UN TETTO VENTILATO IN TOSCANA

UN TETTO VENTILATO IN TOSCANA

IN ITALIA I TETTI VENTILATI SI SONO RAPIDAMENTE DIFFUSI NEGLI ULTIMI ANNI PER LA LORO CAPACITA’ DI RIDURRE IL SURRISCALDAMENTO ESTIVO DEI SOTTOTETTI, MA LA LORO EFFICACIA E’ LEGATA SOPRATTUTTO AD UNA CORRETTA PROGETTAZIONE.

Sto realizzando in Toscana una sopraelevazione in legno di un terra tetto.
Il mio dubbio è la copertura, poiché chi mi fa la casa dice che sarebbe meglio un tetto ventilato, cosa che credo anch’io, poichè che la mansarda è di 20mq abitabili e sarebbe più confortevole; nella mia zona però nessuno penserebbe di montarne uno, perciò perchè lo dovrei fare io??
Non sarà sovradimensionato rispetto alla zona climatica in cui vivo?
Potrei risparmiare i soldi per realizzarlo, senza pentirmene in futuro (anche perchè la soffitta vorrei in qualche modo abitarla)?
P.S. Premetto che non conosco la differenza di prezzo tra un sistema e l’altro, magari alla fine risulta irrisoria, ma il dubbio rimane.


L’utilizzo abitativo della mansarda e le caratteristiche climatiche della sua zona mi fanno ritenere la scelta di un tetto ventilato del tutto appropriata, anche per i costi relativamente contenuti di questa soluzione tecnico costruttiva rispetto ad una copertura priva di ventilazione.
La presenza della camera di ventilazione non comporta particolari sovrapprezzi rispetto ad un tetto tradizionale (si realizza con un costo materiale trascurabile).
Mi sembra peraltro poco probabile che in Toscana non ci siano tetti ventilati e comunque tutti gli interventi di nuova costruzione dovrebbero essere mirati a migliorare il comfort termico invernale ed estivo, questo non solo per le case prefabbricate in legno, ma anche per gli edifici in muratura tradizionale.

Chiaramente i costi da sostenere sarebbero ben maggiori se si volesse intervenire su un tetto preesistente non ventilato (e non è questo il caso).
La copertura ha un’importanza vitale dal punto di vista energetico, soprattutto per gli edifici a basso consumo energetico.
Un tetto realizzato al risparmio è fonte di dissipazione termica d’inverno e di surriscaldamento durante l’estate, come l’esperienza di molti purtroppo insegna.
La diffusione dei tetti ventilati a falde inclinate negli ultimi anni in Italia è dovuta all’efficacia nei mesi caldi, che nel nostro paese coincidono con temperature molto elevate su tutto il territorio.
L’intrercapedine consente di staccare il manto di copertura dalla struttura e dagli isolamenti sottostanti, permettendo una circolazione continua dell’aria, in grado di asportare il caldo, abbassando la temperatura degli ambienti sottostanti il tetto di parecchi gradi.
L’aria esterna viene convogliata nella zona della linea di gronda e riscaldata nella camera di ventilazione a causa del forte irraggiamento solare, divenendo più leggera e
L’aria fresca proveniente dall’ambiente esterno viene immessa nella camera dalla linea di gronda e riscaldata nell’intercapedine per effetto dell’irraggiamento, divenendo più leggera e fuoriuscendo velocemente dal colmo.
Nel suo passaggio, l’aria sottrae calore dal sottotetto, riducendo il flusso del calore in entrata nell’edificio per l’effetto “camino”.
Un buon tetto ventilato dovrebbe comunque essere abbinato ad isolamenti termici ad alta densità di notevole spessore per migliorare lo sfasamento termico dell’onda di calore, in quanto la copertura è sottoposta a molte ore di insolazione diretta, soprattutto a sud.
Gran parte dei vantaggi di un tetto ventilato possono venire abbattuti da una progettazione non idonea.

3 Commenti

  1. Avatar
    Luca Provenzano dicembre 19, 2013

    Leggendo in giro appare chiaro che uno degli elementi fondamentali di un buon tetto ventilato è l’altezza della camera di ventilazione. Non voglio cavarle numeri perchè so che non le piace però mi azzardo a chiedere una conferma. 4cm è il minimo, meglio 6, ma se si riesce ad arrivare a 10 non è una pazzia, tutt’altro. Cavolata da forum?

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