DUBBI E PERPLESSITA’ VERSO LE CASE PREFABBRICATE

DUBBI E PERPLESSITA’ VERSO LE CASE PREFABBRICATE

NON E’ MIO INTERESSE CONVINCERE NESSUN LETTORE DEL BLOG.
NONOSTANTE LE APPARENZE, MI RITENGO ABBASTANZA NEUTRALE NEI CONFRONTI DELLE CASE IN LEGNO, CHE SPESSO (MA NON SEMPRE) RAPPRESENTANO UNA BUONA SOLUZIONE COSTRUTTIVA.


A causa di qualche difficoltà (i tempi non sono dei migliori) nella vendita dell’appartamento dove viviamo, abbiamo dovuto rimandare la costruzione della nostra desiderata casa.
Siamo partiti 2 anni fa convintissimi che sarebbe stata una casa in legno.
Ho letto per molto tempo il Suo blog, ho studiato con interesse il Suo libro e Le avevo anche posto già un quesito al quale Lei ha prontamente risposto (sulla scelta dell’azienda costruttrice) ma Le devo dire la verità: quest’attesa di anni ci ha messi davanti ad un dubbio ancora più grande e al quale spero Lei possa dare risposta convincente e definitiva (soprattutto per mio marito!).
Le varie persone con le quali siamo venuti in contatto negli ultimi mesi (professionisti vari del settore edile) non sono totalmente convinti della soluzione che ci sta tanto a cuore e a lasciarci sconfortati sono soprattutto coloro che con questo tipo di abitazioni hanno a che fare per lavoro.Le perplessità sono le seguenti:
1. Costi ancora non competitivi con una costruzione tradizionale.
2. Difficoltà nell’apportare modifiche alla struttura qualora se ne presentasse l’esigenza in futuro (e mi confermano inoltre che in fase di costruzione TUTTI gli acquirenti per quanto sicuri in fase di progettazione si trovano ad apportare modifiche che alzano non di poco i costi!
3. E poi IL DUBBIO!!! La durata nel tempo di queste abitazioni non può essere accertata in quanto, anche all’estero, le case hanno al massimo 20 anni.Quindi ai nostri figli riusciremo a lasciare qualcosa che non sia un ammasso di macerie?
Se è vero, addirittura a fronte poi di costi di costruzione più alti.
Io per esempio in futuro riuscirò ancora ad usufruire della casa che è stata costruita dai miei nonni (chiaramente con varie fasi di manutenzione).
La ringrazio sinceramente se vorrà rispondermi in maniera da non lasciare dubbi, perché mi creda che è l’ultimo enorme “ostacolo” che ci separa da una qualità di vita più “sana” e più economica.


Dopo qualche anno, non mi sorprende che imprese tradizionali e professionisti abbiano criticato le soluzioni costruttive in legno (inesperienza, ignoranza, interesse, malafede…?).
Non so se queste riposte possano convincere il lettore (il mio consiglio è soprattutto di incontrare chi vive da anni in una casa in legno a basso consumo), ma ritengo le perplessità elencate piuttosto irrazionali e basate su insicurezze, più che su fatti concreti.

1. I costi sono assolutamente competitivi, se paragonati a quelli delle soluzioni altamente isolate in muratura.
Tutti i miei clienti hanno costruito, come minimo, un edificio in classe A o A+ in zone climatiche del nord Italia.
Costruire edifici tradizionali a basso consumo è possibile e costoso, mentre non mi sembra corretto effettuare un confronto con l’edilizia “da battaglia”, certamente più economica.

2. I miei committenti hanno abbassato spesso il prezzo da preventivo in campionatura (non tutti, ovviamente), per cui è fondamentale uno scrupoloso lavoro di preparazione, che dovrebbe essere sempre supportato dal tecnico progettista.
Le modifiche negli anni sono assolutamente possibili e non risultano troppo invasive sull’edificio (e comunque non più pesanti che sugli edifici in muratura).
Se l’edificio non è prefabbricato, molte scelte (ad esempio, il posizionamento degli impianti) possono essere compiute direttamente sul cantiere.

3. Pregiudizio assoluto, mi dispiace.
Le case in legno a basso consumo nascono per durare nel tempo.
Molti costruttori estendono a 30 anni la garanzia di legge e di certo non sono dei pazzi.
L’aspettativa di vita è la medesima degli edifici in muratura, pur richiedendo le case in legno regolari manutenzioni ed interventi nel corso degli anni per il corretto mantenimento.

4 Commenti

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    Anonymous luglio 21, 2013

    ma dove è vissuta questa genta fino ad ora, perchè noi italiani siamo così trogloditi e non accettiamo l’evolversi di ciò che può essere un abitazione a basso impatto ambientale queste cose mi manda in bestia…….

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    Anonymous luglio 22, 2013

    Chiedo ad Anonimo dove vive (in quale tipo di abitazione) e da quanti anni. Saremo pure limitati mentalmente e trogloditi, ma destinare importi consistenti come quelli necessari per la costruzione di un’abitazione (l’unica che faremo nella nostra vita) ci porta ad essere estremamente cauti (considerando poi che per natura dedico tempo anche all’acquisto di una bicicletta per evitare di buttare i soldi!).
    Ringrazio invece l’arch. per la gentile risposta.
    Elisa

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    Maria Grazia Bignardi novembre 19, 2013

    Leggo solo oggi questo post ed anche se tardi, forse, ci tengo a parlare della mia esperienza rispetto le case prefabbricate in legno. Nel novembre 2002 abbiamo iniziato il montaggio della nostra casa in legno e nonostante il tempo inclemente, pioggia persistente per tutto il mese (non so se ricordate la piena del Po di quell’autunno) e neve e gelo tra dicembre e gennaio, a Pasqua del 2003 abbiamo traslocato nella nostra nuova fantastica casa. Tutti si ricorderanno del caldo record dell’estate 2003, ebbene, abbiamo sempre vissuto bene a temperature accettabili in casa (almeno 10°C in meno rispetto l’esterno) senza impianto di condizionamento! Mentre in inverno sempre un caldo confortevole in casa, nonostante le grandi vetrate che danno sul giardino senza persiane.
    Per mutate condizioni di vita, questa primavera abbiamo venduto la casa, guadagnandoci anche qualcosa, al primo acquirente che l’ha visitata. E questo perché la casa non è per niente “invecchiata” dopo 10 anni di vita è ancora perfetta! Niente muffe, niente sfaldature nell’intonaco, né tantomeno cavillature, niente macchie … insomma nessun difetto. Ai nuovi abitanti è bastata un’imbiancata alle pareti e una levigata ai pavimenti e la casa è tornata nuova di fiamma.
    Devo dire, anche, che la famosa manutenzione “obbligatoria” per questo tipo di case, in realtà è riferita esclusivamente alle parti in legno scoperte, come ad esempio i pergolati esterni, non alle parti riparate dallo sporto del tetto e dalle lattonerie, come le travature del tetto, che dopo 11 anni di vita non accusano nessun difetto. Ovviamente tutto il resto della costruzione, essendo rivestito da cappotto intonacato, non necessita di NESSUNA manutenzione, va trattato esattamente come tutte le altre case tradizionali.
    Finisco spiegando che siamo andati ad abitare in un’altra casa in legno … più piccola, visto che i figli, ormai grandi, se ne sono andati per la loro. strada

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