FACCIATE RIVESTITE IN LEGNO

FACCIATE RIVESTITE IN LEGNO

UNA TENDENZA DEGLI ULTIMI ANNI PREVEDE IL RIVESTIMENTO PARZIALE O TOTALE DELLE FACCIATE DEGLI EDIFICI CON LISTONI E DOGHE IN LEGNO.

Salve e complimenti. Ci piacciono molto quegli edifici moderni con il legno all’esterno, come si vede spesso anche in immagini pubblicate su questo sito.
Non ho capito se si tratta di sistemi costruttivi diversi dalle pareti intelaiate o in xlam o se è solo un rivestimento, dato che so che le blockhaus non hanno isolamenti.
1. Ci sono problemi nel tempo, nel senso che il legno può deteriorarsi?
2. L’isolamento è migliore o peggiore?
3. E’ previsto un “cappotto”?
Scusi per le molte domande.


Al contrario, grazie per le vostre domande.
Alcune aziende presenti sul mercato prevedono una struttura massiccia che espone il legno in facciata, pur non identificandosi con le tradizionali costruzioni “log” o “blockhaus”.
Potremmo definirle una variante “moderna” di questi sistemi costruttivi che, analogamente, garantisce buone (ma non ottime) prestazioni energetiche invernali, soprattutto per l’assenza di isolamenti termici a cappotto, soffrendo le medesime problematiche legate alle manutenzioni del legno, in particolare per gli interventi realizzati all’interno dei centri urbani.
La maggior parte delle case prefabbricate con facciate in legno (completamente o in parte) impiegano rivestimenti esterni a doghe, fissate direttamente sul cappotto o in abbinamento ad una camera di ventilazione (parete esterna ventilata).

Si tratta di soluzioni architettoniche di grande impatto, in particolare negli edifici di foggia più moderna, che guadagnano “calore” o per ottenere sorprendenti effetti di contrasto cromatico e materico.
Queste doghe possono essere semplici listelli di legno massello in abete o, meglio ancora, in larice.
Questa essenza, maggiormente durevole, sopporta abbastanza bene l’azione degli agenti atmosferici e, pur variando il suo aspetto negli anni (tendendo ad “ingrigire”), lo fa in modo graduale e naturale, richiedendo contenute manutenzioni rispetto a legnami più teneri e sensibili all’esposizione diretta a sole e precipitazioni come appunto l’abete.
Negli ultimi anni questi rivestimenti di facciata sono sempre più diffusi, in quanto sono presenti sul mercato alcune soluzioni in materiale composito estremamente realistiche che non richiedono manutenzioni, ottenute con una miscela di di PVC e di fibra di legno definita WPC.

Tale materiale viene impastato e prodotto a listoni di varia lunghezza che possono assumere praticamente ogni tinta ed aspetto, con venature, superfici (liscia, rigata, spazzolata) e colorazioni realistiche e naturali.
I vantaggi sono, oltre all’assenza di cure (esclusa la pulizia interstiziale), la resistenza all’acqua (i polimeri avvolgono e proteggono le fibre di legno) e al fuoco, la robustezza, la stabilità dimensionale, l’inattaccabilità da parte di muffe, funghi, parassiti ed insetti, la riciclabilità, l’assenza di sostanze tossiche, l’ecosostenibilità, la leggerezza e la facilità di montaggio.
I costi di fornitura sono leggermente superiori alle doghe in legno “vero”, che però richiedono interventi e spese nel corso degli anni.
Nel caso di interventi estesi va comunque calcolato un notevole extra-costo rispetto al semplice intonaco colorato, che spesso ne determina l’impiego, trattandosi di una spesa comunque non necessaria per il committente, dovuta a soli fini estetici.

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