GATTI, FORI E PONTI TERMICI

GATTI, FORI E PONTI TERMICI

UNA CASA PREFABBRICATA IN LEGNO E’ UNA NORMALISSIMA ABITAZIONE DA VIVERE QUOTIDIANAMENTE, CHE NON RICHIEDE PARTICOLARI E SPECIFICHE ATTENZIONI RISPETTA AGLI EDIFICI IN MURATURA.

Ho letto il suo libro e seguo il suo blog con attenzione.
Volevo sottoporle una questione all’apparenza stupida alla quale però sembra che nessuna delle ditte di prefabbricati che ho interpellato per avere dei preventivi per la costruzione della mia casa in legno abbia una risposta.
Si tratta della gattaiola, lo sportellino dove in autonomia il gatto di casa può transitare uscendo e rientrando.
Chiedere alla ditta di montare su un infisso una di quelle gattaiole in materiale plastico che si vendono nei negozi di animali creerebbe sicuramente un ponte termico.
Mi chiedo davvero se nessuno abbia mai pensato ad uno sportellino pensato ad hoc per questo tipo di costruzioni. Grazie dell’attenzione.


Non esistono domande stupide o banali.
La richiesta del lettore è assolutamente legittima e può essere inquadrata nell’ambito delle necessità di rispondere tanto ad esigenze di carattere personale, quanto ad obblighi normativi.
Nel primo caso ricade ad esempio l’installazione di una camino a legna, nel secondo il foro di aerazione di una cucina a gas. Entrambe le situazioni comporteranno un piccolo declassamento delle prestazioni termiche dell’involucro dell’edificio, in quanto daranno origine ad una inevitabile dispersione di calore.
Quanto “pesano” realmente queste dispersioni sul bilancio energetico complessivo di una casa in legno?

In effetti si tratta quasi sempre di aperture di piccole dimensioni, che possono incidere relativamente sul totale, in quanto riferibili al singolo ambiente (per quanto ampio, come, ad esempio il soggiorno).
E’ comunque possibile un’ottimizzazione energetica anche per queste aperture che, se curate dal punto di vista termico (in particolare le canne fumarie), possono comportare uno scambio termico irrisorio,non percepibile dagli occupanti e comunque non convertibile in un maggiore consumo di energia termica.
Non avendo gatti, non ho mai pensato alla necessità di permettere ad un micio di entrare ed uscire indipendentemente da casa, ma è certamente un intervento fattibile, che non comporta opere murarie, essendo limitato ad una parte del vetro di una portafinestra.

Sul mercato esistono molti prodotti pronti all’uso che andranno montati correttamente per limitare la dispersione di calore. Ovviamente l’isolamento termico complessivo della singola porta finestra (dato dalla sommatoria di infisso, vetro e gattaiola) risulterà per ovvie ragioni peggiorativo rispetto ad un elemento integro, pur traducendosi in una dispersione di calore trascurabile se riferita al complesso del fabbricato.
In conclusione, una casa in legno a basso consumo energetico, pur richiedendo una corretta progettazione in fase preliminare ed una costruzione curata sotto il profilo esecutivo, non deve essere vista come una “macchina termica” e resta un edificio da vivere ed abitare in base alle proprie esigenze.

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