CASE PASSIVE ED INCENTIVI FISCALI

CASE PASSIVE ED INCENTIVI FISCALI

COSTRUIRE UNA CASA IN LEGNO A BASSO CONSUMO SIGNIFICA APPORTARE POCHE EMISSIONI DI CO2 IN ATMOSFERA E CONSUMARE POCHE RISORSE ENERGETICHE, MA ANCHE UN MAGGIORE SFORZO ECONOMICO DA PARTE DI CHI REALIZZA UNA NUOVA COSTRUZIONE.


Buongiorno, avrei bisogno di avere alcune informazioni dal momento che non sono riuscito ad arrivare ad una risposta chiarificatrice ai miei quesiti:
Esistono contributi, ad oggi, per la realizzazione di abitazioni passive?
Nell’eventualità di una risposta positiva gradirei conoscere a quale organismo o istituto fare riferimento (io risiedo nella provincia di Piacenza) e, nel caso non vi fossero sovvenzionamenti, se quest’ultimi potrebbero essere contemplati a breve.


Ad oggi, sono previsti interessanti incentivi fiscali per la ristrutturazione edilizia e la riqualificazione energetica dei fabbricati esistenti, purtroppo non usufruibili per la realizzazione di nuove costruzioni come le case in legno.
Se la recente proroga di tali incentivazioni va giudicata più che positivamente, contribuendo a tenere parzialmente a galla l’agonizzante settore dell’edilizia nel nostro paese, va denunciata la miopia del legislatore nei confronti degli interventi ex-novo.
Le nuove costruzioni sono tenute a rispettare la normativa energetica (D.lgs. 311/06, in vigore dal 2/2/2007 – “disposizioni correttive al D.lgs.192/05″) e successive modifiche ed integrazioni.

In molte regioni sono applicate specifici protocolli di calcolo, con parametri più o meno restrittivi e vi è obbligo di certificazione energetica degli edifici.
Senza addentrarci nello specifico, qualsiasi nuovo edificio deve rispettare almeno i valori minimi richiesti, ma non sono previsti incentivi per chi supera tali parametri, raggiungendo le classi energetiche più elevate.
Molte amministrazioni comunali concedono bonus volumetrici e/o sconti sugli oneri e sono saltuariamente concessi piccoli contributi regionali, erogati a tasso zero o a fondo perduto, mentre non è attualmente presente alcuna forma di sostengo economico nazionale per le nuove case passive o a bassissimo consumo termico come le case in legno.
Se non va trascurato il vantaggio economico per il privato cittadino, dovuto al drastico ridimensionamento delle bollette energetiche, tale decisione (pur comprensibile in un momento di drammatica contrazione delle risorse pubbliche), non può essere in alcun modo condivisa, in quanto la progressiva sostituzione degli immobili esistenti poco isolati con edifici altamente efficienti o a “consumo zero” comporterebbe un minimo fabbisogno energetico globale nei prossimi anni da parte delle nostre abitazioni.

Il semplice rispetto degli attuali limiti “minimi” non è sufficiente per un radicale cambio di rotta, soprattutto fino a quando la certificazione energetica degli edifici verrà considerata una scocciatura burocratica, tanto dai costruttori, quanto dagli appaltanti, con la produzione di attestati di certificazione “ottimistici” nel migliore dei casi, funzionali alle sole vendite a terzi di abitazioni.
Le case prefabbricate in legno raggiungono quasi sempre una classe energetica elevata, a costi molto interessanti e comunque concorrenziali rispetto all’edilizia tradizionale isolata in laterocemento, e risultano vantaggiose, anche in assenza di incentivi fiscali.
Il futuro dovrebbe premiare soprattutto questo tipo di costruzioni, anche dal punto di vista normativo.

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