VETRI ISOLATI IN UN EDIFICIO IN LEGNO

VETRI ISOLATI IN UN EDIFICIO IN LEGNO

DAL PUNTO DI VISTA TERMICO, IL PUNTO DEBOLE DI UN EDIFICIO E’ RAPPRESENTATO SOPRATTUTTO DAGLI INFISSI E DALLE LE VETRATE, CHE, NEI CASI MIGLIORI, RAGGIUNGONO UNA CAPACITA’ DI ISOLAMENTO 4-5 VOLTE INFERIORE ALLE PARETI DI UNA CASA DI LEGNO A BASSO CONSUMO ENERGETICO.


Leggendo gli articoli del blog ed informandomi qua e la, mi sono convinto dell’importanza di installare buone vetrate nella nostra futura casa prefabbricata.
Ho visto che i valori termici dei tripli vetri possono essere piuttosto diversi, soprattutto utilizzando gas inerti come l’argon.
La ditta austriaca che avremo individuato arriva ad un valore U di 0,5.
Mi sembra un dato molto buono, ma, considerando il prezzo davvero alto della maggiorazione, vorrei sapere se ne vale la pena o è meglio limitarci al vetro meno performante, che arriva ad un valore di U pari a 0,8.


Lo scopo della “Guida alle case prefabbricate in legno” è fare informazione e fornire spunti di riflessione, soprattutto a favore del cliente finale (anche se il blog è seguito da molti tecnici).
Il lettore, giustamente, rimarca l’importanza di sostenere un sacrificio economico per migliorare l’isolamento complessivo dell’edificio, montando vetri ad alta efficienza.
I costruttori di case in legno a basso consumo offrono un buon pacchetto di serramenti standard, generalmente attestato su valori di trasmittanza vetro-infisso pari a 1,1-1,2 W/m2 K.
E’ quasi sempre possibile, con adeguato sovrapprezzo, aumentare l’efficienza energetica delle vetrate, montando tripli vetri al posto di quelli a camera singola, con un incremento significativo dell’isolamento globale dell’involucro.
Se l’edificio è molto vetrato o sono presenti finestre di grandi dimensioni a nord, l’installazione di tripli vetri è più che consigliabile.

I costi non sono generalmente eccessivi per vetri a doppia camera “standard”, mentre salgono di molto per quelli con camera d’argon o analoghi gas rari come il krypton.
Ricordo che il valore di trasmittanza è influenzato anche dallo spessore dei cristalli e degli spazi vuoti.
Sul mercato sono inoltre presenti vetri basso emissivi, in grado di riflettere verso l’interno il calore che tenderebbe naturalmente a disperdersi verso l’esterno dell’edificio, senza sensibili decrementi dell’illuminazione interna agli ambienti.
Altri vetri basso emissivi multifunzionali impediscono al calore di entrare e sono indicati per le zone caratterizzate da alte temperature per molti mesi l’anno.
Ricordo inoltre che alcune vetrate devono obbligatoriamente essere fornite di vetri di sicurezza, secondo le norme tecniche UNI 7697, che impone che gli elementi vetrati posti a meno di un metro di altezza dal piano di calpestio debbano possedere queste caratteristiche.

Esistono due categorie di vetri di sicurezza: i vetri stratificati ed i vetri temprati
.
I primi sono composti da due o più lastre di vetro unite su tutta la superficie da uno o più strati di materiale plastico. In caso di rottura, la pellicola all’interno ha lo scopo di tenerlo assieme, evitando di produrre pericolosi elementi appuntiti, in quanto i pezzi restano incollati.
Quando si frantuma un vetro temprato, questo si sminuzza in tanti piccoli pezzi, che non provocano danni e tagli alle persone.
Solitamente i vetri stratificati vengono impiegati anche per la realizzazione di vetrate antieffrazione, ma possiedono notevoli proprietà fono isolanti se vengono utilizzate pellicole speciali in grado di schermare efficacemente i rumori esterni.

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