COSTRUZIONI IN BIOEDILIZIA E FASCE DI RISPETTO

COSTRUZIONI IN BIOEDILIZIA E FASCE DI RISPETTO

LE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO RAPPRESENTANO UN’INTELLIGENTE ALTERNATIVA COSTRUTTIVA ALLE TRADIZIONALI SOLUZIONI IN LATERIZIO E CEMENTO ARMATO, MA NON POSSONO IN ALCUN MODO AGGIRARE EVENTUALI VINCOLI URBANISTICI ALL’EDIFICABILITA’.

Salve, le scrivo per porLe un quesito. Ho un terreno di circa 6000 metri, dove per la maggior parte rientra nel vincolo di distanza cimiteriale (150 metri) del comune dove è ubicato. Soltanto una piccola parte è invece ricompresa nella sottozona “F2 impianti privati ad uso pubblico”.
La mia domanda è questa, potrebbe essere una soluzione alternativa, costruire una casa in bioedilizia prefabbricata o una costruzione in palafitta moderna o ………mi dica Lei se ci sono delle soluzioni possibili. Grazie

Buongiorno Architetto e complimenti (anche per il libro da me recentemente acquistato).
La mia domanda è semplice e mi aspetto già la sua risposta avendo letto parecchi suoi articoli sull’argomento. Non mi prenda per ingenuo, ma ho contattato alcuni costruttori che mi hanno fatto capire che si potrebbe superare il problema di inedificabilità costruendo in bioedilizia, nella fattispecie in legno. Mi spiego meglio, ho un terreno di proprietà dove c’è una fascia di rispetto dovuta alla vicinanza con il cimitero del paese e pur potendo costruire un certo volume con il piano casa, praticamente non c’è spazio per posizionare la futura abitazione.
Magari c’è modo di limitare la distanza da rispettare o qualche soluzione.
Le premetto che non ho incaricato un tecnico, per cui volevo prima sentire il suo parere.


Per qualche oscura motivazione, prendo atto che è molto diffuso il concetto che le costruzioni in bioedilizia possano superare allegramente vincoli e limiti urbanistici, permettendo di realizzare un volume edilizio all’interno di fasce di rispetto o in zona agricola.
Purtroppo (o per fortuna) non è ovviamente così. Le case in legno a basso consumo energetico sono una semplice metodologia costruttiva che può sostituire con alcuni vantaggi i tradizionali sistemi in laterocemento.
L’iter autorizzativo è assolutamente il medesimo, dovendo sottostare al rispetto degli stessi parametri edilizi ed urbanistici, nonchè al rispetto delle normative in tema di regolamenti igienico-sanitari, energetici, acustici, statico-antisismici, sicurezza cantieri.

Probabilmente la confusione è dovuta alla presenza sul mercato di case mobili, case su ruote, smontabili, spostabili, spesso realizzate in legno e spacciate (in qualche caso) per edifici in bioedilizia.
Anche in questi casi il confine tra abuso edilizio e autorizzazione è abbastanza labile e consiglio a chi intende perseguire queste strade di informarsi preventivamente presso gli uffici tecnici del proprio comune sull’eventuale fattibilità, onde evitare di sobbarcarsi pesanti sanzioni e spese ingenti da sostenere a posteriori.
Le case di legno in bioedilizia (oggetto di trattazione dì questo sito sin dal 2008) sono edifici permanenti da ancorare a fondazioni in cemento armato e non rappresentano in alcun modo una scorciatoia a costruire in zone vincolate o in fasce di rispetto, richiedendo un terreno edificabile, al pari di qualsiasi altro fabbricato di pari caratteristiche.

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