BANDI E FINANZIAMENTI ECOSOSTENIBILI

BANDI E FINANZIAMENTI ECOSOSTENIBILI

LA RECENTE PROROGA DEGLI INCENTIVI PER RISTRUTTURAZIONE E RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA NON RIGUARDA COME E’ NOTO LE NUOVE COSTRUZIONI.

Buongiorno architetto, io e la mia ragazza vorremmo metter su casa e famiglia.
Le tradizionali costruzioni in muratura di circa 70/80 mq nella nostra zona (provincia di Bari) realizzate in economia costano sulle 150000 euro mentre quelle meglio fatte sulle 250000 euro. Lavoriamo entrambi ma gli stipendi non sono altissimi. Abbiamo valutato la possibilità di costruire una casa prefabbricata ma i costi sono anche superiori alle costruzioni in latero-cemento.
Ora, esclusi i già noti costi extra (terreno, oneri di urbanizzazione, realizzazione platea e scavi) desidererei sapere se esistono bandi del progetto horizon 2020 ai quali partecipare per attingere a parziali fondi perduti e finanziamenti agevolati.
Innovare gli edifici dal punto di vista energetico è l’obiettivo dell’Europa previsto per il 2020 pertanto come mai Stato e/o Regioni non prevedano bandi per adeguamento o costruzione di edifici che rispettano i nuovi standard?
Una giovane coppia come la nostra riuscirebbe a realizzare un progetto simile?
Ringraziandola anticipatamente colgo l’occasione per farLe i miei complementi in merito alla realizzazione del libro, il quale ci ha aperto gli occhi ad un futuro ecosostenibile ed ecologico. Grazie.


Il concetto di fondo espresso del legislatore nazionale è abbastanza evidente.
L’Italia è un paese con un patrimonio immobiliare di vecchia concezione, energeticamente disperdente e inidoneo dal punto di vista antisismico, che va rinnovato progressivamente con consolidamenti strutturali (soprattutto nelle regioni ad alto rischio terremoti) e riqualificazione degli involucri esterni, in particolare relativamente a facciate e coperture.
Il nostro paese è anche un territorio altamente urbanizzato, con un’offerta in eccesso di edifici (tanto residenziali, quanto produttivi) rispetto al reale fabbisogno della popolazione, che non richiede la realizzazione di nuove costruzioni, anche al fine di concentrare le (poche) risorse economiche verso l’adeguamento e la sostituzione dell’esistente, più che nella costruzione di altri fabbricati.

Si tratta di una posizione in gran parte condivisibile, che rappresenta una radicale inversione di tendenza rispetto all’utilizzo sconsiderato del suolo avvenuto degli anni passati, che ha dato origine ad una bolla speculativa i cui effetti si faranno probabilmente sentire per decenni.
Se ristrutturazione edilizia e riqualificazione energetica vanno incentivate attraverso bonus fiscali insolitamente generosi per il cittadino è soprattutto per sostenere un settore in pesantissima crisi, anche a causa della corsa al mattone senza freni degli anni passati.
Nonostante ciò le imprese chiudono e licenziano, mentre non sembra arrestarsi ancora la discesa dei prezzi del mercato immobiliare (salvo alcune eccezioni, come nei centri storici).
L’assenza di incentivi a costruire nuove costruzioni è giustificato dall’inasprimento delle normative in materia di risparmio energetico degli edifici, che impongono limiti crescenti alle dispersioni di calore, come peraltro richiesto dal Parlamento Europeo attraverso le varie direttive in questi anni.

Ad oggi, tutti gli immobili di nuova costruzione sono tenuti a rispettare dei parametri molto restrittivi e, pertanto, a consumare poca energia, di cui una buona fetta deve essere garantita dall’utilizzo di fonti rinnovabili come quella ricavata dal sole (termico, fotovoltaico).
La premialità è prevista solo in ambito locale (regionale o comunale) e quasi sempre è limitata a bonus di cubatura a fronte di classi energetiche di eccellenza, superiori ai limiti delle leggi nazionali in materia.
Le case in legno mantengono il vantaggio di poter raggiungere comodamente tali obiettivi a partire dalle pareti “standard” meno costose, a fronte di costi tutto sommato contenuti rispetto all’edilizia termicamente isolata in laterocemento.

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