VMC E POMPA DI CALORE ARIA-ARIA

VMC E POMPA DI CALORE ARIA-ARIA

NEL GIRO DI POCHISSIMI ANNI LA TRADIZIONALE CALDAIA A GAS A RADIATORI E’ STATA SOPPIANTATA DAI SISTEMI RADIANTI, IN PARTICOLARE A PAVIMENTO, ALIMENTATI DA UNA POMPA DI CALORE ARIA/ACQUA.

Buongiorno Arch. Crivellaro, sto finendo di leggere con grande interesse il suo libro.
Vorrei chiedere se a suo avviso la ditta XXXXXXXX e’ competitiva dal punto di vista dei prezzi e professionalmente valida in quanto ho visto una bellissima casa da catalogo ad un piano di 147mq calpestabili a circa 270.000 euro chiavi in mano compresa di Iva, trasporto e riscaldamento con ventilazione meccanica controllata e pompa di calore aria aria.
Infine vorrei chiedere cosa ne pensa di questa tipologia di riscaldamento.
Grazie per l’attenzione. Cordiali Saluti


Ricevo quotidianamente richieste di consigli su costruttori, cui cerco (nel limite del possibile) di rispondere.
Resta il fatto che mi sento di dare giudizi solo sulla base di un’esperienza diretta e non della visualizzazione di un sito internet o del sentito dire.

La dotazione impiantistica offerta da questa azienda di case prefabbricate mi piace tantissimo.
Anni di attività professionale nel mondo delle costruzioni in legno mi stanno convincendo sempre più dell’importanza di alcuni aspetti della progettazione, legati alla comprensione del reale fabbisogno termico delle costruzioni nel nostro territorio.
L’Italia è un paese caratterizzato da un clima fondamentalmente mite (sembra strano affermarlo mentre sta nevicando…), in rapporto a quello tipico delle nazioni di origine delle tecnologie costruttive basate sul legno, come Germania, Austria, Svezia o paesi dell’est Europa.
Questa considerazione richiede un ripensamento profondo del concetto di regolazione termica degli involucri edilizi molto isolati, che dovrebbero soprattutto garantire dal surriscaldamento estivo, ma anche primaverile ed autunnale.

Un eccessivo isolamento termico basata sull’attenzione agli “spessori” dei pannelli, unitamente ad una meticolosa sigillatura dell’involucro al fine di garantire un’ermetica tenuta all’aria (al fine di raggiungere valori spinti nei blower door test) permette di abbassare al minimo le dispersioni di energia degli edifici, ma comporta alcuni problemi di non semplice soluzione.
Un’abitazione sigillata richiede un ricambio costante dell’aria che difficilmente può essere garantito dalle sole aperture manuali, peraltro poco gradite ai proprietari delle case in legno, per cui l’impianto di ventilazione meccanica controllata a recupero di calore è una scelta (quasi) obbligata.
Il problema del surriscaldamento può dipendere da errori di progettazione, ma non va trascurato il peso delle fonti interne di calore, come la stessa presenza di persone (un uomo adulto sviluppa circa 100 W di potenza).

Il riscaldamento a pavimento è un sistema impiantistico eccellente che garantisce agli occupanti un calore naturale ed elimina gli antiestetici radiatori, ma richiede un certo tempo di attivazione per entrare a regime e per spegnersi. Abbinato ad un involucro iperisolato, come quello degli edifici in legno prefabbricati, il rischio di percepire temperature troppo elevate è sicuramente da mettere in conto.
Il massimo dell’efficienza si raggiunge infatti con gli edifici mediamente isolati, ovvero le costruzioni in classe B e C moderne in muratura.
Chi di noi passeggia con il “cappotto” d’estate? Usciti dai pochi periodi di vero freddo invernale si pone piuttosto il problema di espellere il calore indoor (mai sentito parlare di “free-cooling”?) e di raffrescare in modo efficace.
L’abbinata VMC – pompa di calore consente di deumidificare, riscaldare e raffrescare efficacemente (ed in modo energeticamente efficiente e sostenibile), quando il problema del freddo è praticamente inesistente (ovvero, quasi sempre).
Chiaramente non si può prescindere da un involucro ad elevata inerzia termica in grado di garantire un efficace sfasamento in ore dell’onda di calore, optando per isolanti ad alta densità abbinati a pannelli strutturali pesanti.

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