IL COLLAUDO STATICO DI UNA CASA PREFABBRICATA

IL COLLAUDO STATICO DI UNA CASA PREFABBRICATA

UNA FIGURA TECNICA SPESSO DIMENTICATA E’ IL COLLAUDATORE STATICO, CHE VA INCARICATO OBBLIGATORIAMENTE DAL COMMITTENTE DELL’OPERA, IL CUI RUOLO NON VA SOTTOVALUTATO.

Ho saputo solo a progetto presentato in Comune che vi sarà da pagare anche un altro tecnico per il collaudo statico della mia casa in legno. E’ necessario?
Mi avevano detto che era un onere a carico dell’azienda costruttrice.
Eventualmente non può essere il progettista o l’ingegnere che fa i cementi armati?


Il ruolo del collaudatore statico non è sempre ben compreso dai committenti e rientra per lo più tra i costi considerati inutili, da sommare alle tante voci di spesa spesso non considerate in sede di preventivo.
Il collaudatore ha il compito di verificare la corretta esecuzione delle strutture portanti dell’edificio, le quali devono assicurare la stabilità e la sicurezza dell’opera.
Il certificato di collaudo è un documento con il quale il professionista si assume una responsabilità di fronte alla legge nei confronti di un lavoro svolto da altre persone.
Il professionista infatti non può essere coinvolto nella progettazione, esecuzione e direzione lavori dell’edificio e deve essere incaricato direttamente dal committente (pertanto non dalla ditta costruttrice) prima dell’inizio dei lavori.

Il collaudatore può essere un ingegnere o un architetto iscritto al proprio albo professionale da più di 10 anni ed ha il compito di verificare staticamente le strutture in acciaio, cemento armato o legno che assolvono una funzione statica.
Una volta completate le opere al grezzo, il direttore dei lavori delle strutture redige la propra relazione a struttura ultimata e ne da comunicazione al collaudatore, che ha tempo sessanta giorni per effettuare il collaudo.
Il collaudatore deve verificare la rispondenza normativa di quanto realizzato, analizzando gli elaborati progettuali, le tavole di progetto, le relazioni di calcolo, i certificati e le prove di resistenza dei materiali, vidimati dal direttore dei lavori e producendo un verbale ed un vero e proprio certificato di collaudo finale, contenente i nominativi dei soggetti coinvolti (committente, impresa, figure tecniche….), dichiarando l’idoneità statica dell’edificio.
Generalmente vengono eseguite alcune verifiche e richieste prove sul campo come indagini sclerometriche, prove di carico, carotaggi e prelievi di materiali (cubetti in c.a., barre in acciaio), da fare analizzare in appositi laboratori abilitati.

Il collaudo statico di una casa prefabbricata in legno non è un lavoro banale, in quanto molti tecnici italiani non conoscono il comportamento delle strutture in legno e la stessa normativa (ad oggi non aggiornata in tal senso) non fornisce molti chiarimenti nei confronti di questo materiale, non essendo previste prove, al contrario di cls armato e acciaio.
Molte aziende forniscono le proprie certificazioni direttamente al collaudatore che includono tutto il processo di produzione, a partire dal prelievo del legname, sino all’ancoraggio sulla platea.
Un notevole vantaggio è la presenza di una certificazione ETA aggiornata, che non rende necessaria la verifica delle certificazioni e delle marchiature CE relative alle strutture.
La parcella del collaudatore non determina generalmente alti costi per il cliente, ma va ribadito che tale incarico comporta l’assunzione di responsabilità di fronte alla legge del tecnico nei confronti di quanto costruito in cantiere.

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