LE CASE PREFABBRICATE SI SVALUTANO?

LE CASE PREFABBRICATE SI SVALUTANO?

IL VALORE DI MERCATO DI UNA CASA PREFABBRICATA IN LEGNO TIENE CONTO NECESSARIAMENTE DELLA CLASSIFICAZIONE ENERGETICA, SEMPRE ELEVATA GRAZIE AL NOTEVOLE ISOLAMENTO TERMICO.

Salve, abbiamo appena acquistato il suo libro sulle case in legno.
Stiamo per acquistare una casa prefabbricata già costruita in provincia di Udine da una ditta locale.

La villa ha solo 12 anni è molto bella ed è esattamente quello che stiamo cercando da un po’ di tempo, anche se preferivamo in muratura.
Il mio tecnico dice che ci sono pochi lavori di ristrutturazione da fare e pensiamo di rifare i bagni che sono abbastanza brutti (va a gusti) con ceramiche molto colorate sanitari non sospesi.
Il prezzo è abbastanza allettante perchè sembra l’avessero messa in vendita da un anno senza trovare compratori, forse perchè è in legno e non tutti sono interessati.
Speriamo non sia una fregatura, non le nascondo che abbiamo qualche timore per il legno.
Ha qualche suggerimento da darci?
Potrebbe fare un sopralluogo e darci un consiglio (ovviamente rimborsato, ci mancherebbe)?


Anche questo tema è stato diffusamente trattato all’interno di vari articoli del blog.
La preoccupazione (peraltro non troppo diffusa) che le case in legno prefabbricate si svalutino velocemente ed possiedano (per definzione) un valore di mercato inferiore agli immobili in muratura tradizionale è assolutamente opinabile e confinabile senza problemi nell’ambito dei pregiudizi.
Pur non essendo ancora sviluppato in Italia un vero e proprio mercato immobiliare degli edifici in legno a basso consumo, caratteristiche intrinsiche come l’impiego di materiali e sistemi costruttivi in bioedilizia, basso consumo energetico certificato, salubrità e comfort termoacustico rappresentano un valore aggiunto di assoluto rilievo che non può non pesare positivamente all’interno della valutazione economica del fabbricato.
Ad oggi l’interesse verso queste costruzioni, sebbene in costante crescita nel numero di montaggi all’anno, soprattutto nelle regioni del nord Italia, sconta ancora la scarsa diffusione e la diffidenza di una fetta dei potenziali acquirenti che non conoscono affatto questi edifici.

Si tratta di una situazione che muterà drasticamente nei prossimi anni, grazie alla spinta propulsiva delle normative, non solo in tema di dispersioni termiche degli edifici, che porteranno, al contrario, a deprezzare gli immobili costruiti con logiche speculative e poco isolati termacusticamente.
Volendo acquistare una casa in legno esistente andranno compiute le necessarie valutazioni sull’immobile, richiedendo innanzitutto il nominativo del costruttore (è una grande azienda o una piccola falegnameria locale?).
Quali impianti sono installati e quale è il loro stato?
L’attuale proprietario ha provveduto alle necessarie manutenzioni periodiche?
Domandiamo inoltre se l’edificio è ancora in garanzia (non è da escludere in presenza di una copertura estesa trentennale), verificando lo stato delle parti in legno a vista, la presenza o meno di macchie di umidità nella parte bassa delle murature e/o fessurazioni all’interno e all’esterno delle pareti.

Il sopralluogo dovrebbe essere effettuato con la presenza di un tecnico che potrà risultare molto utile per evitare di non accorgersi di eventuali manchevolezze e difetti del fabbricato.
Tale consiglio vale chiaramente anche per le costruzioni esistenti in muratura che raramente sono esenti da problematiche più o meno serie, richiedendo quasi sempre interventi di ristrutturazione, riqualificazione energetica ed adeguamento, che comportano un’inevitabile spesa da sommare all’acquisto dell’immobile.
Per rispondere infine al lettore, non sono disponibile per sopralluoghi e consulenze a distanza eccessive dal mio studio di progettazione (a pochi chilometri dal Lago di Garda), ma spero comunque di avere compiutamente risposto alle domande all’interno di queste poche righe.

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