IL SOLARE TERMICO E GLI EDIFICI IN LEGNO

IL SOLARE TERMICO E GLI EDIFICI IN LEGNO

LE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO VANTANO UN RENDIMENTO TERMICO ELEVATO, CHE CONSENTE DI LIMITARE L’IMPIANTISTICA ALLO STRETTO NECESSARIO, MA IL SOLO INVOLUCRO NON E’ IN GRADO DI COPRIRE IL FABBISOGNO DI ENERGIA PER L’ACQUA CALDA PER USI SANITARI.

Gentilissimo Architetto Crivellaro, abbiamo già scelto la ditta che costruirà la nostra abitazione in legno, ma abbiamo ancora molti dubbi sugli impianti.
Personalmente vorrei spendere il minimo indispensabile e per questo pensavamo di montare sul tetti dei pannelli solari termici, anche perchè siamo in una zona senza le nebbie d’inverno.
Ovviamente abbinato ad una caldaia a gas o meglio ancora una stufa a legna.
Cosa ne pensa?


L’alto rendimento energetico delle case prefabbricate limita le dispersioni termiche, abbassando la richiesta di energia per il riscaldamento, ma non è in grado di generare calore per scaldare l’acqua per lavarsi e cucinare.
I pannelli solari catturano l’energia del sole e la riutilizzano per produrre elettricità o acqua calda ad alte temperature.
Le attuali tecnologie disponibili sul mercato vedono un aumento dei rendimenti energetici con un calo costante dei prezzi, rendendone molto conveniente l’acquisto.
L’Italia si trova ad una latitudine favorevole e gode di un buon livello di irraggiamento solare, pari mediamente a 5-6 kwh/mq/giorno, con la maggior parte della produzione concentrata nel periodo aprile-settembre.
Il solare termico ha un funzionamento abbastanza semplice (molto simile ad una serra) e permette di coprire oltre due terzi del fabbisogno di acqua calda sanitaria, non solo in ambito residenziale..
Tali pannelli vengono generalmente posati sul tetto dell’edificio, sulla falda rivolta a sud o comunque con l’insolazione migliore, per assicurare la resa più elevata.

L’acqua calda prodotta viene accumulata in un serbatoio coibentato detto boiler, che ne mantiene la temperatura elevata, permettendone l’utilizzo a qualsiasi ora del giorno.
I pannelli solari più diffusi sono del tipo a collettori piani vetrati a circolazione forzata, pur essendo disponibili altre tecnologie come quella dei tubi sottovuoto.
I collettori piani moderni prevedono un serbatoio di accumulo interno (posto solitamente in un locale termico), mentre in passato era usuale vedere boiler esterni montati sul tetto (pannelli a circolazione naturale).
All’interno del pannello viene posto un assorbitore di luce, costituito da una lastra in metallo di colore nero, all’interno della quale è inserito una serpentina di tubi in cui scorre il fluido termovettore del circuito primario destinato ad essere riscaldato (acqua addizionata con glicole antigelo).
Un vetro trasparente, posizionato superiormente all’assorbitore, permette il passaggio dei raggi solari e cattura il calore all’interno del pannello grazie all’effetto serra, in quanto solo una piccola parte dei raggi viene riflessa e quindi dispersa.

In questo modo la temperatura del fluido vettore primario tende a riscaldarsi, raggiungendo temperature anche molto elevate nei mesi estivi.
La circolazione forzata trasferisce l’energia mediante una pompa idraulica al serbatoio di accumulo.
Il vantaggio di questo sistema è la possibilità di mantenere a disposizione un’elevata quantità di acqua calda sempre disponibile, persino nei mesi invernali (pur calando il rendimento).
I pannelli solari costituiscono una soluzione impiantistica autosufficiente solo durante d’estate, ma richiedono un’integrazione di energia (mediante caldaia o pompa di calore) durante i mesi freddi o qualora venga interamente consumata la quantità d’acqua prodotta durante il giorno.
Non solo nelle case in legno a basso consumo, un collettore solare piano soddisfa mediamente le esigenze di due persone al giorno (80-130 litri), considerando un consumo medio di 30-60 litri a testa, considerando altri 30 litri per una lavatrice.
Una famiglia di 4 persone può pertanto coprire il 70% del fabbisogno annuo con due pannelli solari termici installati sul tetto.

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