SUGGERIMENTI PER UNA VILLA IN LEGNO

SUGGERIMENTI PER UNA VILLA IN LEGNO

LA REALIZZAZIONE DI UNA CASA IN LEGNO PREFABBRICATA RICHIEDE UN MINIMO DI ATTENZIONE IN PIU’, AL FINE DI OTTIMIZZARE COSTI, RENDIMENTO ENERGETICO ED ASSICURARE UNA LUNGA DURATA ALLA COSTRUZIONE.

Sono interessato a realizzare una casa unifamiliare con box auto.
La casa la intendo di metratura circa 180mq e l’idea sarebbe piano terra con grande mansarda zona notte, il sogno sarebbe che fosse un edificio che si possa produrre l’energia che consumerebbe.
La famiglia è composta da 6 elementi (2/4 figli) e la zona di costruzione è la provincia di Imperia.
Il terreno è in piano, mi piacerebbe sfruttare molto la luce.
Ascolterei volentieri dei suggerimenti.


Le esigenze del lettore sono abbastanza semplici dal punto di vista della progettazione architettonica.
Metratura (180 mq), volume edilizio (su due piani di cui il primo mansardato), suddivisione degli spazi e morfologia del terreno (in piano), agevolano particolarmente le scelte progettuali, quasi obbligate.
Non essendo presente un tecnico incaricato (così parrebbe) suggerirei di rivolgersi direttamente alle molte ditte costruttrici che offrono case a catalogo (qualche valido esempio è reperibile anche sul portale nella sezione “AZIENDE”, in ampliamento nei prossimi mesi), trattandosi di una tipologia di abitazione davvero diffusa, con molte soluzioni ed alternative disponibili.
E’ certamente possibile sfruttare la luce del sole come fonte di calore gratuita (la Liguria, in particolare la provincia di Imperia con la “riviera dei fiori” è particolarmente avvantaggiata in questo senso, grazie all’ideale esposizione), ricordando di schermare adeguatamente l’irraggiamento diretto nella stagione estiva, al fine di scongiurare il surriscaldamento indoor.

La particolare zona di costruzione non richiede un isolamento termico eccessivo, dato che le temperature sono miti e quasi mai inferiori a 0°C, mentre non è da sottovalutare il problema del caldo, tipico degli edifici molto isolati.
Meglio una parete di misura standard con una buona coibentazione (senza esagerare) finalizzata allo sfasamento dell’onda di calore per molte ore, con un’elevata inerzia termica.
L’impiantistica dovrebbe sfruttare appieno la disponibilità di luce solare mediante i classici pannelli termici e fotovoltaici, integrati ad una caldaia o (meglio ancora) pompa di calore.
Come scrivo spesso, non ritengo troppo interessante raggiungere l’autosufficienza energetica, che comporta costi elevati quasi mai giustificabili con reali benefici economici, mentre si dovrebbe ricercare il giusto compromesso comfort estivo/invernale – basse bollette, a fronte di un minimo investimento per la spesa e la gestione degli impianti idro-termosanitari.
Il settore è in continua evoluzione ed andrebbe valutata la possibilità di escludere il pavimento radiante in luogo di un impianto aria/aria ad alta efficienza integrato con la ventilazione meccanica controllata.

1 Commento

  1. Avatar
    Spinozzi Emiliano dicembre 08, 2014

    Ciao ho letto il suo libro e seguo sempre con molta attenzione quello che scrivete qui.
    Un giorno spero non troppo lontano avrò la mia casa in legno. Fra tutti i ritrovati tecnologici l’unico che secondo me sembrava indispensabile è proprio la ventilazione forzata con recupero e mi sono sempre chiesto se fosse possibile integrarlo con una pompa di calore per riscaldare e raffreddare la casa.
    Ora lei suggerisce proprio questa soluzione, premetto che abito nelle a pochi km da San Benedetto del Tronto. Mi piacerebbe avere più informazioni al riquadro pro e conto di tale soluzione.
    Grazie.

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