BIOEDILIZIA “SPINTA” PER UNA CASA IN LEGNO

BIOEDILIZIA “SPINTA” PER UNA CASA IN LEGNO

LE COSTRUZIONI PREFABBRICATE IN LEGNO VENGONO REALIZZATE IMPIEGANDO POCA ENERGIA ED EMETTONO POCHE EMISSIONI INQUINANTI IN ATMOSFERA GRAZIE ALL’OTTIMO ISOLAMENTO TERMICO DELL’INVOLUCRO ESTERNO.

Io e mio marito abbiamo sposato la filosofia bio-green, scegliendo da tempo un’alimentazione vegana, abolendo il più possibile l’automobile, le fonti inquinanti ed elettromagnetiche dalla nostra vita (come i cellulari, che non possediamo).
Vorremmo un mondo migliore per le nostre figlie di 2 e 5 anni e stiamo acquistando un bellissimo appezzamento di terreno in collina nel cuneese.
Siamo indecisi se costruire o meno una casa in legno, pur consapevoli dei vantaggi energetici e di qualità della vita, in quanto i costruttori da noi contattati utilizzano materiali non propriamente ecologici come truciolari, fibre minerali, polistiroli e soprattutto colle di dubbia composizione.
Conosce qualche azienda che possa accontentare le nostre esigenze?
Complimenti per il lavoro che svolge e grazie.


Il mercato degli edifici in legno viene da (abbastanza) lontano ed è in continua evoluzione.
Le condizioni climatiche di paesi come l’Italia, del tutto diverse dai luoghi d’origine delle case prefabbricate, in primis la Germania, ha costretto la maggior parte delle aziende costruttrici a confrontarsi con nuove sfide come l’efficace isolamento termico dalle alte temperature estive e gli elevati tassi di umidità ambientale.
Nel nord Europa l’approccio al tema dell’ecosostenibilità degli edifici è estremamente pragmatico, ma vanta una diffusione abbastanza capillare. Il patrimonio immobiliare di questi paesi è mediamente più elevato sotto il profilo delle scelte costruttive, l’assenza di materiali inquinanti e la minore quantità di emissioni di C02 in atmosfera, grazie al superiore isolamento termico degli involucri edilizi e all’alta percentuale di impianti termici basati su fonti energetiche rinnovabili come pannelli solari termici e fotovoltaici, pompe di calore, impianti di ventilazione meccanica, caldaie a biomasse.

Le case prefabbricate in legno possono essere considerate costruzioni in bioedilizia a tutti gli effetti poichè rispondono pienamente ai criteri che devono possedere gli edifici al fine di interagibile in modo sostenibile con l’ecosistema.
Gli edifici in legno hanno un basso impatto ambientale, non solamente in relazione all’uso quotidiano, ma nell’intero ciclo di vita, a partire dal prelievo della materia prima, che avviene in un ciclo chiuso ed è una risorsa rinnovabile.
Le costruzioni in legno sono in buona parte riciclabili e non inquinano l’ambiente, contengono poca energia al loro interno (al contrario degli edifici che utilizzano molto acciaio e calcestruzzo), in quanto non richiedono molte risorse per la produzione degli elementi di cui sono costituite, ne per il trasporto ed il montaggio sul cantiere.

Il legno è un materiale di facile prelievo e lavorazione, assolutamente naturale, soprattutto se impiegato in forma massiccia. Il lamellare certificato rispetta le normative e non contiene colle con formaldeide e lo stesso dicasi per i pannelli (truciolari, OSB, multistrato) impiegati per la realizzazione di tetti, solai e pareti.
I cappotti in polistirene sono sempre meno diffusi tra i costruttori di case prefabbricate, privilegiando le soluzioni traspiranti basati sugli isolamenti naturali.
La lana di roccia sconta qualche luogo comune, ma resta un materiale versatile ed efficace per isolare termicamente ed acusticamente.
Il microclima indoor degli edifici in legno è del tutto naturale e non vengono rilasciate nell’ambiente sostanze tossiche o di origine chimica, fornendo elevate condizioni di benessere agli occupanti.

Alcuni costruttori offrono soluzioni compiutamente biologiche di elevata qualità, in alternativa agli standard “base”, generalmente con sovrapprezzi accettabili.
Una abitazione in bioedilizia “spinta” è sicuramente un obiettivo raggiungibile per molte ditte di case in legno, ma richiede uno sforzo econonomico che non appare del tutto giustificabile.
Per fare un esempio, è la medesima differenza che passa tra un edificio in classe energetica A ed una casa passiva.
I vantaggi economici non sono quasi mai reali, poichè l’eventuale rientro economico nell’investimento sarà sempre a lungo termine, a causa degli alti costi rischiesti dall’indipendenza energetica di una costruzione autosufficiente.
Personalmente ritengo che l’impatto sull’ambiente di una casa prefabbricata standard risulti sempre limitato, rispondendo in pieno ai requisiti delle costruzioni in bioedilizia a basso consumo energetico.

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