RIVOLGERSI AL GEOMETRA DI PAESE

RIVOLGERSI AL GEOMETRA DI PAESE

SO CHE CON QUESTO POST NON MI GUADAGNERO’ LA SIMPATIA DI QUALCHE MIO COLLEGA, MA VORREI TOGLIERMI QUALCHE “SASSOLINO” DALLA SCARPA, UNA VOLTA PER TUTTE.

Da noi il geometra del paese ha il monopolio delle pratiche edilizie e appena gli abbiamo accennato alle case di legno ha cominciato a storcere il naso e a cercare di farci cambiare idea con scuse banali.
Premetto che ho letto a fondo il suo libro e abbiamo visto alcune fiere, quindi non ci riteniamo esperti, ma probabilmente ne sappiamo più di lui sulle case prefabbricate.


Ho una certa “allergia” per i tecnici che detengono il monopolio della progettazione di un intero paese.
Spesso sono le figure che necessitano maggiormente di una formazione di aggiornamento professionale, particolarmente restie alle novità grazie ai vantaggi di una posizione dominante immutabile o difficilmente scalzabile.
Non sempre però il geometra (ma anche l’architetto o l’ingegnere) del paese rappresenta l’analogo tecnico del boss mafioso, ma più semplicemente si decide di rivolgersi a lui per i buoni rapporti “certificati” con gli uffici tecnici e la commissione edilizia comunale.
Incaricare il geometra del paese presenta però alcuni evidenti “contro”.
La parcella è (quasi sempre) piuttosto alta, a causa del “valore aggiunto” dovuto alla presunta certezza della concessione edilizia (in pratica, si paga una sorta di pizzo).

Si tratta generalmente di un tecnico di vecchia scuola che difficilmente sarà aperto alle nuove tecniche costruttive in bioedilizia, che cercherà di indirizzare il committente verso imprese di costruzioni “amiche”.
Ovviamente, l’atteggiamento del tecnico verso le costruzioni in legno ad alto rendimento energetico sarà abbastanza ostile e farà il possibile per modificare l’orientamento del cliente, snocciolando luoghi comuni, sino a minacciare la bocciatura del progetto da parte del Comune, se messo con le spalle al muro.
In questi anni di attività professionale in questo settore, mi è capitato (fortunatamente non troppo spesso) di vedermi sottratta qualche commessa da qualche collega con argomenti più convincenti del sottoscritto.
In tutti questi casi i clienti hanno rinunciato a costruire in legno la propria abitazione, optando più o meno spontaneamente per la muratura tradizionale.
Senza voler convincere nessuno, la scelta di un tecnico qualificato presenta parecchi punti a favore.

Un professionista esperto di bioclimatica con un minimo di esperienza con gli edifici in legno garantisce una corretta progettazione ed una gestione controllata del cantiere, effettuando un buon numero di sopralluoghi, in particolare nelle fasi più delicate.
Generalmente la parcella è onesta e comunque non superiore rispetto al collega del posto.
La conoscenza delle costruzioni in legno permette di ottimizzare le soluzioni architettoniche abbassando i costi complessivi dell’edificio, programmando economicamente l’intervento a partire dagli studi preliminari.
Va compreso che il professionista incaricato ha il compito di sovraintendere ogni aspetto dell’opera e non si limita ad ottenere i permessi e le autorizzazioni a costruire.
Peraltro la presunta impossibilità per un tecnico esterno di operare in un ambito territoriale diverso dal proprio è soprattutto un pregiudizio, almeno nell’esperienza della mia professione.

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