VIBRAZIONI IN UNA CASA DI LEGNO PREFABBRICATA

VIBRAZIONI IN UNA CASA DI LEGNO PREFABBRICATA

IL LEGNO E’ UN MATERIALE ELASTICO E RESISTENTE, ASSOLUTAMENTE ADATTO PER LA REALIZZAZIONE DI STRUTTURE EDILIZIE, MA E’ IMPORTANTE CALCOLARE CORRETTAMENTE, OLTRE ALLA STATICA, I MOVIMENTI DOVUTI A FATTORI DINAMICI, LEGATI ALLA PRESENZA DI PERSONE IN MOVIMENTO NEGLI AMBIENTI. 

Viviamo da poco in un casa prefabbricata in legno e siamo veramente contentissimi di tutto.
Dopo 6 mesi di vita all’interno dell’abitazione stiamo verificando tutti i particolari ed i dettagli della costruzione per cercare di perfezionare al massimo tutte le piccole questioni che sono emerse.
Tra queste c’è quella relativa alla scala interna che dal piano terra al primo piano è stato fissata su di un rinforzo che comunque poggia sulla struttura portante (trave e colonne) e che divide le mia proprietà da quella del vicino (trattasi di trifamiliare).
Ci siamo accorti, e così anche il nostro vicino, che quando saliamo e scendiamo le scale le vibrazioni si trasmettono da una unità all’altra facendo vibrare tutta la struttura della scala.
Ci sono delle soluzioni per ovviare a tale problema?
Distanziatori piuttosto che sistemi di ancoraggio che non poggino direttamente sulla struttura?


Il legno da costruzione (generalmente abete rosso) è un materiale duro, elastico e resistente, che trova svariati impieghi in edilizia, ma che può essere impiegato con eccellenti risultati nella realizzazione di strutture portanti complete, senza l’ausilio di rinforzi in acciaio o calcestruzzo armato, come avviene per le case prefabbricate in legno a basso consumo energetico.
Le costruzioni in legno vengono dimensionate secondo la normativa nazionale, tenendo conto della zona sismica, in base alle caratteristiche architettoniche del progetto.
Il calcolo deve ovviamente privilegiare la sicurezza degli occupanti, ma vengono prese in considerazioni altri parametri come la “freccia” delle travi dei solai che non devono deformarsi eccessivamente a causa del carico soprastante.

I solai in legno di molti vecchi edifici tendono a flettersi sotto il peso di una persona che semplicemente cammina, trasmettendo rumori e vibrazioni anche di notevole entità.
Per questo motivo una soletta troppo elastica va rinforzata posizionando una o più putrelle in acciaio sotto i travetti (per contrastarne la deformazione) o irrigidendola superiormente, inserendo delle armature nel massetto in calcestruzzo sotto il pavimento.
Se l’edificio è di nuova costruzione, un eccesso di vibrazioni può derivare da un dimensionamento non corretto delle strutture.
Ed esempio travi di sezione ridotta non sono in grado di coprire grandi spazi e, pur non comportando rischio di crollo, tendono ad incurvarsi eccessivamente.
Una scala in legno, per sua natura, tende a trasmettere molte vibrazioni, in particolare nei confronti del le murature a cui è ancorata.Generalmente, nelle case prefabbricate, le scale sono realizzate in legno e i gradini sono incastrati ad una struttura autoportante denominata “cosciale” che viene fissata alle pareti, con un pilastrino di supporto centrale.
Probabilmente la struttura di queste scale risulta eccessivamente elastica, deformandosi molto durante il normale utilizzo quotidiano e trasmettendo tali vibrazioni alle strutture verticali adiacenti.
Ritengo che, a causa delle caratteristiche costruttive adottate, non sia possibile disgiungere le scale dalle pareti, ma che si potrebbe limitarne i movimenti irrigidendo la struttura con degli elementi metallici.
Si tratta di una problematica abbastanza seria che deve essere segnalata al costruttore che dovrà, a sua volta, verificare la correttezza della relazione di calcolo strutturale.

1 Commento

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    Luca Provenzano novembre 09, 2013

    Più volte su questo blog è stata valutata positivamente la struttura mista acciaio-legno. Mi chiedo se un eventuale scheletro in acciaio impostato in fase di progetto e non solo a posteriori come correttivo sia una soluzione da preferire sempre proprio per gli apporti migliorativi alla stabilità della struttura (nonchè alla generale percezione di “inerzia” dei solai e delle scale da parte degli occupanti).

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