AMPLIARE UN FABBRICATO CON IL LEGNO

AMPLIARE UN FABBRICATO CON IL LEGNO

L’AMPLIAMENTO DI UN EDIFICIO IN MURATURA ESISTENTE PUO’ ESSERE TRANQUILLAMENTE REALIZZATO CON UNA STRUTTURA IN LEGNO, PREFABBRICATA O MONTATA IN OPERA.

Salve, avrei intenzione di acquistare una villetta di 80 mq con un pergolato di 32 mq, tutto regolarmente accatastato.
Sarebbe possibile ampliare i metri calpestabili, aggiungendo quindi un paio di stanze, con una costruzione in legno o prefabbricata?


Ho una piccola abitazione in campagna che vorrei ampliare per andare ad abitarci.
Bastano 2 camere e un bagno e stavo pensando alle case prefabbricate in legno, ma non so se sia conveniente.


Le più diffuse soluzioni tecnico-costruttive in bioedilizia presenti sul mercato (a parete lignea intelaiata o massiccia) si prestano a molteplici impieghi e possono sostituire in molti casi e con notevoli vantaggi i sistemi tradizionali in muratura e laterocemento.
Le sopraelevazioni in legno, ad esempio, risultano elastiche e leggere, grazie al minore peso del legno rispetto al laterizio, limitando l’incidenza del carico permanente sulle fondazioni esistenti.
Dovendo ampliare un edificio esistente, il montaggio a secco in tempi brevi limita i disagi per gli occupanti e le vibrazioni trasmesse al fabbricato originario.
Va precisato che le piccole dimensioni dell’intervento non sempre rendono conveniente l’ampliamento in legno, su cui gravano costi fissi che incidono parecchio sul prezzo finale della costruzione.

Per questo motivo, gli edifici in legno la cui superficie commerciale risulti inferiore a 50 metri quadri non risultano molto competitivi nei confronti della muratura tradizionale.
L’elevato isolamento termico è comunque un vantaggio di non poco conto che giustifica il surplus economico da investire, anche se tale beneficio sarà limitato ad una porzione specifica dell’edificio.
In questo caso può essere interessante ipotizzare un intervento complessivo sull’immobile che preveda la riqualificazione energetica del fabbricato esistente, mediante la sostituzione degli infissi con serramenti a risparmio energetico e dei vecchi impianti per il riscaldamento e la produzione dell’acqua sanitaria, oltre al rivestimento a cappotto isolante delle facciate e al rifacimento del tetto.
Tali interventi infatti possono godere di interessanti incentivi fiscali che rendono estremamente conveniente la ristrutturazione a fini energetici in questo particolare momento storico.

L’ampliamento, al contrario, è equiparato dal legislatore alle nuove costruzioni e non viene pertanto incentivato attraverso bonus e detrazioni fiscali.
Tale posizione andrebbe certamente rivista nei confronti degli edifici energeticamente più performanti che adottino soluzioni costruttive in bioedilizia certificata, le cui ricadute positive sulla collettività andrebbero riconosciute ed incentivate, a fronte di costi superiori rispetto all’edilizia standard.
Le case in legno a basso consumo energetico possono pertanto sostituire efficacemente i sistemi costruttivi più diffusi anche in ambiti applicativi alternativi alle villette singole di nuova realizzazione.

Commenta

La tua mail non verrà pubblicata. *