SUPERPARETI IN LEGNO PER CASE PASSIVE

SUPERPARETI IN LEGNO PER CASE PASSIVE

LE PARETI DELLE CASE IN LEGNO PREFABBRICATE RAGGIUNGONO VALORI DI ISOLAMENTO TERMICO ELEVATI A FRONTE DI SPESSORI MOLTO CONTENUTI, IN GENERE NON SUPERIORI A 30 CENTIMETRI, MA NON MANCANO LE ECCEZIONI.

La mia casa in muratura è stata costruita con pareti spesse ben 48 centimetri, di cui 12 di cappotto termico in lana minerale.
Le posso assicurare che non farei mai cambio con una casa prefabbricata anche per la sensazione di sicurezza che mi da abitare in una costruzione massiccia dai muri spessi, anche per tenere lontani i ladri.
Dubito che delle pareti leggere in legno si possano confrontare con quelle di casa mia, comunque complimenti per il blog interessante, mi dispiace, ma non è riuscito a convincermi.


Non intendo convincere nessuno.
La Guida alle case prefabbricate in legno ha uno scopo puramente divulgativo, senza finalità commerciali.
Le imminenti novità, con l’inserimento di una sezione dedicata ai costruttori (manca davvero poco) saranno improntate ad una comunicazione “di qualità” da parte delle aziende interessate a raggiungere i lettori del blog, che spero verrà apprezzata e che servirà a sostenere questo servizio che, lo ricordo ancora una volta, è libero e gratuito, pur richiedendo costi di investimento e coinvolgendo altre persone oltre al sottoscritto.
Sono contento per il lettore che ha fatto una scelta ponderata e condivisibile per le esigenze specifiche e le proprie aspettative (ho pubblicato solo uno stralcio di una mail molto “dantesca”).

In molti articoli ho sottolineato il vantaggio di raggiungere prestazioni energetiche di rilievo con spessori di involucro tutto sommato contenuti.
Banalmente, bastano 30 centimetri di parete per realizzare un edificio in “classe A”.
E’ interessante notare che esistono sul mercato costruttori che offrono soluzioni molto performanti con pareti di notevole spessore (dai 38-40 centimetri in su) che possono estremizzare i valori termici complessivi raggiungibili da un edificio in legno, sino ad una classificazione energetica passiva.
L’evoluzione della normativa in tema di dispersioni termiche dei fabbricati va velocemente verso questo obiettivo e tutte le nuove costruzioni realizzate a partire dal 2020 dovranno rispondere ai requisiti “energy zero”.
Si tratta di un traguardo estremamente difficile da raggiungere, che presuppone una corretta progettazione mirata alla minimizzazione delle perdite di calore.

Il futuro è delle architetture “a cubo”?
Probabile, ma sempre maggiore diffusione avranno i sistemi costruttivi a bassissimo consumo, abbinati ad impianti basati su fonti rinnovabili come l’energia del sole, gratuita e disponibile, in particolare in Italia.
Per questo motivo si aprono scenari molto favorevoli per il mercato delle case prefabbricate in legno, che offre soluzioni semplici e collaudate, già disponibili da molti anni, in grado di soddisfare pienamente i suddetti requisiti.
A tale proposito, in molti paesi europei (Germania in primis), le aziende di case in legno stanno sostituendo le pareti da 30 centimetri (lo standard italiano) con superpareti a bassissima trasmittanza termica, con valori pressochè dimezzati (da 0,18 W/m2K a 0,10 W/m2K).
Chiaramente i listini ne risentono, ma vanno considerati i vantaggi a lungo termine sulle bollette energetiche, affatto trascurabili.
Anche il valore di mercato del fabbricato può trarre notevole beneficio da una classificazione energetica al vertice, proprio in previsione dei futuri adeguamenti normativi (peraltro imminenti).

6 Commenti

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    massimo aprile 15, 2014

    Buonasera architetto ,acquistai la guida anni fa’ dove ho preso anche grazie al blog numerosi spunti.
    Ho acquistato il terreno nel 2009 con un rudere da demolire .
    Sono nella fase dei preventivi ,ho scelto 4 aziende che mi garantissero le sicurezze qualitative ,organizzative e di esperienza che potevano fare al caso mio.
    Le domande che le vorrei porre sono :
    secondo lei per lo sfasamento termico estivo e’ piu’ indicata la fibra minerale oppure la fibra di legno visto che ci sono delle differenze di prezzo abbastanza importanti in una casa di 150 mq.
    per quanto riguarda invece le strutture a telaio tutte le aziende importanti sul capitolato chiudono le pareti con il cartongesso mentre io optero’ solo ed esclusivamente per il fibrogesso (fermacell) ,quanto potrebbero’ incidere i costi in una casa di 150 mq.?

    La ringrazio anticipatamente.
    Massimo F.

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    Admin aprile 15, 2014

    Nelle pareti a telaio va assucirata una buona inerzia termica. Lana di roccia e fibra di legno possono andare bene ma vanno montati pannelli ad alta densità per aumentare le ore di sfasamento termico.
    Il cartongesso va abbinato a pannelli in OSB, truciolari o multistrato, mentre il fermacell viene montato direttamente sul telaio strutturale. I costi sono solo leggermente superiori.

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    Matteo luglio 07, 2014

    Salve, una domanda riguardo questo argomento.
    Le “superpareti” sono quindi indispensabili per avere una casa “passiva”?
    Alcune haus non prevedono pareti di tale spessore, o le propongono solo come opzione per situazioni “estreme”.
    Altre dichiarano che le loro case sono passive, ma hanno pareti da 32cm con valori di isolamento di 0.14.
    Altre ancora, sono specializzate in pareti da 40cm (isolamento 0.11) e non offrono alternativa, sostenendo che la vera casa passiva si ottiene solo con pareti di quello spessore, indipendentemente dal fatto che ci si trovi in una situazione di microclima “difficile”.

    A chi dare quindi retta? Grazie.

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    Admin luglio 15, 2014

    A mio avviso le cosiddette superpareti sono (quasi) indispensabili per raggiungere valori termici reali spinti.
    E’ chiaro che tale obiettivo può essere raggiunto anche investendo in un impiantistica sovradimensionata, a fronte di un involucro mediamente isolato, ma si tratta a mio avviso di una spesa poco giustificabile.
    Alti valori di isolamento termico passivo richiedono necessariamente elevati spessori di parete e non sempre i valori di trasmittanza dichiarati da alcuni costruttori risultano attendibili.
    Molto dipende poi da una corretta progettazione, ma non è comunque possibile mirare ad una classificazione passiva senza aumentare gli spessori di tetto e pareti esterne, abbinando sistemi infisso-vetro altamente isolati.

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