UMIDITA’, XLAM O TELAIO?

UMIDITA’, XLAM O TELAIO?

RICEVO SPESSO QUESTA RICHIESTA DA PARTE DEI LETTORI DELLA GUIDA ALLE CASE PREFABBRICATE, TRATTANDOSI DI UN “DILEMMA” CHE AFFRONTO QUOTIDIANAMENTE CON I CLIENTI DEL MIO STUDIO DI PROGETTAZIONE.

Egregio Architetto, dopo mesi e cinque diversi produttori arrivo alla solita domanda.
Xlam oppure telaio?
E’ vero che le pareti massicce gestiscono male l’umidità in quanto gli strati di colla le rendono di fatto impermeabili, mentre il pannello di tamponatura del telaio è più performante?
Quindi la VMC diventa di fatto un obbligo con l’xlam.


Apro con una doverosa premessa di carattere personale.
Nel giro di qualche anno ho l’ambizione di riuscire a realizzare la mia futura abitazione, ovviamente a struttura lignea a basso consumo energetico (vista Lago di Garda, ma questo è un altro discorso).
Ad oggi non saprei assolutamente se optare per una parete in xlam o per una struttura intelaiata, non percependo significative difformità tra i due sistemi costruttivi.
Le prestazioni termoacustiche sono realmente molto vicine, così come il comportamento statico ed antisismico.
Le differenze, ovviamente, ci sono e di ben altra natura, per cui andranno attentamente soppesati i pro e i contro in base alle reali e specifiche esigenze del committente.

Le pareti intelaiate costituiscono il fulcro dei sistemi prefabbricati in legno e sono adottate come standard dai grandi costruttori nordeuropei, mentre i pannelli in xlam vengono montati quasi sempre da ditte italiane di dimensioni medio-piccole (con qualche eccezione).
Nel primo caso gran parte delle lavorazioni relative al grezzo avviene in stabilimento e l’assemblaggio sul cantiere è limitato a pochissimi giorni (quasi sempre meno di una settimana di tempo). Nel secondo caso l’esecuzione dei lavori è per gran parte in opera, pur impiegando materiale “prefabbricato” e pretagliato.
Ovviamente i tempi di costruzione ne risentono, soprattutto in presenza di avverse condizioni atmosferiche, situazione tutt’altro che sporadica negli ultimi tempi.

Le case prefabbricate propriamente dette a parete intelaiata possono essere montate tutto l’anno (anche d’inverno) e l’andamento del cantiere rispetta (quasi) sempre le tempistiche preventivate, mentre le strutture in legno in opera presentano alcune incognite in più.
Di contro, la maggiore flessibilità dei sistemi a pannelli massicci è un vantaggio per la realizzazione di soluzioni architettoniche maggiormente elaborate.
Non voglio far passare il concetto che le case prefabbricate industriali si prestino solo alla realizzazione di volumi cubici o poco più, ma qualcosa di vero c’è. I costi risentono particolarmente della complessità progettuale e comunque in misura maggiore rispetto alle pareti in xlam.
Vengo al capitolo umidità, infine.

Personalmente ritengo quasi indispensabile prevedere un impianto di ventilazione meccanica controllata nelle abitazioni in legno (a parete massiccia o intelaiata), per una ragione molto semplice.
A prescindere dalla presenza di freni o barriere al vapore, fibre traspiranti o polistireni, cartongessi o fibrocemento, le case in legno si caratterizzano come edifici ad elevata tenuta all’aria, con una bassa permeabilità al vapore.
Per quanto riguarda l’xlam le colle contribuiscono certamente a formare una sorta di barriera al vapore che di fatto limita il passaggio dell’umidità dall’interno all’esterno (al pari dei pannelli osb impiegati nelle pareti intelaiate).
Nella pratica, al di la delle tabelle fornite dai costruttori, il concetto di parete in legno traspirante non va molto d’accordo con l’obiettivo del basso consumo energetico ad alta tenuta all’aria ed assume in molti casi una valenza soprattutto commerciale.

3 Commenti

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    roberto tummolo febbraio 05, 2015

    Buon giorno Architetto.
    Vale lo stesso discorso anche per quelle aziende austriache / tedesche come la Thoma o la Rombach che affermano di non utilizzare alcuna colla o prodotti chimico sulle tavole xlam ma solo pioli di legno per tenerle unite?
    Ma in tal caso l’umidità presente in una zona come la Bassa Pianura Padana può arrecare danno a queste strutture?

    Cordiali Saluti
    Roberto

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    arch. Lo Vetere febbraio 06, 2015

    Aggiungerei un altro vantaggio che comporta la scelta della tipologia costruttiva a telaio.
    Questa tipologia permette una maggiore flessibilità per quanto riguarda eventuali modifiche in corso d’opera (quante volte capita che il cliente cambi idea su dove posizionare la scala oppure voglia spostare quella parete di 20-30cm?)
    Con la soluzione costruttiva x-lam apportare modifiche al progetto iniziale risulta essere molto più complicato e dispendioso.

    Arch. Lo Vetere

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    Gabry settembre 18, 2015

    Gent.mo Architetto ,

    Sono da anni appassionato di case in legno, avevo anche acquistato e studiato il suo libro….poi causa diversi fattori non ho potuto costruire una casa in legno, ma ho dovuro indirizzarmi su edificio esistente…..
    Adesso dovrei realizzare un piccolissimo ampliamento 2 pareti esterne perpendicolari con finestra, il tutto sotto un porticato in zon a E (oltre 2600 gg).
    Mi piacerebbe optare per una struttura a telaio (per togliermi la soddisfazione ….) Le chiedo gentilmente un parere in merito a:
    Sistemi di ancoraggio su struttura in laterizio ed wventuale gestione ponti termici
    Stratigrafia della parete con telaio, è indispensabile il freno a vapore ? L’isolamento in fibra di legno o lana di roccia mi preoccupa ai fini umidità….condensa interstiziale, ecc…
    Grazie
    Gabry

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