UNA PARETE LEGGERA PER IL CENTRO ITALIA

UNA PARETE LEGGERA PER IL CENTRO ITALIA

LE PARETI OFFERTE DALLA MAGGIOR PARTE DEI COSTRUTTORI DI CASE IN LEGNO SONO ABBASTANZA STANDARDIZZATE NEI VALORI TERMICI, PER RAGGIUNGERE SODDISFACENTI VALORI DI ISOLAMENTO TERMICO, ANCHE NEL NOSTRO PAESE.


Da tempo seguo con interesse i post del suo blog e ho trovato interessanti gli articoli trattati nel suo libro.
Mi accingo a posizionare una casa di circa 70 mq nel Lazio zona collinare ed un artigiano del posto che da tempo si occupa di prefabbricati in legno mi ha proposto l’acquisto di una casa con le seguenti stratigrafie che Le riassumo sommariamente:
Doppia Parete dall’interno verso l’esterno: perline o cartongesso 18 mm, freno vapore, lana di roccia 40mm, travi legno massiccio abete certificato 100 mm.
Copertura tetto dall’interno verso l’esterno: perline 20 mm, coibentazione eps 50 mm, camera ventilazione, osb 20 mm, guaina ardesiata, copertura coppo portoghese.
Finestre vetrocamera 10/14/10.

Premetto che la casa diventerebbe la mia residenza abituale solo tra qualche anno, quindi la stratigrafia delle pareti perimetrali e il tetto è evidentemente un compromesso tra una spesa contenuta ed un minimo di confort termico, potendo poi eventualmente intervenire con la posa di un cappotto esterno.
Avendo la possibilità di intervenire nella scelta dei materiali mi chiedevo quale tra EPS, XPS o lana di roccia fosse il materiale coibente migliore da utilizzare all’interno delle pareti magari sostituendo le perline con pannelli di cartongesso.
I miei dubbi riguardano le stratigrafie che mi sembrano deboli dal punto di vista dello spessore, perciò sfasamento estivo scarso e coibentazione invernale scarsa anche se l’utilizzo del tetto ventilato dovrebbe essere d’aiuto; non vorrei che una costruzione così leggera soffrisse dei problemi tipici degli edifici privi di massa.


La parete scelta dal lettore (probabilmente per abbassare i costi) appare abbastanza leggera e”dovrebbe” raggiungere valori di trasmittanza invernale insufficienti, anche per una costruzione realizzata nel centro Italia, per non parlare dello sfasamento estivo, certamente carente per la zona.
E’ comunque possibile migliorare parecchio le prestazioni termiche estive montando un isolamento a cappotto ad alta densità.
Eviterei polistiroli o polistireni, che ostacolano la traspirabilità del muro e non consentono di aumentare la “massa” della parete, mentre mi orienterei verso pannelli in fibra di legno e lana di roccia o vetro, con lo scrupolo di scegliere prodotti ad alta inerzia termica.

I costi per il montaggio incidono parecchio sul prezzo complessivo e conviene sicuramente optare per gli spessori maggiori per raggiungere valori termici adeguati alla zona climatica, evitando cappotti sottili da 4-6 cm (partirei come minimo 10 cm).
Il tetto ventilato dovrebbe limitare il surriscaldamento, sperando in una corretta progettazione ed esecuzione della camera di ventilazione, anche se 5 cm di isolamento sono sicuramente esigui.
Un punto debole dell’edificio sono sicuramente le vetrate, mentre non ho elementi per giudicare gli infissi attualmente installati sulla costruzione.
Prima di procedere con i lavori mi rivolgerei comunque ad un termotecnico per analizzare mediante calcolo i punti critici dell’involucro edilizio su cui intervenire.

2 Commenti

Commenta

La tua mail non verrà pubblicata. *