IL RITORNO DEL LEGNO

IL RITORNO DEL LEGNO

SEGNALO UN INTERESSANTE ARTICOLO SULLE CASE IN LEGNO PREFABBRICATE RECENTEMENTE PUBBLICATO SU EPOCH TIMES ITALIA, CHE CONTIENE UNO STRALCIO DI UN INTERVISTA AL SOTTOSCRITTO, CHE RIPORTO INTEGRALMENTE.

Quando e perchè ha iniziato il percorso che l’ha portato a lavorare con le case in legno? Quanti progetti ha seguito in Italia?


Come la maggior parte dei progettisti italiani, la mia formazione è tradizionale e mi sono inizialmente occupato di edilizia in laterocemento.
Da qualche anno mi sono avvicinato alla bioarchitettura ed il mio crescente interesse verso gli edifici a basso consumo energetico mi ha portato rapidamente ad appassionarmi delle case in legno.
Questo costruzioni hanno un bassissimo impatto ambientale, richiedono un minimo fabbisogno termico ed offrono un elevato livello di comfort bioclimatico.

La mia attività professionale si occupa da alcuni anni esclusivamente della progettazione di immobili isolati a struttura lignea.
Attualmente le case in legno costruite in Italia dal mio studio sono una ventina e mi sto occupando di altri dieci progetti che dovrebbero essere realizzati nei prossimi anni.

Com’è la situazione burocratica per le case in legno? Ci sono richieste che vorrebbe fare ai legislatori nazionali?


Le costruzioni tradizionali dovranno adeguarsi velocemente all’evoluzione normativa e non sarà certamente un passo indolore, mentre gli edifici in legno rappresentano già oggi una soluzione tecnico costruttiva efficiente, che permette il raggiungimento delle classi energetiche di eccellenza.
A tale proposito, il mio studio ha appena ultimato la realizzazione di alcune villette in classe A+, con la prospettiva per i miei clienti di consumi energetici irrisori.
Le amministrazioni comunali apprezzano generalmente gli interventi in bioedilizia e non penalizzano i sistemi costruttivi alternativi al laterocemento, a patto di rispettare le normative in vigore.
Le case prefabbricate sono rivestite a cappotto intonacato, per cui sono facilmente inseribili nel tessuto urbano delle nostre città.

Quante case di legno ci sono in Italia? Un confronto con altri paesi?


Le case in legno costituiscono in Italia un fenomeno di nicchia, ma il trend è assolutamente in controtendenza rispetto alla perdurante crisi delle costruzioni tradizionali.
E’ molto difficoltoso avere un quadro completo delle case di legno fabbricate nel nostro paese.
Le ultime cifre pubblicate dalle principali associazioni delle aziende del settore attestano che nel 2013 il 6% del mercato immobiliare delle nuove costruzioni è stato conquistato dagli edifici in legno, con la prospettiva di raggiungere percentuali sino al 15% annuo in pochi anni.
La maggior parte delle ditte che operano sul territorio nazionale è di piccole dimensioni ed opera in un area limitata, per cui si tratta di stime molto difficili da verificare, considerando l’impossibilità di riconoscere le case in legno, virtualmente indistinguibili dagli edifici in muratura.
Va detto però che la maggior parte di queste realizzazioni è ancora concentrata nel nord Italia.

Quali sono i criteri da rispettare per una casa in legno di qualità?


Il legno da costruzione deve essere selezionato e correttamente stagionato per evitare un veloce deperimento nel corso degli anni.
Le aziende costruttrici più conosciute (quasi sempre tedesche o austriache) posseggono un’esperienza pluridecennale e coprono le proprie realizzazioni con garanzie sui difetti costruttivi sino a 30 anni (contro i 10 previsti dalla normativa nazionale).
Il legno si trova sempre protetto all’interno delle pareti e quasi mai esposto all’azione diretta degli agenti atmosferici, ma vanno impedite le infiltrazioni di umidità, tanto dall’alto, impermeabilizzando correttamente i potenziali punti di entrata dell’acqua piovana (tetto, terrazze, balconi, finestre), quanto dal basso, evitando pericolose risalite di umidità dal terreno attraverso le pareti per capillarità.
L’esperienza della ditta è importante poiché si tratta di sistemi costruttivi semplici solo in apparenza, che richiedono notevoli attenzioni esecutive.
Le prospettive di guadagno fanno gola a molti e sono parecchi i soggetti che si improvvisano costruttori, senza possedere adeguati requisiti e competenza.

Ci sono miti negativi che vorrebbe sfatare sulle case in legno?


Sono molti i luoghi comuni che penalizzano gli edifici in legno, facilmente confutabili in quanto basati su timori e pregiudizi, piuttosto che su fatti concreti.
Non mancano le paure relative alla possibile invasione di tetto e pareti da parte di insetti xilofagi e roditori, alla vulnerabilità ai furti, alla scarsa resistenza al vento.
Le case prefabbricate in legno vengono infine ritenute a torto ad alto rischio di incendio.
Il telaio portante che costituisce l’ossatura dell’edificio si trova all’interno di un sandwich di materiali, le cui superfici esterne hanno caratteristiche ignifughe.
Il legno brucia molto lentamente dall’esterno all’interno dell’elemento, con modalità note e prevedibili. Gli strati interni vengono “protetti” dall’azione distruttiva del fuoco grazie alle caratteristiche intrinseche del materiale che è un pessimo conduttore di calore.
Nel caso di incendi parziali la struttura in legno delle case prefabbricate risulta più facilmente riparabile rispetto a strutture in acciaio o calcestruzzo. Infatti, nelle strutture in cemento armato, l’acciaio sottoposto ad alte temperature perde repentinamente le proprie capacità portanti in poco tempo, anche solo dopo 15 minuti.
Molte edifici tradizionali possono collassare improvvisamente, con grave rischio di crollo per gli occupanti.
Paradossalmente le barre in acciaio perdono in modo irreversibile le proprietà statiche e di resistenza, rendendo spesso necessaria la demolizione anche per edifici non danneggiati apparentemente in modo grave.

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