto negli elaborati di progetto, quanto in quelli strutturali, da depositare ad inizio dei lavori.
Le case in legno, come ripeto sovente, devono essere protette dalle risalite di acqua per capillarità dal sottosuolo e va sempre scongiurato il contatto diretto e permanente delle pareti con l’umidità tanto delle strutture, quanto degli altri elementi costituenti le pareti (pannelli, cartongessi e, soprattutto, isolamenti termici).

I costruttori di case prefabbricate conoscono bene tale problematica che viene affrontata a monte attraverso dettagli e soluzioni costruttive che variano da azienda ad azienda.
In tutti i casi il montaggio diretto delle pareti su platea controterra non è certo la soluzione più indicata per gli edifici in legno.
In tutti i progetti del mio studio rialziamo la quota del pavimento finito dell’edificio rispetto al piano di calpestio esterno, curando particolarmente le pendenze (allontanando l’acqua piovana dal fabbricato), posando un tubo di drenaggio attorno alle fondazioni e prevedendo un vespaio al di sotto del solaio, non solo per le costruzioni da realizzare in Regione Lombardia.
L’esecuzione del vespaio resta una buona norma costruttiva da rispettare in particolare nelle zone di pianura, che presentano quasi sempre un livello elevato delle falde acquifere e un drenaggio mediocre del terreno (di natura limosa o argillosa).
I costi per tale soluzione costruttiva sono effettivamente superiori rispetto alla semplice platea controterra, ma i benefici possono essere tali da giustificarne la maggiore spesa.

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