IL DIMENSIONAMENTO IMPIANTISTICO DI UNA CASA IN LEGNO

IL DIMENSIONAMENTO IMPIANTISTICO DI UNA CASA IN LEGNO

IL BASSO CONSUMO DELLE CASE PREFABBRICATE DOVREBBE INDIRIZZARE VERSO SCELTE IMPIANTISTICHE SOBRIE A BASSO COSTO, PUR PRIVILEGIANDO LE SOLUZIONI AD ALTA EFFICIENZA BASATE SU FONTI DI ENERGIA RINNOVABILI.


Mi permetta innanzitutto di complimentarmi con lei sia per il libro che per il blog.
Ha suscitato molto interesse ed ha risposto a moltissimi e naturali dubbi su una materia che conosco molto poco.
Le scrivo perché abbiamo da poco acquistato un terreno ove costruire una casa prefabbricata in legno.
Ci siamo fatti fare un progetto da un architetto.
Come faccio a stimare correttamente il fabbisogno energetico della casa al fine di abbinare impianti “dimensionati” correttamente?
L’architetto ci dichiara di aver considerato la posizione della casa, l’esposizione al sole, i frangisole.
Noi siamo convinti sulla VMC e sulla pompa di calore, non vorremmo allacciamenti al gas e pensiamo anche al fotovoltaico oltre che il solare termico.
Grazie per il tempo e per le competenze che condivide con noi.


Un buon progetto architettonico è il punto di partenza essenziale per limitare il fabbisogno energetico invernale ed estivo.
Secondariamente, la scelta di un involucro edilizio efficiente dovrebbe garantire consumi energetici ridotti evitando dispersioni termiche nei mesi freddi e il surriscaldamento estivo.
Nel primo caso serve un tecnico preparato ed attento agli aspetti bioclimatici, nel secondo un’azienda di case in legno che offra soluzioni tecnico-costruttive efficaci.
Dando per scontato tutto ciò (non conoscendo il progetto, le competenze del tecnico e la ditta costruttrice scelta), gli aspetti impiantistici possono essere ampiamente ridimensionati.
Come progettista, sono maggiormente interessato agli aspetti edilizi rispetto alle questioni puramente impiantistiche, che preferisco lasciare ai miei colleghi termotecnici, ben più preparati in materia del sottoscritto.
Il fabbisogno termico di un edificio deve essere comunque oggetto di calcolo e non una decisione emozionale dell’acquirente (come quasi sempre avviene).

Vanno soppesati i pro ed i contro, considerando i lunghi tempi di ammortamento dell’investimento per un’ impiantistica efficiente e maggiormente autosufficiente rispetto alla convenzionale caldaia a gas.
Non sempre le pompe di calore risultano una scelta conveniente per riscaldare e/o raffrescare l’edificio, a causa del prezzo superiore, pur a fronte di un elevato rendimento termico, soprattutto in abbinamento ai pannelli solari fotovoltaici.
Questi ultimi, nonostante i prezzi in discesa, attualmente molto competitivi, non godono più delle incentivazioni fiscali che avevano caratterizzato gli anni passati.
Un discorso a parte merita la ventilazione meccanica controllata a recupero di calore (o VMC, per gli amici), che deve essere considerata soprattutto un impianto per migliorare la qualità del microclima indoor, piuttosto che un impianto termico, pur riconoscendone l’importanza ai fini del calcolo energetico, in quanto elimina le dispersioni dovute al ricambio del volume d’aria manuale.

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